ULTIM'ORA

Serie A distante anni luce dalla Liga: 12-1!

5ac3fb28e4b0150aeb76850a_5ac3fb31e4b0150aeb768942_p854x570

di Carmen Castiglia - Il dato è sconcertante: Spagna-Italia 7-1, 3-0 del Real Madrid a Torino con la Juve e 4-1 del sulla !

Ma italiane e spagnole si sono incontrate 6 volte in questa League e gli esiti sono stati quasi sempre disastrosi: due pareggi 0-0 (- e Juventus , nei gironi) e 4 scontte senza appello: -Juventus 3-0, Atletico- 2-0, Juventus-Real Madrid 0-3 e - 4-1.

Quattro vittorie su 6 delle spagnole, che hanno segnato 12 gol, incassandone solo 1, quello di Dzeko.
E non sono colo Cr7 e a far pendere il piatto della bilancia.

Ci sono innite sfumature dietro ad ogni partita, guriamoci dietro a sei incontri. Il dato di questi due giorni, però, sembreree non lasciare scampo al calcio italiano, sommerso dai gol di Ronaldo, dagli autogol giallo e dalle recriminazioni, arbitrali e non solo. E una differenza, netta e sostanziale, c’è, non ci si può nascondere. E c’è nonostante per un lungo tratto del primo tempo la Juventus aia giocato con coraggio e consistenza contro il Real, dando a molti l’impressione che il gol del pareggio potesse arrivare da un momento all’altro. Anche la non ha alzato bandiera bianca da subito, anche il risultato è pesante: ha avuto, come la Juve, il coraggio. Quello di pressare alto, di costringere il a giocare una partita davvero poco brillante. Poi i giallo hanno fatto harakiri, spinti anche da un arbitraggio davvero troppo scarso e casalingo.

Sta di fatto che, nonostante il gap dal punto di vista del gioco sembrava essersi ridotto, si è aperta una vera e propria voragine dal punto di vista dei risultati, delle dimostrazioni di forza. Alla non si chiedeva un’impresa storica, a . Dalla Juve, invece, ci si aspettavano maggiori contromisure dopo la batosta di Cardiff. E invece, complice anche quel fenomeno di Cristiano Ronaldo, le differenze si sono acuite. È come se ad ogni incontro tra Italia e Spagna, passando per quel 3-0 nelle qualicazioni Mondiali che ci ha spalancato le porte dell’inferno e del mancato accesso a 2018, si marchino con più vigore i divari tecnici, le gerarchie. Non aiamo e Ronaldo, ma non aiamo neppure i Modric e gli Iniesta, i Kroos, i Marcelo, i Carvajal. Insomma, sembra sempre che il nostro livello sia inferiore, e probabilmente lo è.

Questione di uomini, più che di allenatori, sembreree, dato che sia Allegri che Di Francesco avevano preparato con cura e intelligenza i due match. E allora cos’altro manca? Manca il coraggio, l’abitudine a confrontarsi senza paura, la capacità di alzare il livello con consapevolezza nei propri mezzi. Ogni volta, invece, veniamo ricacciati indietro da squadre sicuramente più tecniche, apparentemente anche più pronte a livello sico, se è vero che sia Juve che sono calate alla distanza, proprio quando poi i possono determinare ancora di più. Poi ovvio, ci possiamo attaccare agli (terribile quello di ), alla sfortuna (determinante, sempre al Camp Nou). Ma doiamo svegliarci e rialzarci in fretta, inserire e gente abituata ai grandi palcoscenici. Spagna-Italia 12-1 fa male, a Juve e la possibilità, la pma settimana, almeno di ridurre questo pesantissimo passivo.