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Sarri, il gioco totale di Michels vinse tanto!

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di Paolo Paoletti - Il Napoli è fuori dall’Europa (6 gare in Champions con 4 sconfitte, 2 in Europa League con 1 sconfitta) e dalla (2 partite: Napoli-Udinese 1-0, Napoli-Atalanta 1-2).
In totale 10 gare, 6 sconfitte, 16 gol subiti!!!

Siamo appena al 23 febbraio e la stagione azzurra è diventata un’altra stagione come quella che Sarri rinfacciò a Spalletti (partecipa a un’altro campionato, senza Coppe) quando a dicembre l’ arrivò in testa alla classifica.

La di Lipsia ha dimostrato che il Napoli avrebbe potuto arrivare fino in fondo in Europa League.
Il confronto con l’Atalanta uscita a 7 minuti dalla fine per un errore di Berisha fa riflettere.
Gasp ha battuto Sarri in campionato, lo ha einato in , ha certamente fatto meglio in Europa League contro il Bo Dortmund, secondo alla pari del Lipsia in Bundesliga.

Come ammette Insigne: l’einazione del Napoli dall’Europa, lancia ombre pesantissime sul valore della serie A e quindi dello scudetto. Che sia il Napoli o la Juve a vincerlo.

Come accusano i fatti: Percassi ha uno dei settori giovanili migliori d’Italia, no. Percassi ha comprato lo stadio a Bergamo, non ha neanche un progetto. Percassi ha un centro ivo di proprietà che fa invidia a tanti grandi italiani ed europei. è in comodato gratuito a Castelvolturno, uno dei motivi che ha spinto Younes a fuggire dal Napoli!

Al momento la differenza tra Napoli e Atalanta, dico Atalanta, c’è in campionato. Cui l’Atalanta partecipa con un progetto chiaro e dichiarato: allevare e lanciare talenti propri e di terzi. E Grassi è stato l’unico a tradire le attese negli ultimi 3 anni, rifilato al Napoli per ben 10 milioni ma attualmente in giro in prestito semigratuito.

Sarri s’è preso il 70% delle colpe per l’einazione dall’Europa League. Ma ha anche accusato l’impossibilità di giocarsela su più fronti con 15 giocatori + 3 portieri.
ADL in risposta gli ha preso Milic, svincolatosi dall’Opiakos, spendendo ben 200.000 euro!

Ora nelle prossime 13 partite, il Napoli si gioca lo scudetto: sia Sarri, sia dicono che si assegnerà all’ultima giornata. Ma dal 1967, gli scudetti assegnati all’ultima giornata, 7 volte su 8 sono stati vinti dalla Juve che pagò dazio solo a Perugia (leggi Notte.it).

Sarri, Mertens, Reina, Callejon, forse anche Insigne sono rimasti per vincere il campionato.
Ma Sarri (8) e Mertens (28) hanno clausole rescissorie – volute fortemente da ADL – che ne favoriscono l’addio. E Reina è senza contratto già disponibile a firmare con altri. Come Jorginho, altro titolarissimo, pensa a nuove avventure, non dimenticando che prese Valdifiori dicendo “Il Napoli deve avere un regista”.

Questo quadro fa dire a molti tifosi che non è all’altezza, altri lo ritengono un drago del management. Certamente uno che sa fare i fatti suoi.

Sarri affranto dall’amarezza e forse anche dalla vergogna, nella conferenza stampa di Lipsia post-partita si è affiancato a Rinus Michel e Ernst Happel (meno divertente), tecnici dell’Olanda che dal ’74 al ’78 giocò 2 finali mondiali perdendole, ma apprezzata per il suo calcio totale.
Probabilmente anche a seguito di queste sconfitte, si ritiene ancora oggi che il calcio totale – inventato da Michels – sia uno stile di gioco bello ma perdente.

In Italia quest’espressione tattica, cosiddetta ‘gioco corto’ fu introdotta da Corrado Viciani, che nei primi anni 1970 applicò con discreto successo questa filosofia basata su possesso palla, pressing alto, passaggi corti e sovrapposizioni, dapprima alla Ternana, poi al Palermo.

Precursore di ciò va, infatti, considerato il ‘movimiento’ di Heriberto Herrera alla Juventus, ovvero un’adesione globale alla manovra da parte di tutti i giocatori.
Ma dopo Viciani, l’esempio vero di calcio totale fu quello di Luis Vinicio al Napoli, caratterizzato dalla marcatura a zona. Con una squadra di vecchi leoni e sconosciuti comprimari!
Così come il gioco del Lanerossi Vicenza di Giovan Battista Fabbri, fu rampa di lancio per il giovane Pablito.
Tutti principi potenziati da Arrigo Sacchi al Milan alla fine degli anni ’80.

In realtà l’Aiax di Michels vinse 4 nazionali, 3 Coppe d’Olanda, 1 Coppa dei Campioni.
Perchè alla base di ogni principio di gioco, ci sono i giocatori.
Quelli che Sarri si è ritrovato nel Napoli, sono stati quasi tutti selezionati e portati da Rafa Benitez.

Mi spiace deludere Maurizio sul fatto che il Napoli venga ricordato tra 20 anni per il gioco.
Di Michel restano i sui grandi giocatori ed i suoi vinti che gli consentirono di essere chiamato al Barcellona e tornare poi in Olanda da Cittì con cui vinse un Europeo grazie ai nuovi tulipani d’oro: Gullit, Rajkard e Van Basten.

A Sarri vanno i ringraziamenti per aver ottimizzato e portato avanti il lavoro di Benitez, con grandi meriti per il miglior utilizzo dei giocatori. Ma al tempo va ricordato che:
1. cominciò con il 4-3-1-2, bocciato dalla squadra;
2. solo l’infortunio di Milik gli fece ‘scoprire’ Mertens che reputava – per suo dire – giocatore da ultimi 20 minuti;
3. ha accettato di rinnovare un contratto poco remunerativo rispetto ai risultati, per poi dire che la famiglia avrebbe meritato un fine carriera più premiante economicamente. Cioè altrove.

L’einazione dall’Europa League è colpa di Sarri (ammesse) quanto di che avrebbe dovuto tracciare le priorità di stagione, essendo il a dover definire la politica iva.
Se il Napoli non dovesse vincere lo Scudetto, sarebbe il modo peggiore di chiudere il triennio sarriano delle grandi illusioni.

Comunque vada, tra e Sarri io starò sempre dalla parte di Sarri.
Vediamo.

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