ULTIM'ORA

Settimo: all’Olimpico arriva lo scudetto di tutti!

juventus.esultanza.gruppo.2018.750x450

di Antonella Lamole - La serata decisiva è finita 0-0: all’Olimpico la Juve è campione d’Italia per la 34esima volta della sua , settima consecutiva. festeggia il suo secondo all’Olimpico in 4 giorni.

Il pari consente ai bianconeri (92) di conservare 4 punti di vantaggio sul secondo (88) vittorioso a Genova sulla Samp, e di rivincere il con 1 turno di anticipo (ininfluente Juve-Verona, mentre il Crotone si gioca la salvezza a )
Le gare di prima e seconda in classifica si sono disputate in contemporanea.

Via ai festeggiamenti ufficiali, nella stessa settimana della tredicesima Coppa Italia della della Juve. La Roma difenderanno il 3° posto, visto che la Lazio è a -2 raggiungendo però l’aritmetica qualificazione alla pma Champions League.

Non è stato un campionato lineare quello vinto dalla Juve.
In termini di risultati i passi falsi sono stati pochi, marcia impressionante.
Eppure l’avvio è stato complicato, come il finale.

Senza un vero giocatore da copertina di questo Settimo consecutivo.
E’ stato l’ultimo di Gigi Buffon che chiude una carriera con 7 scudetti consecutivi.
Così anche Chiellini (alla sua migliore stagione nonostante gli infortuni), Barzagli, Lichtsteiner e Marchisio.

E’ stato il campionato dei 22 gol di Dybala anche se solo 1 contro le prime 6 in classifica.
Quello di uomo squadra ma meno uomo d’area.
Della consacrazione di Pjanic, dell’esplosione finale di Douglas Costa e del passaggio generazionale.

Nel bene e nel male, ha vinto ancora Max .
Nessun 10 in pagella, perchè tutti hanno vissuto una stagione di alti e bassi, alcuni addirittura deludendo.
Ma la Juve è stata e rimane per distacco la squadra più forte e con più voglia di vincere.

Il gap è ancora ampio, forse destinato ad aumentare se il rinnovamento proseguisse così.

I VOTI.
BUFFON 10. Alla carriera, non alla stagione. Che rimane positiva nonostante qualche passaggio a vuoto. La fotografia nel match col Bologna: un errore clamoroso, poi la parata .
SZCZESNY 8. Il è lui, decisivo quando chiamato in causa nei 2 mesi di assenza del capitano.

ALEX SANDRO 6. Qualche gol anche pesanti, alcune buone prestazioni. Ma nel complesso è la grande delusione di questa stagione, solo parzialmente giustificabile dalla cessione chiesta e negata la scorsa estate.
ASAMOAH 7. Terzino sinistro di fiducia di quando la partita scotta, in campionato quasi tutti i big match lo hanno visto titolare. Saluta dopo sei scudetti di fila
BARZAGLI 6.5. Non è stata una stagione esaltante, il tempo passa e certi attaccanti li patisce. Ma rimane una colonna difficile da sostituire, non a caso da mesi si pensa al rinnovo.
BENATIA 7.5. Per alcuni mesi forse il miglior difensore del campionato, i tanti infortuni degli anni passati hanno influito sulla tenuta mentale nei momenti decisivi: la continuità si paga anche così. Più pesanti gli scivoloni fuori dal campo.
CHIELLINI 8.5. Anima della Juve, spesso capitano anche senza fascia. A livello individuale forse la sua miglior stagione.
DE SCIGLIO 6.5. Tanti infortuni, ma la sua carriera è ripartita da qui.
HOWEDES 6. Più tempo in infermeria che in campo, il valore non si discute ma di fatto non c’è mai stato.
LICHTSTEINER 6. Di stima, sette scudetti di fila li ha vinti solo lui da straniero. Nel momento del bisogno c’è sempre stato, ma la parabola è discendente.
RUGANI 6.5. Titolare di inizio campionato, poi sce di nuovo e ritorna nel finale. In campo sbaglia raramente, ma se non gli dà mai fiducia un motivo deve pur esserci.

BENTANCUR 6.5. La prima stagione è dura per tutti, lui tutto sommato si dimostra uno da Juve seppur utilizzato col contagocce
KHEDIRA 7.5. Record di gol, campionato al di sotto di quello strepitoso disputato nella scorsa stagione, nei piani di non si può mai fare a meno di lui anche quando il ritmo scende sotto il livello minimo
MARCHISIO 6. non lo vede più, rimane professionista esemplare nonostante tutto senza mai una sola parola fuori posto.
MATUIDI 8. La svolta della stagione arriva quando si mette lui a correre per tutti tra centrocampo e .
PJANIC 8.5. Il campionato della consacrazione, il nuovo leader della Juve è lui. Se davvero dovesse partire, sarebbe il più difficile da sostituire.
STURARO 6. L’ultimo dei gregari di questa Juve, serve anche questo.

BERNARDESCHI 7.5. L’apprendistato alla Juve è lungo e complicato, lui lo gestisce nel migliore dei modi. Frenato dall’infortunio proprio quando aveva convinto tutti.
CUADRADO 8. Tre mesi fuori sono tanti, ma nell’anno in cui sembrava essere chiuso si dimostra insostituibile o quasi
DOUGLAS COSTA 8.5. Ci mette un girone intero per capire dove si trova, un girone passato ad essere più bello che utile. Poi si scatena e sullo c’è la sua firma ben impressa sopra. Anche e soprattutto da lui bisognerà ripartire.
DYBALA 8. In avvio di stagione è letteralmente devastante, poi si perde. Sono 22 i gol, ma solo uno quello segnato con le prime sei della classifica: start and stop, grande con le piccole e ancora troppo piccolo con le grandi.
8. Si accende e si spegne. Quando si spegne è impossibile non accorgersene, quando si accende è impossibile non ammirare il suo dominio. Decisivo, sì. Ma gli scudetti la Juve in fondo li vinceva anche con Matri o Llorente centravanti. Un tale investimento avrebbe forse richiesto qualche risposta più forte.
MANDZUKIC 7. Di tutte le stagioni in bianconero, quella in cui si rivela meno decisivo. Anche se alla fine, di lui non vorrebbe mai fare a meno.

9. Piaccia o non piaccia, anche questo è suo più di chiunque altro. Sopporta le critiche, sopporta le malelingue, sopporta i casi interni ed esterni. E non si fa distrarre da niente, badando solo al sodo. Alla faccia di chi si perde in filosofie varie, vince sempre in Italia ed in è l’unico a tenere testa alle grandi.