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Sarri: “chissà dove arriveremo. Juve favorita”.

Soccer: Serie A; Napoli-Torino

di Nino Campa - Sarri è raggiante e confessa: “Fa piacere essere di ma non ho mai visto nessuno vincere una maratona dopo 21 km. E’ un dato statistico, non è un trofeo. La volta scorsa che eravamo primi poi abbiamo sbagliato la gara successiva. Le sensazioni quando sono arrivato a Napoli? Nel firmare per il Napoli speravo almeno di arrivare alla fine del girone d’andata. La mia era una delle panchine più a rischio del ”.

Frosinone… “Questa era una partita in cui c’erano diverse difficoltà da dover superare, ma siamo stati lucidi. Abbiamo fatto girare la palla a grande velocità rendendo vano il l livello di aggressività. La squadra oggi poteva risentire della pressione degli altri risultati e sottovalue l’avversario come accaduto in passato”.

Lo : “Non ho fatto nessun tipo di apertura, era solo una battuta in sala stampa. Non abbiamo le certezze che hanno altre squadre, dobbiamo fare il possibile senza illudere nessuno. Non sappiamo nemmeno noi dove possiamo arrivare”.

Cosa hanno in più le avversarie? “Quattro campionati vinti negli ultimi quattro. Ho sempre ritenuto la Juventus la grandissima favorita, anche quando era al 12° posto. L’avevo detto che avrebbe potuto vincere dieci gare di fila e così è stato”.

Cosa la soddisfa di più…
“Sono nto dell’atteggiamento che ci porta anche ordine tattico, se un gruppo è disponibile durante la settimana a riprovare varie volte alcune situazioni è chiaro che i benefici arrivano. Quando sono arrivato ho chiesto cose diverse da quello che facevano e tutti si sono messi a disposizioni, eppure qui c’è chi ha una importante alle spalle”.

fuori dopo la magia al .
“Mi è sembrato giusto dare un’occasione a chi ha giocato di meno finora, abbiamo fatto riscandare Lorenzo sul 2-0 ma dopo sono arrivati due in due minuti e mi è sembrato più opportuno far entrare El Kaddouri che ci sarà molto utile durante la stagione”.

Miglioramenti.
“Nell’approccio ai giocatori cerco di dire sempre veramente quello che penso. Non dobbiamo temere l’ambnte, anche se è vero che l’entusiasmo può sconfinare nell’euforia che potrebbe farci commettere degli errori. Bisogna crescere a livello di mentalità, in certe partite non ce l’abbiamo fatta ad arrivare pronti. Dopo l’Inter per esempio, non siamo riusciti ad arrivare pronti a Bologna”.

Ora che Gabbiadini?
“Ha fatto vedere oggi quanto può essere utile per questa squadra, purtroppo viene da un infortunio abbastanza pesante e fino a pochi giorni fa aveva ancora dolore alla caviglia. Era giusto dargli minuti oggi, si avvicinano diverse partite consecutive e il suo contributo sarà molto importante. Incedibile? Era già chiaro prima”.