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Scoperti neuroni che prevedono: nel lobo frontale c’è anche il perdono!

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Se riusciamo a prevedere come si comporterà all’incrocio l’automobilista di fronte, o se decidiamo di collaborare con qualcuno, i ‘registi’ delle nostre scelte sono due gruppi di neuroni. Sono stati identicati nelle scimmie; un gruppo si ‘accende’ ogni volta che si decide se collaborare o meno con un altro individuo e l’altro gruppo entra in azione quando bisogna prevedere quello che farà l’altro.

blicata sulla rivista Cell, la scoperta si deve ai ricercatori dell’americano Massachusetts General Hospital (MGH) e potrebbe aiue a mettere a punto nuove cure per l’autismo, così come a comprendere i comportamenti antii. I due gruppi di neuroni sono stati individuati nel lobo frontale, in un’area chiamata cino anteriore e colta alle regioni del cervello coinvolte nei comportamenti attivi e presenta delle anomalie nelle persone con autismo e comportamenti antii.

“Questi neuroni si trovano in un’area molto importante, al centro del cervello, che modula i comportamenti i in cui viene richiesta una scelta. Per esempio l’area si attiva anche quando bisogna perdonare o meno una persona che ci ha fatto un torto” osserva Emiliano Ricciardi, esperto di dell’università di Pisa.

A differenza dei primi neuroni ‘i’ ad essere individuati (i neuroni specchio), queste cellule del cervello, sono coinvolte in comportamenti più complessi. ”Mentre i neuroni specchio – prosegue il ricercatore – si attivano, per esempio, quando pretiamo un movimento dell’altra persona, questi neuroni sono ad un livello più ‘strategico’: si accendono quando bisogna prendere una decisione in base alla previsione di che cosa farà l’altro”. Per individuare questi neuroni, i ricercatori hanno condotto un esperimento su coppie di scimmie Rhesus.

Durante il test è stata controllata l’attività di 353 neuroni del cino anteriore. Alle scimmie è stato sottoposto un gioco nel quale bisognava scegliere tra due simboli diversi. Se entrambi gli animali sceglievano lo stesso simbolo, ricevevano la stessa quantità di succo di frutta; se invece sceglievano simboli diversi, a uno andava il succo più grande e all’altro il più piccolo. In pratica, per decidere come ottenere più succo bisognava prevedere la scelta dell’altro.