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Sdenco sbanca Pescara: stravince nel ritorno all’inferno!

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Derarlo è n troppo facile: conosce un solo modo di giocare, le sue squadre prendono valanghe di gol e, soprattutto, non ha mai vinto nulla, nemmeno il più misero dei trofei. Non solo, aggiungiamo noi: a meno di clamsi colpi di scena concluderà la sua avventura nel mondo del – speriamo il più di possibile – continuando a non vincere alcunché. Lo aiamo capito nella primavera dell’anno scorso quando con il suo Lugano ha ceduto la nale di Coppa di Svizzera (che non è proprio la ) al modesto Zurigo, arrivato ultimo in campionato. Segnale inequivocabile: no, non vincerà mai.

Eppure Zdenek Zeman detto Sdengo per molti è un mito, una leggenda, un maestro di : uno dei migliori. Perché nel mondo del pallone non contano mente gli scudetti, le coppe, i trofei, giacché altrimenti avreero voce in capitolo solo i Capello e i Mourinho, gente che ha allenato grandi campioni in grandissimi club e, con merito, ha vinto. Altri valori hanno un peso, oltre ai risultati: la voglia di divertire, l’amore per il bel gioco, il o di osare, la capacità di sorprendere.

Sorprendere: Zeman ci è riuscito – meravigliosamente – anche stavolta. Lo hanno richiamato al capezzale del Pescara, in una situazione di innita tristezza: nessuna vittoria sul campo, quasi un record , e un cammino condito di immagini pessime, tra stazioni e lacrime, paure e macchine date alle amme. Pensavamo che avessero messo il suo faccione – quello dell’eroe della penultima promozione in Serie A – a protezione della squadra, un’operazione rufana e malinconica. Ci sbagliavamo. In pochi giorni Zeman ha liberato la testa dei calciatori e ha trasmesso l, incredibilmente, alcune delle sue idee di : aggressività, sovrapposizioni, velocità. E 4-3-3, naturalmente. Tre allenamenti gli sono stati sufcienti.

Quando aiamo visto il Pescara in campo, non credevamo ai nostri occhi: il risultato ha preso una dimensione inimmaginabile, 5-0, e il Genoa è stato travolto da una squadra in tutto somigliante a quelle con le quali Zeman ci ha fatto innamorare di lui. Ci è venuta la folle tentazione di andare a guardare la classica, per capire cosa potree accadere da oggi in poi. Eene, la salvezza rimane praticamente impossibile, Con Zeman, però, nessun sogno è proibito. Tranne che quello di vincere.