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Sarri: “divertimento e umiltà, così vinci”. Le dieci mosse.

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di Nino Campa - Maurizio Sarri, ha fatto la sua prima conferenza stampa a Dimaro:“Umiltà, applicazione e divertimento. Vorrei vedere una squadra che in campo si diverte perchè palleggia, crea, non rischia. Se esegue queste indicazioni, il Napoli vince qualcosa”.
Il concetto di fondo lo declina in 10 mosse cardine.

1. . “La nostra è una squadra di sudore, all’inizio del ritiro c’è meno ritmo, più didattica. Poi si alzeranno i ritmi ma già da ora si lavora tanto. ? Lo aspetto anche io, è giusto che il ragazzo si riposi mentalmente e fisicamente. Preferisco torni un giorno dopo ma senza scorie dello scorso anno. Ho tanta voglia di conoscerlo, di lavorare insieme perché come giocatore è straordinario ed ho pochi dubbi. leader? Tecnico sicuramente, dello spogliatoio non so. C’è chi gioca meno, anche poco ma riesce a dare tanto come incidenza nello spogliatoio”.

2. TATTICA. “La qualità ci può aiutare nella fase offensiva ma in quella difensiva ci vuole predisposizione al sacrificio. Non ho mai visto nessuno difendere con fantasia, attaccare con fantasia sì. Ci vuole però equilibrio: tra i reparti ed in campo. Non voglio terzini fuori o centrocampisti sovrapposti, voglio che dietro la palla ci siamo sempre cinque giocatori. Un concetto completamente diverso rispetto lo scorso anno. Voglio una squadra che si diverta e dia il massimo sempre. rompo spesso l’ perché siamo in fase didattica, dobbiamo imparare tanto. Non posso dire adesso quale siano le potenzialità della squadra, non ho le idee chiare. E’ una squadra che fa fatica ad essere equilibrata e ci può costare punti. La qualità se non abbinata all’equilibrio non porta i risultati che può fare questa rosa. Io spero di lavorare bene e mettere a posto tutto, puntando così a qualche punto in più. Ci deve essere sinergia massima tra staff tecnico e giocatori: se vacilla un perno, vado a casa io.Tutto ciò che può sembrare scontato in campo non lo è ed è per questo che rompo spesso il gioco per correggere gli errori. Baso le squadre non sulla fisicità ma sull’intensità e ritmo. Il lavoro con la palla sarà presto monitorato con il gps e ciò che manca sarà fatto a secco modificando le percentuali, al momento sono 70%-30%”. Qui si sta benissimo, speravamo in qualche grado in meno ma fa molto caldo ad ovunque”.

3. MERCATO. “Sono sempre qui impegnato con allenamenti, la sera li rivedo. Mi stanno sui coglioni gli allenatori che parlano sempre di mercato, mi sento con Giuntoli ogni 2-3 giorni e sa bene cosa fare. Se entro qui e parlo di mercato uccido la mia squadra ed è l’ultima cosa che vorrei fare. Con il ds ho sempre parlato di caratteristiche, mai di nomi”.

4. LEADER. “Dai primi giorni inutile negarlo, Reina è il capo gruppo, inutile negarlo. Ma è in ottima compagnia”.

5. HAMSIK E INSIGNE. “Il primo mi ha chiesto di giocare a centrocampo, il secondo di giocare tresta. Assecondo le loro volontà. Sul 4-3-3 sono due attaccanti esterni, sul 4-3-1-2 la risposta più essante sarà quella di che ha detto: posso ricoprire tutte e tre i ruoli. Penso che abbiano più caratteristiche come seconda punta che come tresta ma nei pmi giorni si saprà”.

6. IL REGISTA. “Valdifiori è un giocatore importantissimo ma anche Jorginho. Se dovessi giocare domani una partita importante, non so chi avrei schierato. Mirko è un giocatore di qualità, intelligente, che gioca con me da tempo, credo che farà bene e che sia stato un predestinato nel vestire l’azzurro, accostato al Napoli molto prima di me”.12. LA MENTE. “Dall’esterno vedevo il Napoli come una squadra che poteva farci cinque ma che a metà gara avrebbe vacillato concedendoci molto, troppo. Parliamo di una squadra che ha sbagliato fondamentalmente due partite, contro Lazio e Dnipro. Che si tratti di fattore mentale o casuale non lo so: valuterò, spero che la squadra non vada a rimorchio delle prime partite andando oltre ogni tipo di difficoltà e giocando in maniera non tradizionale ci vorrà più pazienza e più tempo”.

7. LA MENTE. “Dall’esterno vedevo il Napoli come una squadra che poteva farci cinque ma che a metà gara avrebbe vacillato concedendoci molto, troppo. Parliamo di una squadra che ha sbagliato fondamentalmente due partite, contro Lazio e Dnipro. Che si tratti di fattore mentale o casuale non lo so: valuterò, spero che la squadra non vada a rimorchio delle prime partite andando oltre ogni tipo di difficoltà e giocando in maniera non tradizionale ci vorrà più pazienza e più tempo”.

8. . “Il presidente è voluto venire con noi ed è bellissimo, ha dato fiducia ad una squadra ed un allenatore che ha scelto. Poi anche all’esterno ha tanti impegni ed è giusto si allontani per qualche giorno”.

9. IL PUBBLICO. “Abbiamo di fronte aspettative enormi, siamo il 5° fatturato d’Italia ed i nostri ci chiedono sempre tanto. Possiamo fare bene, ci sono squadre molto forti davanti ma noi non siamo da meno. La soddisfazione più grande? Non posso dirlo ma lo sapete bene. Restando isti sarebbe sapere sempre che la squadra ha dato in campo il 101%”.

10. UN ANNO DI TEMPO. “Non si tratta di stima o fiducia, è un modus operandi del presidente, mutuato dal . Io lo accetto, nessun problema, poi a fine anno se avrò fatto bene rinnoveremo. I miei collaboratori sono gli stessi di Empoli, ci lavoro da tempo. Il presidente mi ha lasciato ampia scelta, non posso lamentarmi. Io non devo convincere nessuno. La forza te la dà la società convincendosi che i metodi di lavori sono buoni così come i risultati. Se ciò non succede, ogni innovazione può diventare una problematica. Bisogna poi avere una squadra predisposta, o per natura o per costruzione. L’importante è che lo sia”.