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Sarri spieghi perchè i panchinari giocano poco!

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di Paolo Paoletti - “Mi manca Ghoulam, anche in allenamento. Avremmo avuto bisogno della sicità di Milik”. Poi… “non dobbiamo piangersi addosso” che non cambia la canzone che Sarri canta dopo il !

Il Napoli s’è bloccato contro una piccola, peraltro in crisi: primo freddo stagionale, perturbazione che ha messo a nudo le lacune di rosa e di gioco. Coperta corta per un bollente tra l’addio alla Champions e la lotta scudetto.

subito dopo la sosta , Juve il 1 dicembre: il senno di poi è retorico ma chi ha sempre detto – e noi tra questi – che al Napoli mancava qualcosa di importante, vede materializzarsi il dubbio.
Strinic non andava ceduto? Certo!
Serviva la terza punta, naturalmente. E dopo aver visto Zapata nel della Lanterna qualcuno dovrebbe avere il coraggio di ammetterlo.

Un’analisi sui dati oggettivi fa riflettere: nella rosa , i calciatori meno utilizzati, ovvero gli esclusi dai primi undici per minuti giocati hanno comunque giocato il doppio di quelle azzurri, dopo 12 partite.
La riflessione parte da qui: perchè Sarri utilizza poco i panchinari?
Solo meno qualità delle riserve Juve o c’è altro?

COME SI FERMA IL NAPOLI. Il del Napoli è un gioco spettacolare, celebrato e molto estetico. Anche, però, dif da pree, per qualità e rapidità di esecuzione. E prevede un processo di assimilazione lungo che, forse, lascia poco spazio alle variazioni sul tema, soprattutto se manca un ariete. Rolando Maran, nel post-partita, ha spiegato bene come oggi si blocca questo Napoli: “Dovevamo esser bravi a togliere velocità occupando bene gli spazi, stando vicino e coprendo l’ampiezza dove sono micidiali. Volevamo sempre avere densità, ci siamo riusciti per quasi tutta la partita in maniera egregia”. Se al Napoli togli velocità, in buona sostanza, togli tanto. Se ci metti un Mertens inevitabilmente stanco e le assenze che tolgono sicità, l’altra domanda lecita è: come si allunga una coperta in un Napoli così complesso nella sua struttura di gioco?

IL MERCATO LO FA DE LAURENTIS. Si, il mercato a Napoli lo fa don Aurelio ha spiegato Sarri. Tutto vero, ma trovare un rinforzo che abbia a gennaio gamba, qualità e rapida capacità di inserimento nei sincronismi sarriani sembra una Mission così Impossible che De Laurentiis neppure assoldando Tom Cruise potrebbe pore a termine. Quello su cui bisogna ragione, forse, è un Napoli 4.0: quello che arriva dopo il 4-3-1-2, dopo Higuain e superando anche l’era di Mertens centravanti. Una squadra che riesce a sopperire alle assenze ed alle carenze sfruttando meglio le risorse. È l’ultimo step che deve provare a fare un grande allenatore come Sarri, nell’alveo di una diversa e decisiva gestione delle risorse.