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Sarri è un grande, ma il ‘sarrismo’ non esiste!

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di Paolo Paoletti - Il Sarrismo non esiste! Mentre esiste il Sacchismo o il tiki-taka di Guardiola.
Perchè? Qual’è la differenza? La carriera, le esperienze, i risultati.

Di Pep neanche faccio i conti, sarebbe ingiusto e irriguardoso per Maurizio.
Di Sacchi va ricordato che ha vinto 1 solo scudetto, ma 2 Coppe dei , 2 Intercontinentali, una nale Mondiale a Usa ’94, ne conclamarono la sua calcistica.
Entrambi, Pep e Arrigo, hanno avuto a disposizione ottimi giocatori.
Questo è il punto di contatto con il Sarri di oggi, rapportato al di oggi che ha poco a che vedere con il trio dei tulipani rossoneri Gullit, Rijkaard, Van Basten; tantomeno con i catalani Xavi, Iniesta, Messi.

Sarri non ha vinto niente e no a 4 anni fa non sapeva neanche cosa fosse la serie A…

Come ha fatto quindi ad emergere a Napoli, no alla testa della classica 2 punti sopra l’Inter, 3 dalla ntus?
Sfruttando al massimo l’occasione data dalla qualità dei giocatori. Molti arrivati per e con Rafa Benitez al quale Maurizio deve la vocazione al gioco d’attacco, un’impostazione simile al di là del 4-3-3 evoluzione del 4-2-3-1 rafaelita.

Molto è passato da Gargano, David Lopez, Inler ad Allan, Jorginho e Hamsik, vero ‘zarro’ benitiano, ma anche con Sarri arrivato ad uscire quasi sempre al 60′!

Questa è la verità, come veri, sinceri e giusti sono i complimenti da fare all’allenatore toscano per l’estetica del gioco e adesso anche per i risultati; in primis quelli della difesa.

no a prima di Napoli: 5 , tra cui Sorrento; una volta dimissionario ad Avellino ancor prima di cominciare!
Solo nel 2013 arriva in serie A con l’. A Napoli un 2° e un 3° posto.
Ed i premi: Panchina d’argento e poi d’oro (2013-14, 2015-16), Allenatore dei Sogni (2016), Premio Bearzot (2017), 2 volte il Timone d’oro.

Ha vinto solo 1 di eccellenza a Sansovino, primo anno (2000-2001).
Una carriera da 630 partite, no all’Inter di Spalletti con il 44,10 di vittorie che s’impennano a 66,96 nelle 85 sulla panchina azzurra…

Ha più dato Sarri al Napoli o il Napoli a Sarri?
Non c’è risposta perchè non c’è controprova. Anche Mazzarri arrivò 2° con gli azzurri, Benitez al 3°.
Nessuno dei due giocando così bene. Ma il bel gioco a Napoli lo hanno fatto vedere anche Vinicio, vero rivoluzionario, e Bianchi che ha unito trion storici: primo Scudetto, prima Coppa Uefa, prima Coppa Italia con 13 vittorie su 13. Eppure il suo Napoli più bello non vinse niente, anzi perse uno scudetto già vinto a 5 giornate dal termine!

Maurizio è nato a Napoli, glio di operai, il padre lavorava all’Italsider di Bagnoli, quartiere sul mare. Ma è cresciuto a Faella, frazione di Castelfranco Piandiscò, provincia di Arezzo; e in si divise calciatore dilettante e dipendente della Banca Toscana a renze, poi a Londra e in , Svizzera e Lussemburgo.

La mattina lavora in banca, al pomeriggio o la sera allena.

Nel 1999, alla guida del Tegoleto, smette di fare il bancario per fare solo l’allenatore.
“Ho scelto come unico mestiere quello che avrei fatto gratis. Ho giocato, alleno da una vita, non sono qui per caso. Mi chiamano ancora l’ex impiegato. Come fosse una colpa aver fatto altro”. Dice. Parole non da rivoluzionario.

Il gioco di Sarri poggia su 3 principi semolici:
1. difesa a quattro con giocatori schierati in linea alta per stringere il campo e mettere in fuorigioco l’avversario;
2. il riferimento degli avversari non è l’uomo, bensì la palla, da tradizione della difesa a zona.
3. centrocampo a tre elementi con un regista in grado di dettare i tempi, sostenuto da due mezze ali: una più di interdizione e l’altra con caratteristiche offensive.

Altra peculiarità del suo gioco è il palleggio a discapito del gioco verticale.

Si diploma presso il Centro Tecnico di Coverciano nel 2006 con la tesi “La preparazione settimanale della partita”.
Genesi di una buon allenatore, a volte da ottimo rendimento, non un solco che cambierà il come fecero Vinicio e Sacchi.

Nessuno se ne dolga: esagera quando dice che bisogna andare al circo se ci si vuole divertire. Ma non basta divertire e divertirsi per vincere. Il come ogni competizione vive del gareggiare, concorrere in rivalità con altri, lottare per riuscir superiore, per un titolo.

Leggere il dizionario, poi riflettere!