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Sarri prima a Stamford Bridge: chi ben comincia… Emery lo sa?

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di Edoardo Menna - Se “chi ben comincia è a metà dell’opera”, allora il calcio non perdona.

Perché se sorteggi all’esordio i in carica del Manchester City, allora puoi farci ben poco e inizi con il piede
sbagliato, come Emery.

Se sorteggi invece il Brighton, la neopromossa della scorsa stagione, allora è
più facile: vinci e convinci, come ha fatto Sarri.

Queste sono le situazioni agli antipodi dei due nuovi allenatori, pronti tuttavia a specchiarsi l’uno nell’altro
per affrone lo stesso problema: come dare un’identità completamente diversa alla propria squadra
rispetto a quella che ha avuto storicamente negli decenni.
Da un lato c’è Unai Emery, obbligato in poche settimane a rimuovere un ventennio di calcio proposto da
Wenger, che ha rivoluzionato la mentalità del calcio inglese.

Uscito scontto meritatamente la scorsa settimana, il tecnico ex e Siviglia è subito chiamato a vincere, o
almeno a non perdere, perché una scontta col City ci può se, ma zero punti alle prime due giornate
forse no. Rischierebbe di partire a rallentatore, di far sorgere già alcune incertezze, soprat perché si
ritrova fra le mani un che pecca in carattere probabilmente come mai prima d’ora. Infatti dopo aver
venduto forse i più carismatici in campo, Sanchez e Wilshere, ora si ritrova con tanti talenti cristallini, ma
caratterialmente forse troppo assenti, come Ozil, Mkhiyan, Lacazette o Aubameyang.

Insomma, un ancora da rodare, ma per crescere serenamente bisogna pore risultati n da subito, impresa non
da poco. Le critiche infatti, non sono mancate e sono già violente: “Utter rubbish” (“spazzatura totale”) ha
titolato the Sun, riprendendo le parole di Sam Allardyce, ex ct della inglese, che ha commentato
così dopo la scontta per 2-0 contro l’armata di Pep Guardiola.

Dall’ altro lato invece c’è Maurizio Sarri, che dopo aver stravinto all’esordio, adesso gli tocca la prima vera
prova davanti al proprio blico, contro un avversario tecnicamente di livello ben più alto rispetto al
Brighton. Anche Sarri di pressione ne avrà tanta quest’anno, perché per conciliare bellezza e risultati c’è
bisogno di tempo, in particolare in , dove anche Guardiola ha avuto difcoltà al primo anno. Tempo
che forse Sarri non avrà più come lo aveva a Napoli, sia perché il clima londinese è molto più impaziente di
vincere, sia perchè da sempre a Stamford Bridge la bellezza veniva messa in secondo piano quando ad
allenare i blues c’erano i vari Grant, Hiddink, Di Matteo, Mourinho o Conte.

Il programma del primo derby londinese stagionale è dunque quanto mai intrigante e la posta in gioca va
ben al di là dei tre punti in palio, perché ci si gioca una parte importante del rapporto che ognuno dei due
allenatori avrà con il proprio ambiente e spogliatoio per il resto della stagione.

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