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Shutdown Usa inguaia il Mondo. Obama: dramma!

Obama Speaks About Shutdown in Washington DC

di Italo Lamela - ‘Shutdown, Day 2′, recitano le televisioni. E nel secondo giorno di paralisi della gran parte dei servizi offerti dal americano va in onda la : quella di centin di migli di americani che non ne possono più di un Congresso incapace di evitare quello che la Casa Bianca ha definito “un dramma”. E quella di centin di migli di dipendenti pubblici che per il secondo giorno consecutivo restano a casa, o continuano a lavorare senza la certezza di essere pagati.

Fino a un gruppo agguerrito di veterani che ‘forzano’ il Memorial che sul Mall di Washington ricorda i caduti della Seconda guerra mondiale: transennato come tutti gli altri monumenti e musei della zona. A Capitol Hill cresce la preoccupazione per quello che i sondaggi indicano come il calo di popolarità più marcato nella storia parlamentare americana. E il presidente Barack Obama invita tutti a ”evitare una catastrofe finanziaria”, denunciando ancora una volta un’America ”ostaggio” di una ne del partito repubblicano. Ma l’intesa – sia sul budget sia sull’innalzamento del tetto del debito – appare ancora lontana. Il muro contro muro sembra ancora prevalere. Dopo il giorno dell’ira, comunque, per Barack Obama è il giorno dell’offensiva per tentare di sbloccare la situazione e porre fine a una ‘chiusura’ insostenibile dello Stato americano.

”Sono pronto a trattare, ma solo dopo che il avra’ riaperto”, afferma in un’vista alla Cnbc. Fitta l’agenda di incontri alla Casa Bianca, dove il presidente americano riceve prima tutti i principali banchieri di Wall Street (da Lloyd Blankfein di dman Scahss a Jamie Dimon di JPMorgan) e poi tutti i leader di maggioranza e minoranza della Camera dei Rappresentanti e del . L’attenzione non e’ posta solo sulla necessita’ di raggiungere un’intesa sul o, che permetterebbe riaprire il rubinetto delle risorse federali e riprendere a finanziare i cosiddetti ‘servizi non essenziali’ colpiti dallo ‘shutdown’.

Quello su cui Obama – e non solo Obama – insiste in queste ore e’ soprattutto la necessita’ di un immediato innalzamento del tetto del debito entro la scadenza prevista del 17 ottobre. Perchè se ciò non avvenisse, le conseguenze sarebbero ben più gravi di quanto sta accadendo in queste ore. ”Bisogna evitare una catastrofe finanziaria”, ammonisce il presidente. Il rischio sarebbe in particolare quello del primo ‘default tecnico’ della storia degli Usa, con le casse dello Stato vuote e l’impossibilità di pagare stipendi e pensioni. Il segretario al Tesoro, Jack Lew, ha già lanciato l’allarme: dopo il 17 ottobre in cassa resteranno solo 30 miliardi di dollari, e il Tesoro ha gia’ cominciato ad adottare le misure straordinarie previste in caso di penuria di fondi. Bisogna dunque agire subito, è il suo accorato appello al Congresso.

Ma lo spettro del default si aggira non solo sull’America. Il suo impatto, infatti, sarebbe devastante per l’economia mondiale, con gli Usa che verrebbero immediatamente downgradati dalle principali agenzie di rating nazionali. E’ proprio su questo che nelle ultime ore si sta concentrando l’attenzione di tutti. Non a caso anche il Fondo monetario e il presidente della Bce, Mario Draghi, hanno lanciato l’allarme: la situazione in America rischia di compromettere seriamente la ripresa globale. Uno scenario che nessuno, in tempi di crescita ancora timida dopo la più grave crisi del dopoguerra, può permettersi.

Intanto le conseguenze dello ‘shutdown’ sono sotto gli occhi di tutti. Non solo parchi e musei chiusi. Il capo di Stato maggiore ha spiegato come la mancanza di fondi ha un impatto reale sulle quotidiane operazioni delle Forze Armate Usa. E il numero uno dell’intelligence americana, James Clapper, ha parlato di “situazione da sogno” per i servizi segreti stranieri, visto che la ‘chiusura’ parziale dello Stato federale ha portato alla messa in congedo di circa il 70% degli 007 e del personale civile delle agenzie federali, dalla Cia alla Nsa.

”Sono impressionato dalle parole di Papa Francesco”. In una vista televisiva Obama non nasconde tutta la sua ammirazione per il Pontefice. E non si sottrae a chi gli chiede di commentare la forte richiesta di cambiamento della Chiesa Cattolica che arriva proprio dal Papa, anche con le sue aperture su questioni delicate come i diritti dei gay o l’aborto. Temi i che fanno parte dell’agenda della Casa Bianca, e su cui Obama si e’ piu’ volte battuto e continua a combattere.

Mai il presidente degli Stati Uniti aveva parlato cosi’ del Pontefice. E a sorpresa lo fa sulla Cnbc, emittente finanziaria a cui racconta la sua frustrazione e la sua per la paralisi del dovuta al mancato accordo col Congresso sul o. La tensione si alleggerisce quando arriva la domanda finale sul Papa e sul suo appello alla Chiesa a non perseguire in maniera ossessiva argomenti finora tabu’ per il Vaticano come i gay e l’aborto: ”Sono enormemente impressionato dalle sue parole, e non a causa di qualche questione in particolare”, spiega Obama.

”Sembra davvero una persona che ha fatto suoi gli insegnamenti di Cristo”, evidenzia. Quello che di piu’ colpisce l’uomo piu’ potente della Terra e’ ”l’incredibile umilta’, l’incredibile senso di ” che Francesco riesce a trasmettere, ”soprattutto verso i piu’ poveri e i piu’ deboli”. ”E’ una persona che ha un atteggiamento informale, che abbraccia le persone invece di tenerle a distanza”, dice Obama, sottolineando il cambio di passo del Pontefice argentino rispetto ai suoi predecessori. ”E’ una persona – prosegue – che cerca di trovare sempre qualcosa di buono in tutti invece di condannare. E per questo io lo ammiro”. ”Questo spirito, questo senso di pace e di unita’ – sottolinea ancora il presidente americano – sembra manifestarsi non solo in quello che Papa Francesco dice, ma anche in quello che fa, nei suoi comportamenti”. E questa – conclude – e’ una gran qualita’ per un leader religioso, indipendentemente dalla religione a cui appartiene. Una qualita’ che dovrebbe essere di esempio per tutti: ”Anche qui a Washington”.