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Sciopero del 5 maggio: la protesta di migliaia. Blitz al Miur!

Manifestazione contro Buona scuola

di Serena Paoletti - Dietro lo striscione ‘Sciopero generale l’unione fa la scuola 5 maggio 2015 riformiamola insieme’ è partito da piazza della Repubblica a Roma il corteo organizzato dai sindacati per protese la riforma della scuola proposta dal . Sono molte migli i partecipanti che, mentre la testa del corteo è a Santa Susanna, continuano ad arrivare per unirsi alla manifestazione. In testa i leader sindacali, tra cui il segreio della Uil Carmelo Barbagallo.

Perché uno sciopero della scuola di queste dimensioni, con tutti i sindacati in piazza, non si vedeva da sette anni?
“Perché da sette anni non ci si occupava di scuola per cambiarla”. Stefania Giannini, risponde a Giovanni Minoli ai microfoni di Radio 24.

Il ministro Giannini spiega: “abbiamo scelto lo strumento del ddl per la Buona scuola per tenere aperta la discussione. E’ l’apertura al miglioramento, perché questo deve fare il Parlamento, portando anche le istanze della società. Sulla scuola lo facciamo e l’abbiamo fatto con convinzione, perché è centrale. Da un anno è aperto il dibattito, continuiamo ad avere questa modalità di ascolto”.

E per quanto riguarda i poteri ai presidi? “Riteniamo che il dirigente debba assumere funzioni di responsabilità che ogni leader educativo deve poter avere e a questo facciamo corrispondere un accuratissimo sistema di valutazione che già è partito”.

e maggioranza, se da una parte ribadiscono la bontà del disegno di legge e l’intenzione di andare avanti, dall’altra non rinunciano a lasciare una porta aperta al dialogo, viste anche le modiche apportate al ddl in Commissione alla Camera. “Non c’è un ‘prendere o lasciare’ – ha detto in serata il ministro Maria Elena Boschi -. Se ci sono modiche da fare, le faremo. Non c’è chiusura totale”.

Blitz al Miur. Blitz notturno degli studenti di Università e scuole aderenti a Udu e Rete degli Studenti davanti al Ministero dell’Università e la Ricerca, alla vigilia dello sciopero di oggi di il comparto scuola. Alcuni hanno esposto uno striscione davanti alla sede del ministero, in Viale Trastevere a Roma, con la scritta “Vogliamo una scuola buona davvero”, inscenando un flash mob le cui immagini sono state poi caricate su Youtube. L’ Unione degli Universii e la Rete degli Studenti medi hanno voluto così, si afferma in una nota, “dire no ai provvedimenti sulla Buona Scuola” e “ribadire la nostra totale contrarietà ai metodi che sono stati utilizzati da parte del nella costruzione di questa riforma, gli stessi metodi che vorrebbero propinarci con la Buona Università”. “Il percorso sulla Buona Scuola, come rischia di essere quello pregurato sulla Buona Università, si è rivelato un esclusivo e decisionista – sostiene Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell’Unione degli Universii – in cui l’ascolto degli studenti, degli insegnanti, dei genitori è stata solo una nta facciata”. “Oggi siamo in piazza contro la Buona Scuola, accanto alle lavoratrici e ai lavoratori in questo sciopero generale – ha aggiunto Alberto Irone, portavoce della Rete degli studenti medi – perché il mondo della scuola si deve unire contro le di un che, con il ddl Buona Scuola, trasformerà la scuola italiana in un luogo autoriio e aumenterà le diseguaglianze”. “Le nostre Scuole e le nostre Università non sono in vendita – ha concluso -: quella di oggi sarà solo la prima di tante mobilitazioni perché senza studenti non ci può essere né Buona Scuola né Buona Università”.

Un appello al perché ascolti il mondo della scuola viene anche dalla minoranza del Pd. Con una lettera pubblicata sull’Hufngton Post rmata Fassina-Civati-D’Attore si chiede inoltre di stralciare la parte relativa alle assunzioni facendo un decreto legge sui precari. Che la situazione sia complessa lo si era visto ieri a Bologna, dove il Matteo ha reagito con fermezza dal palco ai schi e alle contestazioni, salvo poi discutere a quattr’occhi, nel merito del ddl, proprio con alcuni dei precari che lo avevano contestato. Oggi il ministro Stefania Giannini si è detta “perplessa” perché i punti sui quali si sciopera “sono assolutamente estranei a quello che noi vogliamo fare con la buona scuola, cioè autonomia scolastica e potenziamento dell’offerta formativa”.

Ma il ministro ha aggiunto che “è bene che si entri nel merito, che si valuti il contenuto di questa riforma” sulla quale si possono fare “miglioramenti”. Come quello apportato ieri sera in Commissione cultura alla Camera, a rma Pd, nel quale si mitiga il potere dei presidi, uno dei punti più contestati del ddl. La Camera dovrebbe licenziare entro il 19 maggio il testo della ‘Buona Scuola’, che poi passerà all’esame del Senato. Oggi il presidente della Commissione Istruzione di Palazzo Madama, il dem Andrea Marcucci, ha reso noto che chiederà a Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo di essere auditi sulla riforma. “Vediamo se questa volta Cgil, Cisl ed Uil hanno realmente intenzione di fare proposte realiste e concrete” ha aggiunto il senatore del Pd. Spiegando poi, però, di aver preso questa decisione da tempo e “senza aver sentito nessuno del . Mi sembrava semplicemente una cosa giusta da fare e l’ho proposta”. Al momento comunque le posizioni restano molto distanti, con i sindacati che annunciano migli di manifestanti ai cortei di domani e prevedono adesioni massicce allo sciopero.