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Sarri: vorrei incontrare Diego, la Juve è più forte!

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di Nino Campa – Ancora Tonelli. Poi e il solito Mertens: 3-1 al Pescara, 3 punti scontati e preziosi perchè Roma e Lazio non mollano.
Peraltro sofferti per un tempo, come anche Sarri ha sofferto.

Pavoletti ancora in panchina. E il tecnico spiega… “Non aiamo mai sofferto. Nel primo tempo non siamo stati pericolosi come lo siamo di solito, anche per merito del Pescara che faceva molta intensità davanti all’area. E’ una cosa aastanza normale, succede a tutti: queste squadre quando si difendono così sono difcili da affrontare, poi nell’ultima mezz’ora sono calati e si sono aperti molti più spazi. Aiamo dominato, gestito il vantaggio e sono arraiato per il gol preso nel nale. Potevamo evitarlo”.

L’esplosione di Mertens?
“A me sembrava molto bravo anche prima. E’ fortissimo a spezzare le partite a gara in corso quindi spesso viene inserito dopo. E’ forte come esterno, come seconda punta e anche come prima: forse no adesso aveva reso meno rispetto a quelle che sono le sue qualità”.

? Lui è il Re assoluto di Napoli, dovree avere le chiavi del centro d’, del e della città di Napoli. E’ l’emblema di una città. Se avessi la fortuna di incontrarlo saree molto emozionante per me”.

Cos’ha la in più?
“Non mi interessa della , vince da tanti anni e ha uno zoccolo duro a livello di gruppo e si è costruita una grandissima mentalità. Ha la capacità di vincere anche quando non dà spettacolo ma mi sembra normale: è la società più forte d’ e una delle più forti in Europa. Non solo hanno qualcosa in più di noi, ma hanno qualcosa in più di tutti”.

Perché nessuno spazio per Pavoletti e Gaiadini?
“Perché la partita mi ha portato verso altre scelte e verso altre strade”.

Il rigore del Pescara?
“A velocità normale mi sembrava rigore anche dalla panchina. Mi da fastidio aver preso ancora gol”.

FUORI ODDO: PERCHE’?
Espulso nel nale di partita per presunte proteste, Oddo si sfoga. “Trovo ci sia disequio nel rap tra arbitri e allenatori delle grandi squadre e quello con gli allenatori delle piccole: vedo che quando quelli delle grandi si lamentano gli arbitri vanno a dargli una pacca sulla spalla e si chiariscono. A me non succede: oggi ho solo detto che non ci schiava niente e sono stato espulso. Questo non c’entra nulla con il cammino della squadra, è una questione di educazione in campo: il quarto uomo non ti guarda nemmeno in faccia, sta lì solo a richiamarti se esci di dieci centimetri dall’area tecnica”.

Salvezza impossibile?
“Noi ci crediamo ancora: aiamo un obiettivo e lo perseguiremo. A Napoli si può anche perdere: oggi eravamo in emergenza, quasi come in un lm di Lino Ban. Ma non siamo venuti a chiuderci, aiamo provato ad aggredirli e a giocarcela: ce la giocheremo così no in fondo”.