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Sarri s’arrabbia? Chi è causa del suo mal…

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di Paolo Paoletti - Sarri s’arrabbia… perchè?

Perchè intuisce il pericolo di una squadra che prende 2 gol dal Genoa: il primo dopo 4 minuti, quindi sbagliando approccio come era già successo a Manchester; il secondo a difesa schierata, sul secondo palo, mettendo a rischio il risultato e mentre si era in controllo della gara!

Sarri ha ragione, si sarebbe arrabbiato chiunque, ma questi due errori dipendono da lui.
Sopra quello di errato approccio.
Certamente il tecnico prepara la gara con il solito scrupolo ma è evidente che la capacità di incidere dopo 3 anni sta scemando; la ripetitività degli schemi sopra difensivi, come Albiol sogna anche la notte, perdono di efficacia; il convincimento di essere più forti e la vera psicologica dei 2/3 degli avversari in , rende la squadra meno stimolata all’attenzione!
Così non fosse il Napoli sarebbe una grande squadra, non solo giocherebbe da grande. E in questa distanza tra potenziale e rendimento ci sono le lacune societarie. Cioè di che non vuole un grande dirigente super partes tra squadra e allenatore.

Il Napoli ha subito 7 gol come l’Inter, 3 in meno della Juve in questi anni sempre la miglior difesa. Ha segnato 29 reti, 2 in meno dei bianconeri a 31, sorprendentemente prolifici e con la testa altrove. Anche Allegri, infatti, è fuoribondo!

Quindi si può stare in testa alla classifica senza alcun record, ne in difesa, ne in .
Questo , particolarmente mediocre, si vince con la testa giusta.
E Il Napoli deve migliorare molto e repentinamente su questa condizione.

Senza voler approfittare troppo della fortuna che accompagna gli azzurri da inizio stagione.
E senza appendersi sulle spalle di che anche a Genova ha dimostrato che senza i suoi gol diventa più difficile.
Oggi sono stato al Centro Storico: un venditore di libri a San Biagio de Li, ssimo di , si lamentava della brutta prestazione co, Genoa. In pizzeria di fronte Palazzo Marigliano, è scoppiato un mini processo: bisogna lasciar perdere la Champions, altrimenti lo scudetto resta un sogno.

ha tolto le castagne dal fuoco ancora una volta: 2 perle, su punizione e dopo una magia di tecnica individuale, tanto magica, quanto fortunata. Lo stop a seguire di suola ha incantato, la palla che batte sotto l’incrocio per poi insaccarsi è frutto della velocità di esecuzione. Avendo controllato in piena corsa, e battendo a rete in meno di 1 secondo, la palla è rimasta lontana dal corpo, impennandosi a 3 metri da Perin che giustamente copriva il palo basso.

bello, quanto aiutato dalla sorte.
E così negli anni dei trionfi. Buon segno.
Però il Napoli resta -dipendente, scoperto nei cambi per Hysaj, Calleion, e lo stesso Dries; ed da gennaio dovrà fare i conti con Reina accasato altrove.

Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
anche per le arrabbiature di Sarri.