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Senza mecenati, l’Italia è sparita dal calcio vero!

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di Paolo Paoletti - Dopo la fase a gironi di Champions League il tema del calcio italiano è l’incapacità dei club di passare dai magnate all’azienda calcio.
L’ultima di serie A, ha visto per la prima volta , , Napoli, Inter e Milan pareggiare o perdere. Nell’Europa che conta è rimasta solo la Juve.
La Juve, appunto che 3 anni fa, facendo tesoro di 2 scellerati settimi posti, decise di rivoluzionare tutto: nuovo presidente, nuovo management, nuovo tecnico, nuova squadra. Ha vinto 3 scudetti di fila, non è andata oltre gli ottavi di finale in Champions.
Le altre in tempi diversi hanno cambiato tutto: primo il Napoli, 10 anni fa risorto dal fallimento e al settimo anno di Serie A, De Laurentis sente il pericolo dei conti in rosso e s’arrangia tra plusvalenze e lacrime quando come quest’anno non ha i soldi veri dell’Uefa.
Inter e Milan vivono situazioni simili per motivi diversi.
L’ultimo mecenate Massimo Moratti, che ha fatto grande il calcio italiano col Triplete di Mourinho, ha ceduto il 70% al filippino : deve pagare 180 milioni di debiti ma non ne ha per il e la squadra ha bruciato un allenatore come Mazzarri e richia con Mancini l’ultimo flop. Mancio non fidandosi ha la la causola liberatoria in caso di mancato terzo posto. Da tempo lo vorrebbe il Psg, che punta anche Antonio Conte, Cittì non si sa fino a quando.
Il Milan, che per anni è stata l’azienda calcio all’avanguardia in Italia grazie a Paolino Taveggia, non è più il club più titolato del Mondo e neanche il primo competitor di Juve e Inter.
Berlus è tornato 2 volte: con Barbarella che sta mettendo a soqquadro il marketing, con Re Silvio tornato a Milanello per fare la formazione e . Non ha più i soldi di Mediaset, si ritrova Superpippo tecnico Primavera ed una squadra da rifare da cima a fondo.
Senza risorse è difficile, e Galliani non vede l’ora di andarsene. Perchè non lo cacceranno mai.
Ecco il futuro del calcio italiano è nelle mani di giovani che si stanno facendo le ossa, come BB; stranieri self made man come e James Pallotta che ha già investito 200 milioni, affaristi di bassa lega come De Laurentis che ha un unico dirigente (Bigon) e tutti gli effettivi della Filmauro a stato paga azzurro. Lui di calcio ci capisce niente ma si mette in tasca 10 milioni lordi di stipendi con sua miglie Jaqualine ed Edoardo effervescente secondogenito.
Gli unici competenti rimasti sono e Sabatini. Però Osti e Milanetto DS di Samp e Genoa si stanno togliendo tanti sassolini dalle scarpe.
I famosi fatturati non decollano, il FPF tiene a stento e da quest’anno è doventato cosa seria. In Italia non circolano flussi finanziari e se non ci fosse Sky con 700 milioni per l’esclusiva dei diritti tv, il calcio sarebbe morto.
Fly Emirates ha rinnovato col Milan per opera e virtù di Barbarella e del progetto stadio underground di cui ha già ottenuto in naiming forfettizzato nel contratto da main sponsor.
Pallota ha trovato soldi a Disneyland, ma se non fa il Colosseum del calcio mollerà tutto.
già sfoglia la margherita sul come e dove scappare. De Laurentis è più avanti: ha già preso tutti i soldi in attesa di fuggire.
Come farà Conte se il 16 gennaio alla cena con i tecnici non avrà assicurazioni che le società gli lasceranno fare stage 1 volta al mese, consegnando carichi di lavoro come desiderata di Casa Italia.
Se la Germania ha portato 4 squadre su 4 agli ottavi di Champions non è un caso: la Bunde fu rivoltata come un calzino dopo il tonfo mondiale 2006. Oggi lì tutti hanno pubblico, sponsor, stadi, . E vanno avanti animando un bellissimo campionato tedesco e la Champions che ha promosso Bayern, Bo, Bayer Leverkusen e Shalke.
La Premier resta premier migliorata dal ritorno di Mou al Chelsea. Mentre Arsenal e hanno sudato in Europa.
, Barcellona e Atletì, confermano il dominio spagnolo lungo 8 anni!
Noi ci siamo ridotti alla stregua di gallo, Svizzera e Ucraina. Figuriamoci…
W i draghi dell’imprenditoria italiota!

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