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Sarri espugna Praga, poi Benfica e Valencia!

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di Mary Bridge - Nei quarti di andata di Europa League, il passa dopo 86′ sul campo dello Slavia Praga: è Marcos Alonso a regalare l’1-0 a Maurizio Sarri, che ora vede la semifinale. Spettacolo in Benfica-Eintracht Francoforte, finita 4-2: ospiti in 10 dopo 20′, poi si scatena Joao Felix, classe ’99, che segna una tripletta. Per i tedeschi in gol Jovic e Paciencia. Il batte 3-1 in trasferta il Villarreal e ipoteca la qualificazione.

SLAVIA PRAGA- 0-1 . Che l’Europa League sia una competizione non particolarmente gradita a Maurizio Sarri, è un dato di fatto risaputo anche a . Se poi l’avversario si chiama Slavia Praga e nel weekend c’è da preparare anche una trasferta ad Anfield Road, l’ampio turnover è scritto. È vera e propria rivoluzione in formazione: solo in quattro (, Kepa, Azpilicueta e Rudiger) vengono confermati titolari dopo la gara con il West Ham. Hazard e Higuain partono dalla panchina. Solito 4-3-3 per Sarri, l’attacco è formato da Pedro, Willian e Giroud. Il parte contratto, lo Slavia Praga costringe spesso i Blues a forzare soluzioni in uscita dal pressing. Cechi pericolosi soprat sulle palle alte (già dopo 2′ con un colpo testa impreciso di Deli), ma per il resto non arrivano pericoli dalle parti di Kepa. La prima fiammata del arriva a metà della prima frazione, il destro a giro di Willian colpisce in pieno la traversa. I Blues, imbattuti in Europa League da 13 partite, giocano a ritmi bassi. si limita al passaggio elementare, Pedro è spento, Giroud poco servito. Allo Slavia basta difendersi con ordine per strappare lo 0-0 dopo 45′. Nella ripresa il alza le marce, anche perché entrano Hazard e Kanté, rispettivamente al posto di Pedro e Kovacic. L’atteggiamento è diverso rispetto alla prima parte di gara, i Blues cercano di chiudere la qualificazione già all’andata, ma Willian pecca ancora in precisione e il tiro al volo di Rudiger sugli sviluppi di un corner trova il pronto riflesso di Kolar. Non che lo Slavia stia passivamente a guardare, perché Traoré è veloce quando parte in contropiede, lo sa bene Kepa che si deve superare per respingerne l’assalto. Dopo un gol annullato giustamente a per fuorigioco di Giroud, il passa. È il minuto 86: Willian pesca libero in area Marcos Alonso, al solito molto bravo negli inserimenti offensivi, e l’ex batte di testa Kolar, segnando l’1-0 che profuma tanto di semifinale.

BENFICA-EINTRACHT FRANCOFORTE 4-2. Gol ed emozioni a grappoli al da Luz di Lisbona. Pronti via, e Jovic ha subito l’opportunità di fare 1-0, ma viene rimpallato in corner da posizione favorevolissima. Al 20′ il primo episodio che cambia il match: spinta di N’Dicka su Gelson Fernandes, per l’ è rigore e rosso. Dal dischetto Joao Felix trafigge Trapp, che pure intuisce. È l’inizio di una serata da ricordare per il talento classe ’99, che ha gli occhi di mezza Europa addosso, tra cui quelli di Fabio Paratici, direttore ivo della Juventus. Hütter, allenatore dei tedeschi, non rinuncia al suo credo offensivo e non fa cambi conservativi, limitandosi ad arretrare Hasebe dal centrocampo. Il merito dell’Eintracht, che agli ottavi ha eliminato l’Inter, è quello di crederci sempre: non sorprende che anche in dieci gli ospiti arrivino al pareggio grazie all’ottavo gol in questa edizione di Europa League di Luka Jovic, bravo al 40′ a capitalizzare un assist di Rebic. Passano tre minuti e Joao Felix si inventa un gol dalla distanza scaricando un tiro al fulmicotone che piega le mani a Trapp. Cervi ha due occasioni per il 3-1, Kostic troverebbe il pari (annullato per fuorigioco) e si va al riposo sul 2-1. Ritmi altissimi, che non accennano a placarsi nella ripresa. Anzi, in quattro minuti, tra il 50′ e il 54′, il Benfica sigilla la vittoria. Ruben Dias fa 3-1 sugli sviluppi di un d’angolo, Joao Felix trova la tripletta della serata piazzando il pallone sotto le gambe di Trapp. Piange il giovane, lo acclamano i compagni e il da Luz. La stoffa c’è. Poco dopo Trapp evita il 5-1 respingendo con la punta del piede l’assalto di Seferovic. Quando sembra finito, l’Eintracht trova al 72′ il gol inaspettato del 4-2 riaprendo i giochi per la qualificazione: Paciencia, ex , beffa Vlachodimos con un colpo di testa lento ma angolato. I tedeschi sfiorano anche il 4-3, e promettono un clima infernale per il .

VILLARREAL- 1-3. Il derby spagnolo sembrava avviato verso un finale aperto, di quelli che scoprono le carte solo nella gara di . E invece nel recupero si risolve, molto probabilmente, una qualificazione. Il , infatti, sbanca “La Ceramica” in prossimità della bandiera a scacchi, con un grandissimo gol di Wass e la rete in contropiede di Guedes. Tra gli ospiti fuori Kondogbia, Piccini è recuperato ma va in panchina. La squadra di Marcelino va in vantaggio già dopo 6′: Caseres aggancia Guedes in area e provoca un rigore che Parejo sbaglia, ma l’attaccante ghese corregge in rete. Poco più tardi Gameiro ha la possibilità di chiudere i giochi per la qualificazione ma spara in tribuna. Dopo un quarto d’ora di sofferenza, il Villarreal prende le misure. Alla mezz’ora una punizione di Santi Cazorla finisce di poco fuori, e al 36′ il centrocampista spagnolo sigla il pareggio grazie a un rigore concesso per fallo di Garay su Iborra, che per la verità inizia fuori area. Il secondo tempo si gioca su ritmi più calmi, nessuna delle due contendenti vuole scoprirsi troppo e rischiare di compromettere la qualificazione. Chi deve rischiare è il Villarreal: al può andar bene l’1-1. Giusto, dunque, l’inserimento di Bacca per Iborra, ma l’ex Milan (20 gol in Europa League) non riesce a incidere. Anzi, lo fa il , che colpisce al 91′ con un sinistro a giro di Wass e al 93′ con Guedes, quando il Villarreal è nell’area di rigore avversaria. Marcelino ipoteca la qualificazione.

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