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Settimo: all’Olimpico arriva lo scudetto di tutti!

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di Antonella Lamole - La serata decisiva è nita 0-0: all’Olimpico la Juve è campione d’Italia per la 34esima volta della sua storia, settima consecutiva. festeggia il suo secondo titolo all’Olimpico in 4 giorni.

Il pari consente ai bianconeri (92) di conservare 4 punti di vantaggio sul Napoli secondo (88) vittorioso a Genova sulla Samp, e di rivincere il titolo con 1 turno di anticipo (ininfluente Juve-Verona, mentre il Crotone si gioca la a Napoli)
Le gare di prima e seconda in classica si sono disputate in contemporanea.

Via ai festeggiamenti ufciali, nella stessa settimana della tredicesima Coppa Italia della storia della Juve. La difenderanno il 3° posto, visto che la Lazio è a -2 raggiungendo però l’aritmetica qualicazione alla prossima Champions League.

Non è stato un campionato lineare quello vinto dalla Juve.
In termini di risultati i passi falsi sono stati pochi, marcia impressionante.
Eppure l’avvio è stato complicato, come il nale.

Senza un vero giocatore da copertina di questo Settimo consecutivo.
E’ stato l’ultimo di Gigi Buffon che chiude una carriera con 7 scudetti consecutivi.
Così anche Chiellini (alla sua migliore stagione nonostante gli infortuni), Barzagli, Lichtsteiner e Marchisio.

E’ stato il campionato dei 22 di Dybala anche se solo 1 contro le prime 6 in classica.
Quello di Higuain uomo squadra ma meno uomo d’area.
Della consacrazione di Pjanic, dell’esplosione nale di Douglas Costa e del passaggio generazionale.

Nel bene e nel male, ha vinto ancora Max .
Nessun 10 in pagella, perchè tutti hanno vissuto una stagione di alti e bassi, alcuni addirittura deludendo.
Ma la Juve è stata e rimane per distacco la squadra più forte e con più voglia di vincere.

Il gap è ancora ampio, forse destinato ad aumentare se il rinnovamento proseguisse così.

I .
BUFFON 10. Alla carriera, non alla stagione. Che rimane positiva nonostante qualche passaggio a vuoto. La fotograa nel match col Bologna: un errore clamoroso, poi la parata .
SZCZESNY 8. Il futuro è lui, decisivo quando chiamato in causa nei 2 mesi di assenza del capitano.

AL SANDRO 6. Qualche anche pesanti, alcune buone prestazioni. Ma nel complesso è la grande delusione di questa stagione, solo parzialmente giusticabile dalla cessione chiesta e negata la scorsa estate.
ASAMOAH 7. Terzino sinistro di ducia di quando la partita scotta, in campionato quasi tutti i big match lo hanno visto titolare. Saluta dopo sei scudetti di la
BARZAGLI 6.5. Non è stata una stagione esaltante, il tempo passa e certi attaccanti li patisce. Ma rimane una colonna difcile da sostituire, non a caso da mesi si pensa al rinnovo.
BENATIA 7.5. Per alcuni mesi forse il miglior difensore del campionato, i tanti infortuni degli anni passati hanno influito sulla tenuta mentale nei momenti decisivi: la continuità si paga anche così. Più pesanti gli scivoloni fuori dal campo.
CHIELLINI 8.5. Anima della Juve, spesso capitano anche senza fascia. A livello individuale forse la sua miglior stagione.
DE SCIGLIO 6.5. Tanti infortuni, ma la sua carriera è ripartita da qui.
HOWEDES 6. Più tempo in infermeria che in campo, il valore non si discute ma di fatto non c’è mai stato.
LICHTSTEINER 6. Di stima, sette scudetti di la li ha vinti solo lui da straniero. Nel momento del bisogno c’è sempre stato, ma la parabola è discendente.
RUGANI 6.5. Titolare di inizio campionato, poi sce di nuovo e ritorna nel nale. In campo sbaglia raramente, ma se non gli dà mai ducia un motivo deve pur esserci.

BENTANCUR 6.5. La prima stagione è dura per tutti, lui tutto sommato si dimostra uno da Juve seppur utilizzato col contagocce
KHEDIRA 7.5. Record di , campionato al di sotto di quello strepitoso disputato nella scorsa stagione, nei piani di non si può mai fare a meno di lui anche quando il ritmo scende sotto il livello minimo
MARCHISIO 6. non lo vede più, rimane professionista esemplare nonostante tutto senza mai una sola parola fuori posto.
MATUIDI 8. La svolta della stagione arriva quando si mette lui a correre per tutti tra centrocampo e attacco.
PJANIC 8.5. Il campionato della consacrazione, il nuovo leader della Juve è lui. Se davvero dovesse partire, saree il più difcile da sostituire.
STURARO 6. L’ultimo dei gregari di questa Juve, serve anche questo.

BERNARDESCHI 7.5. L’apprendistato alla Juve è lungo e complicato, lui lo gestisce nel migliore dei modi. Frenato dall’infortunio proprio quando aveva convinto tutti.
CUADRADO 8. Tre mesi fuori sono tanti, ma nell’anno in cui sembrava essere chiuso si dimostra insostituibile o quasi
DOUGLAS COSTA 8.5. Ci mette un girone o per capire dove si trova, un girone passato ad essere più bello che utile. Poi si scatena e sullo c’è la sua rma ben impressa sopra. Anche e soprattutto da lui bisognerà ripartire.
DYBALA 8. In avvio di stagione è letteralmente devastante, poi si perde. Sono 22 i , ma solo uno quello segnato con le prime sei della classica: start and stop, grande con le piccole e ancora troppo piccolo con le grandi.
HIGUAIN 8. Si accende e si spegne. Quando si spegne è impossibile non accorgersene, quando si accende è impossibile non ammirare il suo dominio. Decisivo, sì. Ma gli scudetti la Juve in fondo li vinceva anche con Matri o Llorente centravanti. Un tale investimento avree forse richiesto qualche risposta più forte.
MANDZUKIC 7. Di tutte le stagioni in bianconero, quella in cui si rivela meno decisivo. Anche se alla ne, di lui non vorree mai fare a meno.

9. Piaccia o non piaccia, anche questo è suo più di chiunque altro. Sopporta le critiche, sopporta le malelingue, sopporta i casi ni ed esterni. E non si fa distrarre da niente, badando solo al sodo. Alla faccia di chi si perde in losoe varie, vince sempre in Italia ed in Europa è l’unico a tenere testa alle grandi.