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Europa ‘molla’ Silvio, stop calcio business!

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di Paolo Paoletti – Berlusconi sbattuto fuori dall’: confermata l’dizione di 2 anni dai pubblici uffici dalla Corte di condannato nel processo Mediaset per frode fiscale a 4 anni di reclusione di cui 3 coperti da indulto.

I Supremi giudici della Terza sezione penale hanno dichiarato “irrilevanti” le questioni di incostituzionalità delle norme tributarie sollevate dalla difesa di Silvio Berlusconi e hanno “rigettato” nel resto il ricorso contro la sentenza emessa dalla Corte d’appello di Milano il 19 ottobre 2013. Quel verdetto aveva ridotto a 2 anni l’originaria dizione dai pubblici uffici pari a 5 anni.

“L’ineleggibilità derivante dalla dizione dai pubblici uffici non sostituisce l’incandidabilità, ma si aggiunge ad essa”, spiega il presidente della Giunta delle e delle immunità parlamentari del Senato, Dario Stefàno. “Ciò significa che nei pmi due anni Berlusconi non godrà del diritto di elettorato attivo e passivo”.
Secondo le norme vigenti, c’è un duplice impedimento: ineleggibilità per dizione dai pubblici uffici e incandidabilità per 6 anni per condanna detentiva superiore ai 2 anni per reati gravi.

Berlusconi fuori dall’ nella politica e col Milan. Finalmente si è chiuso il berlusconismo che ha distrutto l’Italia e il calcio.
Perfino , presidente Coni ha avtuo il coraggio di dire che il Malacalcio è conseguenza della maladirigenza!
Il Milan deve adesso dare seguito al cambiamento: cacciare , chiamare nuovi giovani, rifondare la squadra su talenti in crescita guidati da un allenatore esperto magari come .

scompaia non solo dal Milan. E uno dei cancri del calcio italiano espressione peggiore delle lobby di potere che hanno ingessato il mondo del pallonbe legandolo a filo doppio alla politica oltre che all’industria e alle banche.
Da vent’anni non ci sono più scudetti come quelli vinti dal Verona, il , la Samp, la Lazio e anche la Roma.

La caduta del Milan rappresenta l’opportunità di un calcio nuovo che d eve ricostruire i principi e le fondamento dello sport: merito, terzietà degli arbitri, mutualità, nuovi mercati, settore giovanile, strutture.
Tutto a cura e spese di lontani dal calcio business ma bravi nel fare business per lo sviluppo del movimento e dell’indotto a cominciare da un serio rap col pubblico, mai più vacca da mungere ma elemento essenziale dello spettacolo calcio utile alla crescita delle collettività non all’arricchimento dei potenti!