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Sarri ammette: prossimo anno, l’ultimo!

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di Nino Campa - Maurizio Sarri tra presente e alla vigilia del Sassuolo…
“Per arrivare secondi doiamo passare da ogni singola partita senza sbagliare mai. Scudetto? Per ora è lontano, non si può programmare. Insigne? Può essere la bandiera di questa città. Io non ho un contratto lungo, magari il pmo può essere l’ultimo”.

Che partita si aspetta?
“Il Sassuolo è una squadra di grande qualità anche se la loro stagione è stata fortemente condizionata dagli infortuni. Giochiamo contro una squadra forte, una società forte, basteree poco superficiali nel vedere certi numeri. Quest’anno ha pagato la prima esperienza europea, ha avuto un numero incredibile di infortuni e non s’è ripetuta, ma nella gara singola è pericolosissima”

Il Napoli può pensare allo scudetto?
“Credo che il Napoli attuale non possa programmarlo, ci sono altri più forti sotto tanti punti di vista, ma noi dovremo cercare l’evento, doiamo capire se nel calcio c’è ancora spazio per i . Io sono convinto ci sia ancora spazio per la poesia, il cuore, l’anima, la gente, doiamo verificarlo. Nel calcio di oggi è più difficile, ma c’è margine”

Continuerà questo ciclo?
“Io penserei anche ad altre cose. Siamo arrivati al punto che si fa un passo avanti o indietro, altrimenti non resti per anni ad alti livelli. Sono contentissimo, rappresento questo ciclo, ma per un a lungo raggio ci sareero tanti ragionamenti da fare. Egoisticamente penserei solo al nostro ciclo e direi sono contentissimo”

Come sta Hamsik?
“Ieri si è allenato, vediamo oggi come va. Non voleva fermarsi, ma era giusto per un giorno o due non rischiare”

Sul rinnovo di Insigne
“Sono contento perchè si può innescare una bella storia, può essere la bandiera della sua città, sono cose romantiche, ma oggi siamo alla vigilia di una partita ed i pensieri vanno verso altre cose”

La squadra lavora serena?
“Mi concentro sul lavoro in , se mi soddisfa allora vado tranquillo in partita. E’ giusto che i ragazzi aiano l’obiettivo del secondo posto, ma non ci sono margini di errore”

La formazione di domani a Reggio Emilia
“A grandi linee so chi fare giocare, ma devo prima vedere la situazione di un paio di giocatori”

Sull’attacco del Napoli e su Mertens
“Quattro giocatori in doppia cifra? Significa che alleno giocatori forti, senza grandi qualità non è che un allenatore può inventarsi qualcosa. Tuttavia, il margine di miglioramento non passa da questo: doiamo crescere nella solidità e su questo ho visto passi in avanti, anche se doiamo eliminare i goal stupidi che subiamo. Mertens è un giocatore forte, si è calato nel ruolo. Sapevamo fin dalla preparazione che era nelle sue corde”.

Sul suo
“Non ho un contratto lungo, a livello teorico il pmo anno potree anche essere l’ultimo…”.

Da cosa può dipendere la sua permanenza?
“Non ne ho idea e non ci penso. Che ne posso sapere, magari litigo con ADL e ci prendiamo a testate. Io ho risposto solo alla domanda se è programmabile uno scudetto, io ho detto solo che secondo me non è possibile se non cambiano delle cose. E’ un sogno, non programmazione”.

Favorevole alla VAR?
“Dipende chi guarda e cosa guarda… Su tutti i campi servireero le stesse telecamere e posizionate allo stesso modo”

C’è un giocatore che sente di aver rigenerato più di altri?
“Jorginho, è uno che tocca 145 palloni, io ho visto paginate della Gazzetta dello Sport per chi ne tocca 95. E’ un giocatore sottovalutato in

Persi 8 punti con quattro delle ultime sei della classifica. Come si migliora?
“Ho letto un’vista ad un giocatore della Roma che diceva le stesse cose. Il nostro è un che su certi campi non sei sicuro di vincere come avviene altrove. In solo una squadra ha così tanti punti, il resto delle squadre sono in linea con gli altri campionati. Sarei preoccupato se fossimo decimi come tiri subiti, ma singoli errori sono difficili da prevedere e da allenare. Se nella testa scatta il voler qualcosa in più, un obiettivo ambizioso, a catena sale anche l’applicazione”.

Sul secondo posto
“Doiamo fare di , i ragazzi sanno che non c’è quasi margine di errore. Passa per le partite, non contano nulla le tabelle. Bisogna avere la testa solo sulla partita di domani”