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Sarri: Juve più forte, senza Sacchi non esisterei!

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di Nina Madonna - Il Napoli primo è gran parte merito di Maurizio Sarri che ha ottimizzato il potenziale giocatori di alto livello. La Gazza riporta le sue verità su scudetto, i suoi modelli, il suo futuro.

Scudetto: è l’ora!
“La Juve attuale è la più forte degli 7-8 anni, ha un organico di grande qualità insieme ad un allenatore straordinario. Per me, resta la favorita anche stavolta e sarebbe presuntuoso paragonarsi a l. Non so ancora quale potrà essere il nostro 100 per cento, ma so che non siamo l’anti-Juve che, adesso, è di un altro livello”.

Il primo posto in classifica non è casuale, da 2 anni il Napoli incanta per spettacolarità del gioco e continuità di risultati.
“Parlare di primato dopo 7 partite è relativo, è un tratto di percorso talmente breve che non è da considerarsi indicativo. La sensazione è piacevole, ma il momento in cui si decide la stagione è ancora lontano”.

Secondo anno consecutivo in Champions, il progetto va avanti e potrebbe completarsi vincendo lo scudetto: c’è Napoli nel suo futuro?
“A livello contrattuale si, ma c’è una clausola che permette soluzioni alternative a me e alla società. In questo momento, però, è l’ultimo dei miei pensieri. Mi sento legatissimo alla città e a questo gruppo, poi so che le cose a un certo punto finiscono in maniera naturale”.

De Laurentiis la vorrebbe in panchina per i prossimi 10 anni.
“Al presidente devo qualcosa. È stato l’unico ad aver avuto gli attributi ingaggiandomi. Per me questo è importante, spero che lo stia ripagando. Ci sono tante valutazioni da fare sulla clausola, è bilaterale, non è solo dalla mia parte”.

Intanto sabato affronterete la Roma: primo scontro diretto?
“Di Francesco è molto bravo, la Roma è forte. Le insidie della trasferta sono palesi, la squadra forte ti mette in difficoltà sicuramente. Fin qui ne ha vinte 5 e persa 1 ed ha una partita da recuperare. È sicuramente competitiva, ma il mio Napoli è lanciato”.

Quanti meriti ha Luciano Spalletti nel rilancio dell’Inter?
“È un allenatore top a livello europeo, ha dato entusiasmo e una solidità impressionante alla squadra in un mese e mezzo soltanto. Stanno tornando, sono stati competitivi da subito, era anche impensabile che l’Inter rimanesse fuori dai vertici per tanti anni”.

Sarebbe potuto essere l’allenatore del Milan se Berlusconi avesse ascoltato Arrigo Sacchi.
“Non sarei durato troppo se è vero ciò che ho letto sulle sue intercessioni nel lav dell’allenatore. Un presidente che si comporta così difficilmente vince. Invece, lui ha vinto tantissimo, è stato un grande dirigente e, dunque, credo che quello che si dica di lui sia più leggenda che grande verità”.

Aspettava l’inizio difficile di Montella?
“È stata fatta una campagna acquisti importante, ora va fatto un percorso. In questo momento il Milan non è valutabile, perché potrebbe essere una squadra destinata a crescere velocemente. Bisogna avere pazienza”.

Sacchi è stata un modello, per tattica e qualità del gioco.
“Per me, il paragone è un insulto ad Arrigo. Lui, ha vinto tanto, io niente. La mia è un’innovazione parziale, la sua è stata totale, quindi è un accostamento per me gratificante, ma non penso sia possibile, in generale. Lui ha scritto la del in risultati ed innovazioni e se non ci fosse stato lui, io non sarei esistito: il mio interesse tattico è nato grazie a lui”.

l’apprezza molto: paragone improponibile?
“Diciamo che il mio è simile al suo, anche se lui si è evoluto negli anni. Con Bayern Monaco e Manchester qualcosa è cambiato rispetto a Barcellona. La filosofia è rimasta la stessa, ma i movimenti li ha modificati, difende e attacca con moduli diversi”.

Tra poco più di una settimana se lo ritroverà contro per il terzo turno di Champions: è già un dentro o fuori per il suo Napoli?
“Trovarmelo di fronte sarà emozionante. Lui è un talento, un fenomeno in evoluzione, credo che il suo segnerà quest’epoca. Fare punti nel doppio scontro col Manchester potrebbe fare la differenza in questo girone”.

Del Piero s’è detto innamorato del suo , avrebbe lavorato volentieri con lei.
“Anch’io l’avrei voluto. Certe cose dette da un fuoriclasse come lui mi riempiono d’orgoglio, il piacere sarebbe stato reciproco”.

Cosa pensa del sarrismo? La sua è una nuova corrente di pensiero calcistico.
“Non saprei, il l’ho sempre pensato così, poi nel corso degli anni si possono anche cambiare certe idee. Il mio è stato un percorso è stato la somma di tante esperienze maturate, e ora sono anche meno fondamentalista di prima, adesso bado di più alle caratteristiche dei giocatori, rispetto a qualche anno fa. Il mio Napoli ha tecnica e , può esprimere questo tipo di , che non è detto possa essere replicabile in altri contesti”.

Qual è l’allenatore che le è più vicino?
“Uno che interpreta il alla mia maniera e fa cose importanti è Marco Giampaolo, che stimo come allenatore e come persona”.

Sio sente lamentoso?
“Io non mi lamento mai di me e della mia squadra, sono innamorato del e mi piacerebbe vederlo giocato nella sua massima espressione. Non ho mai incolpato nessuno quando perdo, se mi lamento di qualcosa lo faccio dopo una vittoria”.

Troppa differenza tre le prime 5 e tutte le altre. Che fare?
“La riforma dei campionati penso sia inevitabile ma starei attento a diminuire il numero delle squadre. La passione scatena amore per la propria squadra, ma anche per il in generale, quindi si sottoscrivono abbonamenti a stadi e pay tv”.

La Nazionale è in difficoltà: cosa non va?
“La Nazionale non è più indicativa del movimento calcistico del Paese, le squadre sono piene di st. Sono più indicativi i risultati delle nostre squadre di club in termini internazionali”.

Accetterebbe la Nazionale?
“In questo momento no. Poi, l’età avanza, magari tra 2-3 anni potrei cambiare idea come è successo in tante altre cose”.

L’attualità parla della Var e delle polemiche che sta scatenando: da che parte sta?
“Io sono dubbioso, toglie spontaneità ed entusiasmo. Segni, ma l’esultanza è più contenuta, perché non sai se il gol viene convalidato. Qualche errore viene evitato, ma è in fase di sperimentazione. Comunque, sarei per un uso molto moderato”.

Darebbe la numero a Insigne?
“Gli darei anche la 20, la 30, quella che gli piace di più. Sono contrario al ritiro delle maglie, la penso come Del Piero: non si possono togliere i sogni ai bambini e alla gente, il bambino che comincia a giocare e tifa Juve deve sognare di essere il nuovo Del Piero, quello della Roma il nuovo Totti. è l’eccezione, sono d’accordo sul ritiro della maglia: non è stato soltanto un calciatore per questa città”.

: manca più Sarri a lui o viceversa?
“Affettivamente ci manchiamo a vicenda, abbiamo avuto un ottimo rapporto, è un ragazzo particolare ma di cuore, era sempre piacevole parlare e scherzare con lui. Il è questo, le strade a volte si dividono per tanti motivi e se ti piangi addosso, perché hai perso un giocatore, sei morto. Bisogna guardare oltre”.

La vedremo mai in panchina senza la tuta?
“In campo mi sentirei fuori luogo in giacca e cravatta e finora non ho cambiato idea”.

Baratterebbe il fumo con lo scudetto?
“A me piacerebbe vincerlo fumando”.