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Scandalo Mose: “arrestate Galan”. Renzi ora che racconta in Ue?

TANGENTI MOSE, 35 ARRESTI, C'E' ANCHE IL SINDACO DI VENEZIA

di Marco Leone - L’ex presidente della Regione Giancarlo Galan e l’ex generale della Gdf Vincenzo Spaziante, i del magistrato delle acque Patrizio Cuccioletta e Maria Giovanna Piva, l’assessore ve alle Infrastrutture Renato Chisso: “ciascuno di essi, per anni e anni, ha asservito totalmente l’ufcio pubblico che avrebbe dovuto tutelare, agli essi del gruppo economico criminale, lucrando una serie impressionate di beneci personali di svariato genere”. Lo scrive il Gip di Venezia.

Bufera giudiziaria a Venezia, domiciliari per il sindaco Giorgio Orsoni di centrosinistra; l’assessore regionale Renato Chisso e altre 33 persone, tra cui due ex del magistrato alle Acque della città lagunare.

Le ipotesi di reato sono , concussione, riciclaggio. La GdF ha sequestrato beni per 40 milioni di euro.

Richiesta di arresto anche per l’ex governatore del Ve Giancarlo Galan con l’accusa di aver ricevuto fondi illeciti per almeno 800 mila euro dal Consorzio Venezia Nuova (Cvn) nell’ambito delle opere del Mose. Le dazioni, da fondi neri realizzati dal Consorzio e dalle società che agivano in esso, risalirebbero agli anni tra il 2005 e il 2008 e il 2012. Galan, ora parlamene di , avrebbe ricevuto dal 2005 al 2011 da Giancarlo Mazzacurati presidente del Cnv, anche tte l’assessore Renato Chisso, uno stipendio annuo di un milione di euro. Lo si legge nell’ordinanza rmata dal gip di Venezia nell’inchiesta sul caso Mose.

Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, è stato arrestato e posto ai domiciliari, per l’accusa di nanziamento illecito relativa alla sua campagna elettorale per le comunali del 2010.

Uno ‘stipendio’ di 300-400mila euro all’anno, che nel 2005 e 2006 è arrivato a 600mila euro: è quanto avrebbe percepito il magistrato della Corte dei Conti Vittorio Giuseppone, indagato nell’inchiesta sul Mose per aver “compiuto atti contrari ai suoi doveri”. Lo scrive il Gip Alberto Scaramuzza nell’ordinanza di custodia cautelare.

L’ex presidente della Regione Giancarlo Galan e l’ex generale della Gdf Vincenzo Spaziante, i del magistrato delle acque Patrizio Cuccioletta e Maria Giovanna Piva, l’assessore regionale alle Infrastrutture Renato Chisso: “ciascuno di essi, per anni e anni, ha asservito totalmente l’ufcio pubblico che avrebbe dovuto tutelare, agli essi del gruppo economico criminale, lucrando una serie impressionate di beneci personali di svariato genere”. Lo scrive il Gip di Venezia nell’ordinanza.

Trianazioni di denaro attraverso false fatture maggiorate per un totale accertato di 25 milioni di euro sono alla base della terza fase dell’indagine Mose, quella ‘’. Il procuratore capo Luigi Delpino, l’aggiunto Carlo Nordio e i vertici della Guardia di nanza, in merito all’inchiesta che ha portato a 35 e ad un centinaio di indagati, hanno ricordato che l’operazione era di fatto in corso dal 2008 e che il ‘contatto’ con la è la terza fase dell’inchiesta.

La cosiddetta inchiesta sul Mose parte da lontano e ha preso avvio da un lone dell’indagine per presunte mazzette relative ad opere autostradali lungo la A4 riguardanti una società presieduta da Lino Brentan. Patteggiata la pena per quella vicenda, Brentan oggi risulta tra gli arrestati per la nuova indagine della Procura di Venezia. Da quel lone la Guardia di nanza, coordinata dalla Procura di Venezia, è giunta ai presunti fondi neri creati da Piergiorgio Baita, all’epoca dei fatti ai vertici della Mantovani, la società leader nella realizzazione del Mose e all’no del concessionario unico Consorzio ‘Venezia Nuova’ (Cav). Gli inquirenti sono riusciti poi a risalire agli allora vertici della Cav, con l’arresto (ai domiciliari) del presidente Giovanni Mazzacurati e di altre persone. Nei giorni scorsi, nel quadro del lone riguardante l’ex presidente della Mantovani l’invio di uno stralcio del fascicolo al tribunale dei ministri relativo all’ex ministro Altero Matteoli.