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Sarri scrive il suo calcio: principi, metodi, schemi.

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di Maurizio Sarri - Oltre leggere Bukowski, simpatizzo per Landini, che porta sempre la tuta e fuma decine di sigarette.
La mia tesi di laurea, corso 2006-2007, stagione in cui ero ad Arezzo (soltanto per 5 mesi), in 42 pagine, titolate: ‘La preparazione settimanale della partita’, è il modo per conoscere meglio il mio calcio.

Per una corretta comprensione dei prossimi capitoli ritengo doveroso fare anche altre due premesse:
- La settimana che sono andato a riepilogare è scelta casualmente tra quelle che avevo a disposizione e, pur non essendo uguale alle altre, la ritengo sicuramente indicativa sul mio modo di andare a preparare le partite.
- Nella fase di stagione presa in considerazione la mia squadra stava giocando stabilmente con il 4-2-3-1 senza mai andare a snaturarsi contro
nessun avversario, ma cercando solo di adottare degli accorgimenti in base a quello che avremmo trovato sul campo.

IL LUNEDI’
Giornata di riposo per la squadra, ma dedicata solamente in piccola parte al riposo da parte dell’allenatore, che invece deve cominciare a dedicarsi all’analisi della partita giocata nel giorno precedente.

Che cosa è l’analisi della partita?
È l’analisi che viene fatta dall’allenatore stesso a posteriori, con il filmato della gara disputata e tende a verificare le differenze tra la partita preparata e quella effettivamente giocata. L’analisi della partita ha solitamente scopi correttivi di medio periodo, ed è importante anche per la programmazione degli allenamenti in relazione agli errori com ed alle problematiche che la partita ha proposto.

Da non confondere con l’analisi è la lettura della partita, che è invece rappresentata dal metodo che usiamo durante la gara per avere un’ idea chiara e precisa dell’evoluzione della partita stessa, in modo da prendere quelle decisioni tattiche che sono chiamate tattica applicata, mentre in fase di preparazione della partita abbiamo usato accorgimenti tattici che sono chiamati tattica di principio.
La lettura, a differenza dell’analisi, ha obbiettivi immediati in quanto tende ad ottenere il massimo risultato possibile dalla partita stessa.

La mia analisi della partita prevede che nella giornata del Lunedì sia l’allenatore sia l’allenatore in seconda, che io preferisco chiamare collaboratore, rivedano separatamente la partita del giorno precedente; preferisco separatamente per non influenzare il collaboratore nel formarsi le proprie opinioni.

Solo se il collaboratore non è parte dello staff dell’allenatore ma è parte dello staff societario, nelle prime settimane di campionato, preferisco che la visione sia fatta insieme, in maniera che lui si renda conto di quali sono gli aspetti della partita che seguo maggiormente, per arrivare ad una analisi che segua un filo logico comune, cosa che sicuramente andrà a facilitarci e snellirci il lavoro .

A questo punto abbiamo introdotto un argomento importante sul quale forse vale la pena soffermarsi per un piccola riflessione:il collaboratore.

Quali sono le sue funzioni?
Qual’è il collaboratore ideale?

Per quanto riguarda le funzioni del collaboratore la mia opinione personale è che deve avere delle funzioni materiali e delle funzioni gestionali:
1. materiali in quanto deve aiutare l’allenatore sia nei lavori sul campo che nei lavori di ‘scrivania’, fermo restando che secondo me i lavori tattici collettivi importanti, per avere ‘presa’ sulla squadra, devono essere condotti in prima persona dall’allenatore stesso;
2. gestionali in quanto il suo ruolo lo mette in una condizione privilegiata rispetto alla figura dell’allenatore nei rapporti con i giocatori, per cui nella gestione di casi delicati può diventare di fondamentale importanza.

Per quanto riguarda invece la figura del collaboratore ideale sarebbe troppo facile rispondere che è colui che, nello stesso tempo, è competente e senza le ambizioni per diventare a sua volta un allenatore.

In realtà invece non la penso esattamente così, in quanto tale figura sarebbe sotto certi aspetti rassicurante ma non ottimale.
Penso che il collaborate ideale sia quello con il quale abbiamo unità di pensiero ed unità di intenti.

Per unità di pensiero intendo il vedere calcio allo stesso modo; questo non significa che il collaboratore si deve annullare nell’allenatore in quanto deve rimanere sempre propositivo, ma significa solo condividere le idee di base.

Per unità di intenti intendo invece la condivisione degli obbiettivi.
Da queste riflessioni capite che secondo me il collaboratore, così come la figura del preparatore atletico, devono essere parte integrante dello staff personale dell’allenatore e non possono essere imposti dalla società, ma questo purtroppo
non è sempre possibile.

IL MARTEDI’
Martedì mattina: non c’è allenamento ma una riunione dello staff tecnico con
allenatore, collaboratore, preparatore atletico e preparatore dei portieri e si
procede alla programmazione degli allenamenti settimanali; nella seconda parte
della riunione allenatore e collaboratore si scambiano le impressioni sulla gara
disputata e si arriva a delle conclusioni da riportare alla squadra, conclusioni utili
anche per la programmazione degli allenamenti con obbiettivi tattici.
Da questa riunione escono una analisi filmata della partita, fatta su dvd, ed una
relazione scritta.
1- L’analisi filmata si occupa esclusivamente di problematiche tattiche e
per avere una sequenza logica prende in considerazione in ordine
cronologico i seguenti aspetti:
- tattica collettiva: si inizia il filmato, considerando se la lunghezza, la
compattezza della squadra, cioè le distanze tra i reparti e tra i singoli
all’interno dei reparti stessi ed il baricentro siano stati in linea con quanto
deciso in sede di preparazione della partita.
- fase difensiva in zone alte di campo: si prendono in considerazione le
pressioni individuali sulle palle vaganti, se il pressing è stato portato nella
zona di campo pretederminata con i movimenti preparati e se gli avversari
sono stati effettivamente indirizzati come deciso in fase di preparazione della
gara; in linea di massima viene analizzata la fase difensiva dei nostri quattro
giocatori offensivi.
- fase difensiva in zone medie di campo: si prendono in considerazione le
palle gestite dagli avversari oltre la linea dei nostri attaccanti per cui vengono
analizzati tempi di rientro dei nostri esterni, movimenti di chiusura e
copertura del nostro reparto di centrocampo; anche in questo caso viene posta
molta attenzione a come viene indirizzata l’azione avversaria dal giocatore
uscito a mettere pressione al possessore di palla.
- fase difensiva in zone basse di campo: si analizzano i movimenti della linea
difensiva sulle uscite lunghe del portiere avversario ed in secondo tempo le
azioni avversarie con palla ormai oltre la linea dei nostri centrocampisti,
analizzando chiusure e coperture della nostra linea difensiva; si pone grande
attenzione anche agli scivolamenti della linea sia in orizzontale che in verticale
e la capacità di lettura della palla coperta e scoperta e le relative reazioni.
- palle inattive contro: si analizza se sono state rispettate le posizioni previste
in sede di preparazione della partita in tutte le varie situazioni di palla inattiva
a favore degli avversari nelle varie zone del campo e che le reazioni ai loro
eventuali schemi siano state quelle concordate, infine si pone attenzione
sull’efficacia delle varie marcature ad uomo, dove previste.
- fase di possesso in zone basse di campo: si inizia la fase offensiva
analizzando se il portiere ha privilegiato le uscite lunghe o quelle corte, come
deciso in sede di preparazione della gara.
Per le uscite lunghe si pone attenzione sullzona di caduta della palla, attacco
alla palla ed aggressione degli spazi.
Per le uscite corte si analizza se sono state seguite dalla circolazione di palla
concordata e se la palla è uscita da dietro dalla zona concordata e con le giocate predisposte.
- fase di possesso in zone medie di campo: sotto questo aspetto si pone
attenzione ai movimenti ed alle giocate dei nostri centrocampisti centrali.
- fase di possesso in zone alte di campo: l’attenzione si sposta sui movimenti e
sulle giocate dei nostri due esterni e dei due attaccanti; particolare attenzione
ai movimenti di attacco dell’area di rigore in occasione dei cross dal fondo.
- palle inattive a favore: analisi dell’effettuazione degli schemi su palla
inattiva concordati in sede di preparazione della gara.
Le posizioni di partenza erano quelle concordate?
I movimenti sono stati fatti nella maniera giusta?
La zona di caduta della palla era quella prevista?
Sono stati rispettati i tempi di esecuzione?
Per ognuno di questi aspetti vengono scelte un paio di situazioni
particolarmente significative su quello che è successo in campo e viene
preparato un filmato, materialmente dal collaboratore, da presentare alla
squadra.
Ho deciso di seguire questa sequenza nel montaggio in maniera da evitare una
esposizione confusionaria della nostra partita alla squadra – principio della
semplicità e chiarezza –
Nella scelta delle situazioni da montare nel filmato da presentare ai giocatori
occorre tenere presenti varie implicazioni:
- prima di per ottenere il massimo dell’attenzione possibile da parte di
tutta la squadra è importante che il filmato sia estremamente chiaro e di
durata itata, personalmente cerco sempre che la durata non superi i 10-
12 minuti.
- In ottemperanza di un altro principio di gestione – principio della
partecipazione attiva – cerco di proporre il filmato in maniera che il
giocatore non lo subisca passivamente, cercando costantemente di far
passare il messaggio che non si tratta di un processo agli errori, ma di un
momento di crescita collettiva ed individuale.
- Implicazioni di carattere psicologico collettivo in quanto si deve tenere
sempre presente il momento psicologico della squadra.
- Il montaggio della stessa partita può essere diverso se la squadra
attraversa un momento negativo o positivo a livello di risultati: in caso di
momento negativo, per evitare ulteriore sfiducia, nel montaggio vengono
privilegiate le situazioni in cui la squadra ha espresso qualcosa di positivo
rispetto a quelle negative in modo da rafforzare la convinzione che,
nonostante i risultati, stiamo facendo anche qualcosa di buono; in caso di
momento estremamente positivo vengono privilegiate le situazioni che
mettono in mostra errori in modo da far passare il messaggio che c’è
ancora molto da lavorare e migliorare.
- Implicazioni di carattere psicologico individuale in quanto all’interno del
gruppo ci sono sicuramente dei singoli particolarmente sensibili agli errori
e quindi vulnerabili, per cui nel chiamare in causa con le immagini questi
giocatori occorre cautela, pertanto si cerca di alternare situazioni di errore
a situazioni in cui lo stesso singolo si è mosso nella maniera giusta.
2 La relazione scritta viene materialmente fatta dallo stesso allenatore ed oltre
agli aspetti tattici già evidenziati nel filmato prende in considerazione altri aspetti 7
ritenuti fondamentali nell’economia della gara; nel mio caso gli aspetti analizzati
sono:
- aspetto mentale: si cerca di analizzare se la squadra è arrivata alla partita con
il giusto livello di motivazione e se in campo è riuscita ad esprimere un buon
livello di determinazione; si pone attenzione alle reazioni che la squadra ha avuto
di fronte agli eventi significativi, esempio come abbiamo reagito ad uno
svantaggio o come abbiamo gestito un eventuale vantaggio.
- aspetto comportamentale: chiamo così l’analisi del comportamento della
squadra nei confronti dell’arbitro e degli avversari, in quanto le sanzioni
disciplinari devono essere attinenti alle necessità e mai andare oltre e poi anche
perché non voglio che la squadra sprechi energie mentali e nervose in aspetti della
partita sui quali non può influire.
Ultima valutazione su eventuali atteggiamenti che non sono stati in linea con le
regole di comportamento che il gruppo stesso si è dato, in modo da non tollerare
atteggiamenti che alla lunga possono portare problemi nella gestione del gruppo e
da far passare costantemente il messaggio che gli obbiettivi individuali esistono
giustamente, ma devono sempre essere in secondo ordine rispetto agli obbiettivi
collettivi.
- aspetto fisico: si valuta insieme al preparatore atletico la prestazione della
squadra dal punto di vista fisico, in seguito sono io che decido su quello che deve
essere detto alla squadra e quello che invece voglio che rimanga una valutazione
utile solo allo staff; questo per evitare che in certi momenti la condizione fisica
diventi un facile alibi per i giocatori.
Martedì pomeriggio:
ore 14,15 breve riunione dello staff tecnico per l’organizzazione pratica
dell’allenamento.
Ore 14,30 riunione con la squadra per l’analisi della gara disputata alla
domenica precedente.
Intervento dell’allenatore con questo ordine:
- Aspetto mentale
- Aspetto comportamentale
- Aspetto fisico
- Aspetto tattico coadiuvato dalle immagini
Ore 15,00 allenamento con obbiettivo esclusivamente fisico.
Nella settimana presa in considerazione questo allenamento aveva come unico
obbiettivo la potenza aerobica ed il mezzo utilizzato era l’intermittente “Gaçon”
15’’-30’’ con 3 serie di 6’ al 95% dalla V.A.M. per chi ha giocato ed al 105% della
V.A.M. per chi non ha giocato, con pause attive di 4’ tra le serie. Dopo questo
lavoro: chi ha giocato passa al programma individualizzato, mentre chi non ha
giocato la partita precedente ha un lavoro suppletivo con 3 serie di 4’ di possesso
palla a tocchi variabili da una serie all’altra; prima serie a tre tocchi, seconda a
due tocchi e terza ad un tocco, escluso i palloni riconquistati che possono essere
giocati a due tocchi; recupero di 2’ tra le serie e 2 serie di partita 5:5+ portieri di
6’ con 3’ recupero tra le serie; prima serie a tre tocchi con goal valido al primo
tocco e seconda serie a due tocchi con goal buono sempre. 8
Per il possesso palla ed il 5:5, nella determinazione degli spazi di lavoro, deve
essere tenuto presente l’obbiettivo aerobico dell’allenamento.
Quindi gli spazi devono essere piuttosto ampi in relazione al numero di giocatori
in modo che il lavoro organico prevalga su quello muscolare; in questo caso
abbiamo utilizzato un campo di 40×25 mt.
Dopo questo ulteriore lavoro anche il secondo gruppo passa al programma
individualizzato.
Programma individualizzato: ad ogni giocatore vengono consegnate due
schede.
La prima scheda è relativa a lavori di carattere fisico che sono stati preparati dal
preparatore atletico in relazione alle eventuali carenze del giocatore ed anche in
relazione ad eventuali gravi infortuni che puo’ aver avuto nel corso della carriera.
I lavori previsti in questa scheda devono essere effettuati due volte alla settimana:
solitamente al Martedì pomeriggio ed al Giovedì mattina.
La seconda scheda è preparata dal collaboratore ed è relativa a lavori tecnici
scelti in base alle carenze mostrate o in base ad eventuali specializzazioni
(esempio punizioni e rigori).
I lavori previsti in questa seconda scheda sono svolti due volte la settimana,
solitamente nella seduta del Giovedì mattina ed al Sabato.
Questi lavori sono preparati sulla base di una valutazione che, per quanto
riguarda l’aspetto fisico, viene effettuata ad inizio anno sulla base di una visita
congiunta del Medico e, Fisioterapista ed Osteopatia e tte
l’effettuazione di test fisici periodici; per quanto riguarda l’aspetto tecnico le
impressioni dello staff sono supportate da riprese televisive sia delle partite che
degli allenamenti. – vedi allegato n. 1 –
Tali esercizi sono effettuati solitamente in proprio dai giocatori, quando possibile,
chiaramente dopo la prima fase in cui assimilano le modalità di esecuzione dal
Preparatore e dal Collaboratore.
Ore 17,30 si inizia il lavoro per la partita successiva: breve incontro allenatorecollaboratore in cui si raccolgono tutti i dati statistici a disposizione dei prossimi
avversari e si dividono i filmati delle ultime quattro partite dei prossimi
avversari: due devono essere viste nelle prossime ventiquattro ore dall’allenatore
e due dal collaboratore, sempre separatamente.
Chiaramente il resto della serata è dedicato alla visione di questi filmati.

SCHEDA DI VALUTAZIONE X COMPENSI FISICI E TECNICO-TATTICI
ATLETA:…XXXXXXXX………………………..
PROBLEMATICHE FISICHE: Esiti LCA ginocchio sx operato nel1999. Rigidità della catena
posteriore accertata dal test di flessibilità.
PROBLEMATICHE TECNICO TATTICHE: difficoltà nell’attacco delle palle alte nonostante
l’altezza.
LAVORI DI COMPENSO TECNICO-TATTICI: Calcolo delle traiettorie tte
l’individuazione delle zone di caduta della palla e delle zone di attacco della palla usando i cerchi.
Attacchi della palla su cross dalle varie zone del campo; Attacchi alla palla eseguiti prima senza e
poi con avversari.
OBBIETTIVI: Il primo obbiettivo e’ capire se lo scadente attacco alla palla che è il risultato
finale evidente in gara, dipende dalla difficoltà di percepire la traiettoria della palla, dal disturbo
dato dall’avversario o dalla paura di sbagliare subendo così la palla; il secondo obbiettivo e’
chiaramente la correzione della lacuna evidenziata.
LAVORI DI COMPENSI FISICI: postura per la catena posteriore – propriocettiva mono e doppio
appoggio – Tonificazione flessori e adduttori con elastico – addominali dorsali lombari –
scarico schiena su palla – Lavoro di Forza ai macchinari
OBBIETTIVO: equilre le spinte e tenere alto il tono muscolare dell’arto operato. Allentare le
tensioni muscolari a carico del bacino.
QUANDO ESEGUIRE I LAVORI:
- Tutti i giorni prima dell’allenamento: posture – propriocettiva mono e doppio appoggio –
potenziamento flessori e adduttori con elastico
- Tutti i giorni alla fine dell’allenamento scarico schiena su palla
- Martedi e Giovedì mattina: Forza ai macchinari ATTENZIONE nell’eventualità che il giocatore
abbia giocato la partita della Domenica al martedì effettua solo tonificazione
- Martedi e Giovedi pomeriggio: esercitazioni tecniche.

IL MERCOLEDI’
Mercoledì mattina:
ore 9,30 solita breve riunione dello staff tecnico per l’organizzazione delle due sedute di
allenamento previste durante la giornata.
Ore 10,00 allenamento
Obbiettivo: anche questo allenamento ha un obbiettivo esclusivamente fisico, nella
settimana presa in considerazione questo era rappresentato dalla forza da campo.
Svolgimento allenamento: dopo un riscaldamento specifico pre-forza si passa ad un
circuit-training di forza da campo e si conclude l’allenamento con una esercitazione in
linea con l’obbiettivo dell’allenamento – 5+5:5+5, partita tre tocchi con goal di prima
5:5 con 5 giocatori di sponda per squadra, ogni minuto al segnale dell’allenatore la palla
in gioco ma si scambiano le posizioni chi gioca e chi è in sponda, 2 serie di 10’, recupero
tra le serie 3’. Anche in questo caso nella determinazione degli spazi si tiene conto
dell’obbiettivo fisico dell’allenamento, per cui si privilegiano spazi stretti – 30×20 mt. –
in modo che il lavoro muscolare sia prevalente su quello organico.
Mercoledì pomeriggio:
ore 15,00 allenamento
Obbiettivo: questo allenamento è dedicato alla ricerca delle correzioni delle
problematiche sorte nell’ultima partita effettuata; con il preparatore è stato
concordato che l’allenamento sia effettuato su alta intensità e per la verifica di questo
secondo obbiettivo ogni giocatore indossa un frequenzimetro che dopo l’allenamento
sarà scaricato su computer per la verifica.
Problematiche riscontrate nell’ultima partita: la squadra in fase di impostazione ha
manovrato troppo per vie orizzontali, andando raramente alla verticalizzazione; anche
in fase di ripartenza non è stata molto efficace, pur mostrando propensione al pressing
in zone alte di campo ed avendo recuperato diversi palloni nella metà campo avversaria.
Nella seconda parte della partita ha mostrato qualche difficoltà nel seguire la palla da
dietro, finendo per allungarsi e sfilacciarsi tra i reparti.
Svolgimento: dopo una fase di riscaldamento in tecnica individuale a velocità crescente,
fase conclusa con un possesso palla a 2 tocchi in spazi stretti, l’allenamento si basa su tre
partite a tema che sono in stretta relazione con le problematiche incontrate.

Partita a tema numero 1: in relazione al fatto che la squadra ha mostrato scarsa
propensione alla verticalizzazione si gioca 8:8 in un campo di 40X30 mt. ed ogni squadra
ha due sponde ai lati della porta che attacca; si gioca a tre tocchi con goal di prima, il
goal vale doppio se arriva dopo la sponda e triplo se la sponda viene fatta su una palla
riconquistata e subito verticalizzata sul giocatore di sponda.
Si procede a 5 serie di 3’ con 30’’ di recupero tra le serie, per cui ad ogni giocatore spettano 4 serie dentro ed una
in sponda.

Partita a tema numero 2: in relazione al fatto che la squadra, pur andando bene al
pressing alto, non ha poi mostrato efficacia nella ripartenza corta, si gioca 10:10 in un
campo di 55X40mt ed entrambe le squadre sono con il nostro modulo abituale (4-2-3-1);
si gioca normalmente a tre tocchi con il goal di prima ed il goal che viene fatto in seguito
ad una riconquista palla nella metà campo avversaria trasformata in tiro nell’arco di 5’’
vale triplo; si effettuano 3 serie di 4’ con 1’ recupero tra le serie.

Partita a tema numero 3: in relazione al fatto che la squadra nel finale di partita,
quando era stanca fisicamente e mentalmente, ha palesato difficoltà a rimanere corta da
dietro quindi a seguire la palla in uscita, si gioca sempre in 10:10 con un campo delle
stesse dimensioni rispetto a prima, sempre con le due squadre in modulo; si gioca a tre
tocchi con goal di prima ed il goal è valido solo se tutti i componenti della squadra nel
momento del tiro sono nella metà campo avversaria, diventa doppio se qualche 12
avversario rimane nella metà campo opposta – fig. 3a 3b 3c – si effettuano 2 serie di
12’ con recupero di 3’ tra le serie.

Al termine della seduta di allenamento il preparatore atletico riversa i cardio nel
computer e singolarmente analizza che l’obbiettivo fisico dell’allenamento sia stato
raggiunto; nel nostro allenamento odierno il grafico cardiaco – vedi fig 4 – dimostra che
i dieci momenti di alta intensità previsti sono stati effettuati correttamente. Allenatore
e collaboratore proseguono con la visione dei prossimi avversari.

IL GIOVEDI’
Giovedì mattina:
ore 9,00 riunione allenatore – collaboratore che hanno visto due partite a testa dei
prossimi avversari e si scambiano le impressioni, decidendo i temi che devono essere
im nei filmati di presentazione degli avversari, temi sui quali lavorare anche sul
campo. Segue solita riunione di staff per l’organizzazione delle due sedute previste
durante la giornata.
Ore 10,00 allenamento
Obbiettivo: questo allenamento ha come obbiettivo la correzione delle problematiche
riscontrate a livello di singoli reparti nell’ultima partita effettuata; non ci sono
obbiettivi da perseguire dal punto di vista fisico per cui l’allenamento può essere anche
didattico e quindi di bassa intensità.
Problematiche riscontrate all’interno dei reparti nell’ultima partita: abbiamo sofferto
qualche cambio di campo, soprat in profondità ed abbiamo avuto una brutta
reazione, non conforme alle nostre regole di gioco, su una palla scoperta con cui gli
avversari puntavano la nostra linea difensiva. Per questi motivi la decisione è di far
lavorare la linea difensiva con l’allenatore, mentre gli altri rimangono a svolgere i lavori
individuali a carattere fisico con il preparatore ed a carattere tecnico con il
collaboratore.

Svolgimento allenamento:
Esercitazione numero 1: scivolamenti in orizzontale della linea difensiva sulla
circolazione di palla dei centrocampisti avversari. Esercitazione svolta nella prima parte
a livello di riscaldamento, per cui la circolazione viene effettuata a due tocchi e
velocizzata nella seconda parte quando la circolazione degli avversari viene effettuata
alternando un tocco e due tocchi.

Esercitazione numero 2: si lavora adesso sui cambi di campo degli avversari dopo uno
scarico della palla all’indietro; in questa esercitazione si lavora sui cambi di campo
addosso all’esterno opposto e si pone molta attenzione alle posizioni del corpo ed ai
tempi di scivolamento. La posizione del corpo non deve essere ne troppo chiusa verso la
palla ne troppo aperta verso il campo, mentre il tempo di scivolamento deve avere come
punto di riferimento il piede di appoggio di chi calcia cambiando campo, altrimenti si
rischia che il movimento venga fatto in ritardo.

Esercitazione numero 3: stessa situazione precedente ma adesso il cambio di campo
avviene in profondità, per cui cambia il movimento di scivolamento dei tre giocatori in
copertura che devono tutelarsi andando a coprire lo specchio della porta per eventuali
cross di prima intenzione, mentre il difensore esterno di parte opposta scivola in
chiusura su chi riceve la palla.

Esercitazione numero 4: viene ricreata la situazione di palla scoperta su scarico
dell’attaccante centrale avversario che ci ha messo in difficoltà nell’ultima partita, in
quanto la linea non è scappata, ma ha cercato il fuorigioco prendendo incrocio
pericoloso dell’esterno. L’allenatore si posiziona vicino a chi riceve lo scarico e poi
decide se coprire la palla sulla ricezione o se allontanarsi lasciando la palla scoperta. 16
Sullo scarico la linea segue la palla e sale, se la palla viene coperta dall’allenatore la linea
rimane alta; se invece la palla viene lasciata scoperta dall’allenatore la linea scende e si
compatta, togliendo la profondità fino ai venti metri per poi uscire in chiusura quando
ormai è stata tolta la possibilità della palla in profondità

Alla conclusione dell’allenamento il collaboratore prepara le immagini relative alla fase
offensiva degli avversari da far vedere alla squadra nel pomeriggio.
Giovedì pomeriggio:
ore 14,45 riunione con la squadra per l’analisi della fase offensiva dei prossimi
avversari. Si procede con intervento dell’allenatore che alla lavagna spiega modulo e
movimenti offensivi degli avversari e si conclude con il collaboratore che analizza le
immagini montate degli avversari.
Il filmato della fase offensiva degli avversari viene montato nel seguente ordine:
1 – qualche immagine a campo aperto in cui si vede il modulo della squadra e le
posizioni di partenza della fase offensiva.
2 – la scelta che viene effettuata dal portiere nella loro prima trasmissione di palla; in
caso di uscita lunga viene analizzata la zona di caduta, il giocatore che va ad aggredire la
palla e come e da chi vengono attaccati gli spazi alle sue spalle; in caso di uscita corta si
analizza se privilegiano la prima trasmissione in una certa zona o su un certo giocatore.
3 – fase di possesso in zone basse di campo che corrisponde all’analisi della
circolazione di palla della loro linea difensiva, inoltre si cerca di vedere che tipo di uscita
usano da dietro e verso quali giocatori; si cerca anche di capire se hanno giocatori
particolarmente vulnerabili in pressione o meno dotati tecnicamente in impostazione
sulla linea difensiva.
4 – fase di possesso in zone medie: si cerca di analizzare come e chi dei loro
centrocampisti si propone ai difensori in possesso di palla e come poi viene sviluppata
l’azione.
5 – fase di possesso in zone alte: si prendono in considerazione i movimenti dei
giocatori offensivi ed anche come viene attaccata l’area di rigore sui cross.

Chiaramente anche nel montaggio di questo filmato si tengono conto di tutte le
indicazioni che abbiamo già elencato in occasione della relazione filmata della partita,
sia per quanto riguarda la durata che in questo caso è molto breve e solitamente non
supera i 6-7 minuti, sia per quanto riguarda le implicazioni psicologiche relative al
momento attraversato dalla squadra; oggi abbiamo deciso di far vedere l’effettiva
pericolosità di questi avversari nella fase offensiva.
Ore 15,00 allenamento
Obbiettivo: con questo allenamento ha inizio la preparazione della partita sul campo e
l’obbiettivo unico di questa sessione è la fase difensiva.
Svolgimento: l’allenamento si svolge in 3 blocchi di lavoro
1 – fase didattica contro il modulo avversario fatta a bassa intensità come
riscaldamento.
2 – fase difensiva nelle varie zone di campo sul sistema di gioco degli avversari.
3 – fase situazionale con temporanee inferiorità numeriche.
Fase didattica contro il modulo avversario: dobbiamo affrontare un 3-4-3 con il portiere
che non esce mai lungo, ma sempre corto su uno dei tre difensori che si allargano; in
questa fase si lavora su dei birilli numerati con due squadre che alternano, una in
stretching ed una che chiude sul birillo chiamato. Chiaramente si lavora prima sui loro
tre difensori, poi si scende sui quattro centrocampisti ed infine sui loro tre attaccanti.
La pressione sui loro tre difensori è fondamentale contro questa squadra che mostra
buone doti di palleggio e che riesce a conquistare la metà campo con grande facilità.
Una volta portata la palla nella metà campo avversaria alzano molto gli esterni di
centrocampo con gli attaccanti che si stringono e quindi costringono spesso gli avversari
a finire bassi come baricentro, cosa pericolosa visto che hanno giocatori di grande
efficacia in avanti. Per questi motivi decidiamo, con la palla in mano al portiere
avversario, di tenere baricentro molto alto e di andare a pressing ultra-offensivo. Unica
variante al modulo nostro abituale è che in accorciamento riportiamo i due attaccanti in
linea. Fondamentale la nostra reazione alla prima trasmissione del portiere avversario,
in quanto i nostri attaccanti devono isolare il difensore che entra in possesso di palla
dagli altri due per cui sul loro difensore di centro-destra e di centro-sinistra usciamo a
chiudere portandoli sull’esterno – vedi fig. 9 – mentre sul loro centrale, essendo un
giocatore che usa prevalentemente il piede destro, usciamo portandolo sul sinistro –
vedi fig. 10 – Avendo deciso che il pressing ultra-offensivo è per noi fondamentale, se
uno dei loro due difensori esterni esce palla al piede dalla linea dei nostri attaccanti, non
andiamo ad indietreggiare ma proseguiamo in pressing uscendo con l’esterno di parte
che, chiaramente porta in questo caso l’avversario verso l’interno per non soffrire una
possibile inferiorità numerica in fascia – vedi fig. 11 -. In zone medie ed in zone basse
il modulo degli avversari non ci pone grandi problemi per cui in questa prima parte
dell’allenamento ci dedichiamo minor tempo.

Fase difensiva sul sistema di gioco degli avversari: Due squadre si contrappongono, una
simula gli avversari e l’altra la nostra fase difensiva; chiaramente si alternano nei
compiti.
In zone alte di campo si inizia con palla in mano al portiere avversario che deve giocare
su uno dei tre difensori e questi, con l’ausilio dei centrocampisti, devono portare e non
lanciare la palla nella metà campo avversaria, per cui si ha modo di analizzare e
correggere il nostro pressing ultra offensivo.

In zone media di campo: palla su uno dei loro centrocampisti centrali; la loro giocata
abituale è taglio in ricezione dell’attaccante di parte ed attacco della profondità da parte
del centrocampista esterno di parte. Questo potrebbe portare ad abbassare troppo i
nostri esterni di centrocampo per cui decidiamo di portare i loro centrocampisti verso
l’interno quando usciamo in chiusura. Se la palla passa lo stesso è il centrocampista
centrale in copertura che prende il taglio dell’attaccante esterno ed il difensore esterno
che segue il centrocampista esterno avversario – vedi fig. 12 -. Materialmente sul
campo il lavoro viene fatto con palla al loro centrocampista centrale chiuso dal nostro
centrocampista di parte; al segnale dell’allenatore la palla si scopre, loro fanno partire i
movimenti previsti e noi le reazioni, andando fino alla conclusione dell’azione.
In zone basse con palla all’attaccante esterno, dobbiamo tenere in considerazione che
giocano controparte con il sinistro a destra ed il destro a sinistra; i loro movimenti
abituali sono con i due attaccanti che attaccano in taglio la profondità e l’esterno di
centrocampo di parte opposta che attacca la larghezza; il possessore di palla viene
assorbito dal nostro centrocampista centrale: se lo salta arriva l’altro centrocampista
centrale, ma nel momento in cui la palla rimane scoperta la linea assorbe l’attacco della
profondità degli attaccanti avversari e l’esterno di parte opposta copre il lato debole, per
poi risalire tutti nel momento in cui la palla torna ad essere coperta. – vedi fig. 13 –

Fase difensiva situazionale in temporanea inferiorità numerica: si tira unea a
tre-campo. La squadra che simula la nostra fase difensiva difende la porta ed
attacca la linea, dovendoci portare e non lanciare la palla. L’altra squadra attacca la
porta con il modulo ed i movimenti degli avversari. Dopo alcuni minuti di parità
numerica gli attaccanti e gli esterni possono partecipare alla fase difensiva solo dopo il
segnale dell’allenatore, per cui per alcuni secondi la squadra si trova in inferiorità
numerica; si pone attenzione a correggere i movimenti della squadra sulle ripartenze
avversarie in cui si deve momentaneamente gestire l’inferiorità numerica – vedi fig. 14
Si conclude l’esercitazione invertendo le due squadre.

IL VENERDI’
Venerdì mattina:
ore 10,00 non c’è allenamento, ma si ritrovano allenatore e collaboratore con i seguenti
compiti: il collaboratore prepara altri due filmati da far vedere alla squadra, uno con
tema la fase difensiva della squadra avversaria ed uno con tema le palle ferme degli
avversari sia a favore che contro. L’allenatore prepara delle schede individuali dei
giocatori che compongono la squadra avversaria; spesso si tratta di giocatori già
schedati per cui si procede solo all’aggiornamento della scheda stessa. Vedremo in
seguito come sono fatte queste schede e come sono utilizzate.
Venerdì pomeriggio:
ore 14,30 solita breve riunione dello staff tecnico per l’organizzazione materiale della
seduta di allenamento.
Ore 14,45 riunione tecnica con la squadra. Tema: la fase difensiva della squadra
avversaria. La riunione procede con le stesse modalità delle precedenti, con il primo
intervento dell’allenatore che illustra caratteristiche e movimenti della fase difensiva dei
prossimi avversari e secondo intervento del collaboratore che analizza le immagini
prescelte per rendere idea alla squadra di quanto detto.
Il filmato della fase difensiva degli avversari viene chiaramente montato con la
stessa logica dei filmati precedenti e si rispetta il seguente ordine:
1 – qualche immagine in cui si vede come si muove la squadra sui rilanci lunghi del
portiere avversario. Chiaramente si cerca di individuare qualche carenza a livello
individuale sia nel gioco aereo sia nel dare copertura ai compagni.
2 – fase difensiva degli avversari in zone alte di campo. In questo senso si cerca di
individuare se gli avversari sono portati al pressing ed in che zona solitamente lo
portano. Viene posta molta attenzione sui movimenti di taglio dei passaggi, in maniera
da individuare e far vedere ai giocatori le possibilità di uscita.
3 – fase difensiva degli avversari in zone medie di campo. Si analizzano i movimenti
difensivi dei centrocampisti avversari e si guarda con attenzione se portano anche i
raddoppi sulla linea difensiva o meno.
4 – fase difensiva degli avversari in zone basse di campo. Fase in cui viene analizzato
il comportamento della linea difensiva nelle varie situazioni, soprat si cerca di
riportare le loro reazioni su azioni che hanno caratteristiche simili alle nostre.
Nel montaggio di questo filmato abbiamo la solita attenzione sia temporale che
psicologica. Dal punto di vista temporale anche questo è un filmato nel quale in 6-7
minuti al massimo devono essere rappresentate le situazioni sulle quali vogliamo
lavorare sul campo. Dal punto di vista psicologico, dopo che ieri siamo stati neutrali nel
montaggio delle immagini, oggi abbiamo deciso di porre particolare enfasi sugli errori
difensivi degli avversari, nel tentativo di far crescere la fiducia nei nostri giocatori sul
poter fare risultato anche contro avversari di buona qualità tecnica, di ottima classifica e
che attraversano anche un momento favorevole a livello di risultati.

Ore 15,00 allenamento
Obbiettivo: questo allenamento ha come obbiettivo tattico quello di preparare la nostra
fase offensiva contro il 3-4-3 di questi avversari. Dal punto di vista fisico si effettua
lavoro sulla rapidità.
Svolgimento: l’allenamento si svolge in 4 blocchi di lavoro
1 – riscaldamento e rapidità a secco con il Preparatore.
2 – fase offensiva generica.
3 – fase offensiva specifica.
4 – fase offensiva situazionale contro il modulo avversario.
1° blocco: in un primo momento il Preparatore cura principalmente la fase di
riscaldamento, attraverso una serie di passaggi a bassa velocità di ostacoli alti con
obbiettivo la mobilizzazione di anche e di arti inferiori in generale successivamente si
passa a curare la rapidità degli appoggi in una serie di passaggi ad alta velocità e con
modalità varie sugli over.
2° blocco: quella che io chiamo fase offensiva generica è in realtà un ripasso di quelle
che sono le nostre giocate base e le nostre regole di gioco, che noi curiamo ogni settimana
indipendentemente dagli avversari che andiamo ad affrontare. Curiamo le uscite dalla
circolazione di palla dei difensori e lo sviluppo attraverso centrocampisti centrali ed
esterni ed i movimenti degli attaccanti. Non mi dilungo su queste situazioni in quanto mi
porterebbero a sviluppare una tesi su un altro argomento. Svolgimento: due squadre
contrapposte, una inizia sviluppando l’azione proposta dall’Allenatore e l’altra difende
passivamente; alla conclusione dell’azione da parte di una squadra parte
immediatamente la seconda squadra che sviluppa lo stesso tipo di azione, mentre la
prima squadra cura di ricompattarsi velocemente.
3° blocco: quella che io chiamo fase offensiva specifica è invece rappresentata da una
serie di situazioni che noi prepariamo appositamente per quella partita e per quegli
avversari. Questa settimana prendiamo in considerazione alcune situazioni relative
all’inizio dell’azione, al suo sviluppo e poi una particolarità sulle nostre ripartenze.
Per quanto riguarda l’inizio dell’azione, diamo l’input al nostro portiere di alternare
uscite corte ad uscite lunghe.
Nelle uscite corte abbiamo il problema di uscire dalla pressione dei loro tre attaccanti,
ma notando la tendenza dei loro attaccanti esterni a seguire principalmente i difensori
esterni avversari, secondo noi esiste la possibilità di sfruttare il 2:1 centrale; per
tagliare fuori il loro attaccante centrale il nostro difensore centrale che per primo entra
in possesso palla deve assumere l’iniziativa e puntarlo palla al piede. Sulla sua reazione
scarica la palla sull’altro centrale, che prende campo e va a giocare vicino alla linea di
metà campo – fig. 15 –, oppure manda a giocare il difensore esterno di parte se viene
attaccato dall’attaccante esterno avversario di parte.

Le uscite lunghe sono state scelte in virtù di una considerazione sugli avversari.
Avversari che non sono particolarmente scadenti nel gioco aereo, ma mostrano lentezza
con i centrocampisti nell’accorciare sulla linea difensiva una volta scavalcati dalla palla,
per cui aprono uno spazio dove noi pensiamo di poter prendere rimbalzi. La zona di
caduta palla è il nostro settore di centro sinistra. La prima punta all’attacco della palla,
la seconda attacca lo spazio centrale e l’esterno di parte attacca lo spazio per vie esterne,
questo in considerazione del fatto che il loro centrocampista esterno di destra sembra il
meno attento nel seguire gli ingressi senza palla.

Per quanto riguarda lo sviluppo dell’azione abbiamo già visto come cercare di prendere
campo con il difensore centrale. Adesso facciamo vedere alla squadra come proseguire
lo sviluppo, muovendo i centrali a “compasso”, alzando quello di parte ed abbassando
alla ricezione quello di parte opposta e facendo muovere la seconda punta alle spalle del
loro secondo centrale. Se questo attacca il nostro centrocampista si apre uno spazio di
ricezione per la nostra seconda punta – fig. 18 -, se copre lo spazio si riceve con il
centrocampista centrale – fig. 19 -. A questo punto si possono innescare tutte le nostre
azioni già sviluppate nella fase offensiva generica.

Anche per quanto riguarda le nostre ripartenze siamo partiti da considerazioni sugli
avversari. Il loro difensore centrale è nettamente meno veloce del nostro attaccante
centrale ed i due difensori esterni sono molto aggressivi sui movimenti degli attaccanti
che vanno incontro alla palla, per cui decidiamo di far orientare la nostra seconda punta
in direzione palla nel momento in cui sviluppano dentro la nostra metà campo e
lasciamo la prima punta addosso al loro difensore centrale. Sulla nostra riconquista di
palla la seconda punta va incontro alla palla a portarsi via il difensore di parte e la
prima punta va all’attacco dello spazio esterno con movimento a ‘mezzaluna’ per evitare
il fuorigioco, in modo da creare un uno contro uno in velocità; la seconda punta e gli
esterni, una volta partita la palla in verticale per la prima punta, partono ad attaccare lo
spazio

Questo blocco di lavoro viene svolto con le due squadre che si alternano nei moduli e nei
compiti; la squadra che difende in 3-4-3 rimane piuttosto passiva, ma accenna a
movimenti che devono portare ad una scelta veloce da parte dell’altra squadra per
quanto riguarda tutte le varie situazioni che stiamo provando.
4° blocco: in questo ultimo blocco andiamo a lavorare in situazione per cui andiamo in
partita con una squadra nel 4-2-3-1 adattato per l’occasione e l’altra in 3-4-3. Per
ricreare le situazioni provate nei primi 5 minuti il portiere ha l’obbligo dell’uscita lunga,
poi per i successivi 5’ ha l’obbligo dell’uscita corta e negli 5’ al segnale
dell’allenatore la squadra in 3-4-3 ha l’obbligo di passare palla agli avversari che così
possono provare la ripartenza. Si conclude scambiando i compiti alle due squadre.

Al termine della seduta di allenamento Allenatore e Collaboratore preparano
l’allenamento successivo per cui, in base a quello che hanno visto delle palle ferme degli
avversari, decidono le disposizioni difensive nelle varie situazioni. In base alle
disposizioni difensive degli avversari sulle palle ferme contro decidono quali schemi, di
quelli a disposizione o di nuovi, far chiamare dalla squdra nelle varie situazioni di palla
ferma.

IL SABATO

Sabato mattina:
ore 9,30 solita breve riunione di lo staff per l’organizzazione materiale della
seduta di allenamento.
Ore 9,45 riunione con la squadra. Tema: le palle ferme degli avversari a favore e
contro. La riunione si svolge con le stesse modalità delle riunioni precedenti ed inizia
con l’Allenatore che parla delle particolarità degli avversari in certe situazioni, della
pericolosità che hanno in alcune soluzioni e di eventuali vulnerabilità che mostrano in
altre; prosegue con il Collaboratore che mostra le immagini a conferma di quanto detto
e le commenta.
Per quanto riguarda il filmato delle palle ferme degli avversari viene montato con
il seguente ordine:
inizia con le palle ferme a loro favore e prende in considerazione:
- calcio di inizio
- falli laterali in zone profonde di campo
- punizioni laterali
- angoli
- punizioni dirette
- rigori
prosegue con le palle ferme a loro sfavore e prende in considerazione:
- reazione al calcio di inizio degli avversari
- disposizione sui falli laterali contro profondi
- disposizione sulle punizioni laterali contro
- disposizione sugli angoli contro
Anche questo filmato ha la stessa durata di 6-7 minuti massimo come tutti gli altri ed
oggi abbiamo deciso di mediare, mostrando la pericolosità che hanno in certe situazioni
di palla ferma a favore, ma mettendo anche l’accento su una certa vulnerabilità che
mostrano in alcune situazioni difensive.
Ore 10,00 allenamento
Obbiettivo: dal punto di vista tattico l’obbiettivo dell’allenamento è quello
dell’organizzazione delle palle ferme, sia in fase difensiva che in fase offensiva. Dal
punto di vista fisico lavoro sulla reattività.
Svolgimento: la seduta si svolge su tre blocchi di lavoro
1 – riscaldamento e reattività con il Preparatore
2 – palle ferme a nostro sfavore
3 – palle ferme a nostro favore
1° blocco: con il Preparatore la squadra svolge riscaldamento con mobilizzazione arti
inferiori e superiori e conclude questo blocco con una serie di reattività in psicocinetica. 30
2° blocco: palle ferme a sfavore – si prendono in considerazione le stesse situazioni che
abbiamo immesso nel filmato.
Calcio d’inizio: gli avversari vanno con due attaccanti sulla palla e con l’attaccante di
destra che rimane alto, il resto della squadra in modulo. Scaricano la palla indietro sul
centrocampista centrale di centro-destra, che a sua volta apre al difensore di destra
mentre l’esterno di centrocampo di parte si alza e si allarga e l’attaccante di parte
attacca lo spazio in profondità; solitamente proseguono l’azione sviluppando su uno di
questi due giocatori. Noi decidiamo per una soluzione subito molto aggressiva ed
andiamo a provarla sul campo. La seconda punta parte nel nostro settore di centrodestra ed attacca il primo scarico a mezzaluna, forzando la loro giocata nel settore di
sinistra nostro, questo per evitare che cambino quello che fanno abitualmente. La
prima punta attacca il secondo scarico verso il difensore di destra, forzandolo verso
l’esterno mentre il nostro centrocampista esterno di parte ed il nostro difensore esterno
di parte partono ad attaccare i rispettivi avversari che sono solitamente gli obbiettivi di
passaggio per il loro difensore Falli laterali in zone alte di campo: avversari che vanno sulla palla con il centrocampista
esterno di parte e si propongono con attaccante di parte e centrocampista centrale di
parte, spesso incrociandosi. Si lavora su questo movimento andando allo scambio della
marcatura per evitare eventuali blocchi – Fig. 22 -. Sulla loro destra vanno in
qualche occasione al fallo laterale lungo, facendo salire un difensore che è l’obbiettivo e
che deve andare alla spizzicata per i compagni; si lavora sul campo per non farsi trovare
impreparati di fronte a questa soluzione.

Punizioni laterali: avversari che fanno partire la palla da entrambe le parti con un
sinistro. In area hanno solitamente cinque ingressi e raramente sei, non si riescono a
notare schemi particolari. Sul campo si lavora su queste loro particolarità,
predisponendo sulla nostra destra una barriera con un solo giocatore ed in area cinque
marcature ad uomo più tre uomini a zona in traiettoria più un uomo in copertura del
ite dell’area – Fig. 24 -; eventuale sesto ingresso avversario viene preso in
marcatura ad uomo dalla traiettoria centrale. Sulla nostra sinistra, zona da cui fanno
partire traiettorie più insidiose, andiamo con due uomini in barriera, le solite cinque
marcature ad uomo, due uomini a zona, uno in traiettoria corta ed uno in traiettoria
lunga più uno in copertura ite dell’area – Fig 25 -; in questo caso il sesto ingresso
avversario viene preso dalla traiettoria lunga. Molta attenzione viene posta sul fatto
che gli uomini a zona non diano profondità agli avversari, per cui partono in linea con la
barriera o in alternativa con il ite dell’area; si scappa sul piede di appoggio di chi
calcia. Si cura il movimento degli uomini a zona in quanto da una parte arriva una
traiettoria a rientrare e dall’altra ad uscire.

Angoli: avversari che calciano con un sinistro da entrambe le parti; in area hanno
solitamente cinque ingressi che noi andiamo a marcare ad uomo. Dalla loro sinistra
vanno spesso alla palla sul primo palo con blocco per il giocatore che entra sul corto.
Dalla loro destra vanno spesso all’uno-due con palla di ritorno per chi ha calciato
l’angolo che viene rimessa dentro veloce sempre sul corto. In campo andiamo a
lavorare su quella che deve essere la nostra disposizione e le nostre reazioni; dalla
nostra destra facciamo vedere ai marcatori ad uomo come cercare di uscire dai blocchi
avversari, inoltre decidiamo di andare con quattro uomini a zona sul corto più uno in
copertura ite dell’area – Fig 26 -. Dalla nostra sinistra lavoriamo sulle nostre
reazioni all’uno-due degli avversari.

Punizioni dirette: avversari che hanno due ottimi specialisti in queste situazioni, un
destro ed un sinistro, e dalle immagini che sono state raccolte durante la stagione vanno
entrambi quasi esclusivamente alla palla girata sopra la barriera. Decidiamo di andare
con la barriera al salto in queste situazioni ed in campo lavoriamo per avere univocità
nel tempo di salto, in modo che non si aprano spazi all’interno della barriera stessa,
spazi nei quali la palla potrebbe pericolosamente filtrare.
Rigori: lo specialista degli avversari è un destro che in stagione ha netta prevalenza di
tiri ad aprire alla sua destra – sinistra del portiere –. Sul campo si lavora per attaccare
eventuale ribattuta del portiere, cercando di creare superiorità numerica nella zona in
cui il giocatore avversario calcia nella maggior parte dei casi – Fig. 28.

3° blocco: palle ferme a favore – anche in questo caso si lavora sul campo con la
stessa sequenza del filmato.
Reazione avversaria al calcio di inizio: avversari che sul calcio di inizio contro mostrano
la tendenza con gli attaccanti ad andare ad aggredire il primo scarico della palla
indietro, mentre il resto della squadra aspetta rispettando il modulo. Noi, tra le
soluzioni che abbiamo a disposizione, optiamo per quella più aggressiva ed in campo si
lavora anche per evitare che gli attaccanti avversari ci possano creare problemi sul 34
primo scarico, cercando di andare al ‘blocco’ con i nostri centrocampisti centrali. –
Fig. 29 –

Reazione avversaria ai falli laterali in zone profonde di campo: si nota prima di la
loro tendenza ad andare a marcare rigidamente ad uomo gli avversari che si
propongono in zona palla e seguirli da prima che la palla parta; questo ci porta a
scegliere, e provare sul campo, uno schema che prevede dei ‘blocchi’ – Fig. 30 -.
Inoltre sembrano dimenticare spesso l’avversario che fa partire la palla; questo ci porta
a scegliere come alternativa uno schema che cerca di portare colui che batte il fallo
direttamente al cross dal fondo.

Reazione avversaria alle punizioni laterali contro: noi solitamente in queste situazioni
portiamo nell’area avversaria sei giocatori, per cui nel filmato siamo andati a prendere
in considerazione situazioni di questo tipo ed abbiamo notato che questi avversari
marcano ad uomo questi sei ingressi e dentro l’area hanno solamente un uomo a zona in
traiettoria corta ed un altro giocatore che copre il ite dell’area e barriera a due
giocatori; quando hanno un solo uomo in barriera l’altro rimane alto alla ripartenza.
Da queste considerazioni decidiamo e proviamo sul campo uno schema che prevede di
liberare un saltatore con un ‘blocco’ sul secondo palo – Fig. 32 – ed in alternativa un
‘blocco’ a liberare un altro saltatore centralmente.

Reazione avversaria agli angoli contro: anche in queste situazioni noi siamo soliti portare
sei giocatori dentro l’area avversaria, per cui nel filmato siamo andati a prendere in
considerazione situazioni simili a quelle create da noi. La loro risposta abituale è con
sei marcature ad uomo, due giocatori a zona sul corto, uno sul primo palo ed uno sul
primo vertice dell’area piccola, un giocatore in copertura ite dell’area ed uno alto
alla ripartenza. Tenendo in considerazione anche il fatto che noi andiamo a calciare
sempre con un sinistro da entrambe le parti, scegliamo e proviamo due soluzioni diverse.
Dalla nostra sinistra scegliamo due schemi che prevedono di liberare tte ‘blocco’ un
saltatore centralmente – Fig. 34 – o in alternativa sul secondo palo – Fig. 35 -.
Dalla nostra destra scegliamo uno schema che dopo uno-due prevede palla sul secondo
palo per ingresso da fuori – Fig. 36 – o in alternativa per ingresso da dentro l’area
dopo ‘blocco’.

Ore 19,45 riunione tecnica con tutta la squadra. Tema: le caratteristiche individuali
degli avversari. In questa riunione tornano utili le schede relative ai singoli avversari
che abbiamo preparato nel giorno precedente. Alla squadra, avversario per avversario,
vengono riepilogate velocemente caratteristiche fisiche, tecniche ed anche tattiche dei
singoli giocatori che troveranno in campo il giorno successivo.

LA DOMENICA
Ore 9,15 subito dopo la colazione Allenatore e Collaboratore si riuniscono per andare a
definire gli dettagli relativamente alla partita, in particolare si definiscono
soprat i compiti individuali dei singoli giocatori relativamente alle palle ferme
contro ed a favore. Dopo la breve riunione l’Allenatore prepara due bozze di intervento
per essere chiaro e conciso nelle due brevi riunioni pre-partita.
Ore 11,45 subito prima del pranzo viene riunita la squadra al completo per una
riunione di pochi minuti, che ha come scopo primario quello di riordinare le idee su
quello che è stato provato durante la settimana e che deve essere riportato sul
campo dopo poche ore. Solitamente vengono presi in considerazione i seguenti
argomenti:
- introduzione: si inquadra la partita nel contesto del momento della nostra squadra,
cercando di stemperare le tensioni se sembrano troppo alte o alzandole se sembrano
troppo blande.
- aspetto mentale: si cerca di preparare la squadra ad avere le giuste reazioni mentali
in relazione alle varie evoluzioni che può avere la partita e soprat si cercano forti
collettive, in modo da avere un buon impatto con il campo.
- aspetto comportamentale: si ricordano i giocatori che sono in diffida, ma soprat
si cerca di aiutare la squadra ad evitare tutte quelle sanzioni disciplinari che non sono in
stretta connessione con l’ottenimento del risultato.
- aspetto tattico: si riepilogano tutti i movimenti difensivi ed offensivi che sono stati
provati durante la settimana. Si riepilogano gli schemi degli avversari relativamente
alle palle ferme e quali devono essere le nostre risposte; si riepilogano le disposizioni
degli avversari sulle palle ferme contro e gli schemi che noi abbiamo scelto per questa
partita.
Tutti gli argomenti sono ancora trattati in maniera generale, senza entrare nei dettagli
individuali.
Ore 14,30 appena arrivati al campo si riunisce la squadra nello spogliatoio per l’ultima
breve riunione prima della partita. Questa riunione non ha più scopi collettivi ma
individuali, sia dal punto di vista tattico che mentale e motivazionale. Gli argomenti
presi in considerazione sono i seguenti:
- formazione: la formazione e la panchina viene comunicata ai giocatori solo in questo
momento. Penso che ogni singolo convocato abbia l’obbligo, ma anche il diritto, di
sentirsi parte della partita fino all’ultimo momento.
- aspetti tattici individuali: ad ogni singolo giocatore vengono ricordati compiti e
movimenti difensivi, compiti e movimenti offensivi. Per ogni singolo giocatore si
cercano di dare delle particolari a carattere individuale per quella precisa
partita.
- palle ferme: si assegnano i compiti individuali per quanto riguarda le palle ferme
contro ed a favore. 39
A questo punto tolgo la mia presenza dallo sppogliatoio per fare in modo che ogni
giocatore si senta libero di andare a vivere i momenti che precedono la partita nella
maniera a lui più congeniale ed abituale. Le fasi di riscaldamento sono seguite nella
prima parte dal Preparatore e nella seconda parte dal Collaboratore con l’Allenatore
che le segue, ma mai da molto vicino.
Ore 16,00 comincia la partita. Lo staff ha cercato di preparare le partita nei minimi
particolari, ma soprat ha cercato di mettere i propri giocatori nelle condizioni di
esprimersi al meglio; nonostante questo c’è la consapevolezza che il campo è sempre
pronto a presentarci situazioni impreviste alle quali l’allenatore, ma soprat i
giocatori che poi sono i veri protagonisti della partita, devono cercare di fare fronte.
Durante la partita per avere una lettura alla quale sfuggano meno particolari possibile,
in panchina i compiti sono divisi tra allenatore e collaboratore. L’allenatore si
concentra prevalentemente sulla propria squadra; controlla che i movimenti difensivi
siano portati nella maniera concordata in tutte le varie zone del campo, controlla che il
portiere abbia le uscite concordate e che le uscite dalla circolazione di palla e lo sviluppo
dell’azione siano quelle provate durante la settimana. In questa partita viene posta
particolare attenzione anche alle ripartenze, che sono state ritenute per tutta la
settimana decisive; per quanto riguarda le palle ferme l’allenatore controlla che siano
rispettate le disposizioni difensive e che in fase offensiva siano riportati gli schemi con
giusti movimenti e giusti tempi di esecuzione. Il collaboratore si concentra in
particolare sulla squadra avversaria e controlla che il modulo sia quello previsto, che lo
sviluppo della loro fase offensiva sia quello studiato durante la settimana, cosi come la
loro fase difensiva; chiaramente verifica anche che le disposizioni sulle palle ferme
contro siano quelle viste in fase di studio degli avversari e gli schemi portati sulle palle
ferme a favore quelli previsti ed informa subito l’allenatore su ogni variazione rispetto
al previsto.
Ultimo argomento da prendere in considerazione è quello relativo alla gestione
dell’intervallo. I primi minuti sono solitamente lasciati ai giocatori per mettersi
eventualmente a disposizione dei medici; in seguito il primo intervento è quello del
Collaboratore, che velocemente riepiloga quello che fanno gli avversari e soprat
sottolinea se c’è qualcosa di diverso da quello previsto. A questo punto l’allenatore
chiede l’intervento dei giocatori che devono riportare eventuali difficoltà che hanno
incontrato in campo e, solo dopo, dà le soluzioni ai giocatori e tutte le eventuali nuove
disposizioni. Nell’ultimo minuto negli spogliatoi l’obbiettivo dell’allenatore è
prevalentemente quello di far tornare la tensione al giusto livello per riprendere la
partita.

RIEPILOGO E CONCLUSIONI
Riepilogo: in questa tesi ho analizzato una settimana tipo fatta con una mia squadra,
settimana composta da sette allenamenti. Due sedute hanno obbiettivi fisici. Due
sedute hanno come obbiettivo la correzione di errori che la squadra ha evidenziato nelle
ultime prestazioni; nella prima seduta a livello di squadra, nella seconda a livello di un
singolo reparto. Tre sedute hanno come obbiettivo la preparazione specifica della
partita successiva; nella prima seduta per quanto riguarda la fase difensiva, nella
seconda per la fase offensiva e nella terza per tutte le soluzioni di palla ferma. Nelle
altre settimane della stagione presa in considerazione sono cambiati chiaramente gli
obbiettivi specifici delle singole sedute e quindi anche i mezzi e le esercitazioni utilizzate,
ma non è mai stata cambiata la struttura generale della settimana.
Conclusioni: in questa mia tesi ho preso in considerazione solo uno dei tanti aspetti che
riguardano il mestiere di allenatore ed ho fotografato la mia convinzione attuale sul
come sviluppare la settimana per preparare la partita successiva. Questo mio modo di
preparare la partita è in realtà molto diverso da qualche anno fa’, sicuramente perché
salendo di categoria sono aumentati anche gli strumenti ed i collaboratori a mia
disposizione, ma altrettanto sicuramente per il fatto che sono cambiato io e le mie
conoscenze. Spero anche che sia diverso da quello che farò tra qualche anno, in quanto
questo significherebbe che la mia voglia di andare avanti e migliorare non si è esaurita,
cosi come il mio amore e la mia passione nei confronti di questo splendido gioco.

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