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Scudetto: Napoli ok in attacco, meno in difesa!

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di Paolo Paoletti - Pronti per il campionato. E ciò che ha detto il preliminare di andata Champions.
Il Verona dovrà confermare, una neopromossa non può essere migliore della terza di League 1.
E le seconde scelte azzurre dovranno avallare l’immobilismo di mercato che ha spinto De Laurentis a lasciare uguale la squadra dello scorso anno.

In precampionato Sarri, dopo la sconfitta con l’Atletico ma sopratutto contro il Cholismo, ha avvertito: c’è un deficit di fisicità, rischiamo! E’ vero il Napoli ha accettato tanto rischi e vedremo se a giusta ragione.
Diversamente sapremo che la colpa è di De Laurentis ma anche di Sarri che dice le cose sempre a mezza bocca quando in contrasto con il cinepresidente!

In sono cambiate molte cose: la Juve si è disunita preferendo Allegri a Bonucci; la soffrirà il cambio di allenatore e le cessioni di Salah e Rudiger; Milan e sono incognite, anche se Spalletti è una garanzia.

De Laurentis si saree dovuto fiondare su Bonucci, c’è ancora Garay in giro, Maggio non è affidabile come alternativa a Hysaj. Al secondo anno Zielin, Rog e Diawara devono confermarsi, anche se è il vero valore aggiunto di questo inizio stagione. Farà bene Ventura e ripensarci: il brasiliano da geometrie, compattezza mantenendo le distanze tra reparti, è migliorato in personalità come il rigore segnato al Nizza conferma.

Questo è l’anno scudetto, se il Napoli fallisce si smembrerà. De Laurentis porta a casa i soldi della Champions, ma ai come ai giocatori non basta. E’ bastato confermare tutti, per vincerlo?
Lo dirà il campo. Per adesso il Napoli deve partire con 6 punti nelle prime 2 e approfittare di - e -. Vedremo.

In campo: il 2-0 del San Paolo ha chiuso i conti Champions?
Sì se il Nizza è quel mediocrissimo avversario dell’andata: ha regalato risultato e qualificazione al Napoli. Nonostante almeno 3 occasioni sprecate dagli azzurri.

Gol di Mertens al 13’ e (rigore inventato) al 69’. Falliti da Callejon (di testa, all’inizio), Insigne (girata in controtempo su assist di Allan nella ripresa) e Milik (entrato per Mertens) a due passi dalla porta vuota su invito di Callejon. Saree stato il 3-0, certezza matematica.

Un aiuto è arrivato anche dall’arbitro Marciniak, quello di - l’anno scorso.
A 10′ dalla fine ha espulso prima Koziello per contrasto da giallo su Zielinski (dentro per Hamsik) e, subito dopo, Plea, già ammonito, per .

A Favre, è rimasto giocare un bloccato 4-4-0 che avree preteso più coraggio da Sarri.
C’erano ancora 15′ da giocare (5 di ) e l’uno-due palla a terra, con uno-contro-uno sulle fasce, saree stato giusto. Il Nizza non ne aveva più e bisognava approfittarne.

Sarri ha cambiato Rog per Allan, non aveva altri attaccanti. Ha sbagliato strategia. Koulibaly o Albiol, potevano diventare il secondo centravanti. L’avesse fatto, avree testato una soluzione in più.
Da van Gaal a Mourinho o Ancelotti, gli allenatori importanti hanno tante soluzioni di gioco anche se difensivisti.

Il Napoli, preso dalla fregola del terzo gol, ha fraseggiato meno e alzato la palla.
Certo, se Milik avesse fatto quel gol da bambini, ora suoneremmo inni di lode.
Il 2-0 comunque è sufficiente, alla fine di una prestazione corretta sul piano fisico, per intensità e ritmo.
Bene il pressing fino alla fine, meglio l’attacco della profondità.

Il Nizza ha cominciato col 3-5-2, tenendo alta con coraggio la linea dei difensori.
Ma dietro di loro, in particolare alle spalle di Dante, Mertens ha trovato spunto e spazi.
Fino a sbloccare, rapido su lancio di Insigne, freddo nel saltare il portiere e mettere in rete.

Il Napoli ha concesso poco.
Però la fase difensiva non è piaciuta in almeno 2 circostanze: i centrali non escono, i centrocampisti che rincorrono…
E’ accaduto, prima con Koziello, servito da Jallet, che ha messo fuori in diagonale.
E poi con Saint Maximin, in ripartenza solitaria, che ha chiuso a lato.
Contro una squadra migliore del Nizza, il Napoli avree pagato dazio. Come accade spesso da anni.
E resta la domanda: Sarri sa fare la fase difensiva?

Il attacco, invece, è stato spettacolare. Prima dell’vallo, un’occasione l’ha avuta Insigne (plastica deviazione di Cardinale). Poi, nella ripresa, una conclusione ancora di Mertens non trattenuta; una grande azione con assit da destra per Mertens (fuori di pochissimo), una traversa di Souquet (ma nella sua porta) su cross di Hysaj.

Infine il rigore procurato sempre da Mertens.
Il fallo c’è, ma è fuori area.
Un regalino che il Napoli ha meritato.
Qualificazione raggiunta, il resto riguarda il campionato.