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Silvio shock, minaccia il Milan: non vi pago!

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di Nina Madonna - Baratro , Berlus reagisce minacciando i giocatori: non vi pago!
Una uscita alla Zamparini, dopo 80 milioni di investimenti sbagliati…
Il ha disatteso tutte le aspettative e la finale di CoppaItalia contro la Juventus è l’ultima spiaggia, sopratutto verso il malcontento dei che hanno capito che il male oscuro è proprio Silvio!
Vincere il trofeo salveree parzialmente la stagione e sopratutto il Presidente, non tanto per il trofeo di terz’ordine – quale è diventato il secondo titolo - ma per la qualificazione in League.

B al posto di cacciato da Berlus è stata la mossa che gli ha messo contro tutto il popolo rossonero, ma anche la squadra: un netto passo indietro che B prima e Silvio adesso addebitano ai giocatori, accusati di scarso impegno.

Silvio Berlus dopo il pranzo con gli sponsor di fine stagione in un video trasmesso da Sky Sport ha sfidato la squadra: “non vi pago, provate a farmi causa. Un processo dura 8 anni”. Dichiarazione degna di Zamparini, il più incredibile e arrogante presidente di !

Il è veramente finito in basso…
Toccherà a B rialzarlo con giuste motivazioni.’Tradito’ da alcuni calciatori ammette: “Adesso ho le idee chiare su chi non può darmi niente”.
B vuole un cattivo: “Spero che ogni giocatore aia dentro di sé il veleno. Non accetto l’idea che chi non ha vinto nulla non ce l’aia. La delusione della partita con la Roma è stato accorgermi che la squadra non era pronta per la finale. Adesso ho le idee chiare su chi non può darmi niente. Non voglio dare alibi alla squadra. Poi, se dovessimo giocare la finale come sabato scorso, scapperei lontano”.

Ma critica anche la società: “Quanto è lontano questo dal grande ? Tanto. Le aree della società sono scolte tra di loro. Nelle crepe si infila di tutto e così si aprono voragini”.

E gli resta una sola partita per salvarsi…
“Se anche dovessi vincere, dopo l’euforia iniziale sentirei le solite cose: ‘Non è all’altezza, eccetera’. In ogni caso di quest’esperienza mi resterà la consapevolezza di essere un allenatore. Il lavoro che propongo, se fatto nei tempi giusti, può portare risultati. E dopo i primi 35 giorni da allenatore del mi sento ancora più forte”.