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Sarri non vola: nuova mentalità, il 4-3-3 c’entra poco!

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di Nino Campa - , 10 in 2 partite senza subirne: Sarri non s’aandona all’entusiasmo… “Penso sia migliorata la condizione sica e mentale. Non credo che un cambio modulo possa denire questo salto di qualità, ma il 4-3-3 ci aiuta a difendere meglio”.
Carpi, poi la Juve…arriva la controprova: “Non penso ai bianconeri ma agli emiliani squadra dura da battere. Farò un po’ di turnover, dal punto di vista sico ne aiamo bisogno”.
Inizio imbarazzante, pioggia di critiche, il però ha preso a correre; due 5-0 contro Bruges e Lazio: “Gli episodi non ci sono andati contro ed è stato più fa”.
La svolta è il 4-3-3? “Questo modulo aiuta più in fase difensiva che offensiva, non credo che un modulo in sé possa essere così decisivo in un cambiamento”.
L’inizio è stato dif, reazioni: “Cerco di non leggerli, mi basta che siano equilti”.

Obiettivi stagionali: “Secondo logiche di fatturato non possiamo essere competitivi per i primi livelli, ma nel calcio non conta solo quello. Io resto concentrato sul Carpi, senza fare voli, anche perché in passato di partite come questa se ne sono sbagliate troppe. Il Carpi è dif da affrone e bisogna arrivare preparati sapendo che troveremo. Azione dopo azione dovremo pore il match sui nostri binari, mi aspetto sicuramente pochi spazi”.

Ok dall’infermeria: “ si è allenato col gruppo, il problema alla caviglia è superato, ma valuteremo se impiegarlo o meno. C’è la necessità di un turn-over dal punto di vista sico anche se mentalmente saree importante confermare le ultime formazioni. Valdiori? Non è un mio uomo, è un calciatore del e saree arrivato qui anche senza di me. Gioca chi sta meglio. Sta avendo delle difcoltà, ma c’è Jorginho che è un giocatore che apprezzo tantissimo. Allan? Ha fatto un grande cambiamento negli ultimi dieci giorni e spero che non sia ancora al top. Higuain è al centro del nostro progetto, ha qualità immense e se migliora in un paio di cose può fare ancora meglio”.

Miglioramenti e compenti di Sacchi “Sulla fase offensiva non devo fare molto perché aiamo grandissimi preti, in quella difensiva doiamo trovare automatismi. I compenti di Arrigo sono un piacere, parliamo di un uomo che ha cambiato il modo di pensare il calcio. Ci sentiamo spesso e mi ha ribadito più volte la sua stima, è stato un riferimento per me. Superarlo? Non credo, ha vinto così tanto…”.