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Salvini spacca: “votiamo Bernini!”. Lei si ritira, l’ira del Signor B…

XVIII Legislature starts in Italy

di Romana Collina - Arriva a metà pomeriggio la svolta: Matteo Salvini annuncia al Senato lo strappo nel centrodestra: la Lega, già nella seconda votazione a Palazzo Madama, ha votato per l’azzurra Anna Maria Bernini e lo farà anche domani, alla terza votazione. Una decisione, spiega, presa per “senso di responsabilità, con l’obiettivo di uscire dal pantano nel quale il nuovo Parlamento è nito già alla prima seduta”.
Berlus convoca a Palazzo Grazioli lo stato maggiore del partito, e la Bernini fa sapere: È del evidente che sono indisponibile ad essere il candidato di altri senza il sostegno del presidente @berlus e del mio partito”.
Eccolo il Signor B…”I della Lega a Bernini rompono la coalizione e smaschera progetto Lega-”, accusa il .

In serata arriva la disponibilità dal : “Per la presidenza del Senato siamo disponibili a sostenere la Bernini o un prolo simile”.

Intanto Berlus fa sapere che nutre stima nei confronti di Anna Maria Bernini e l’ex premier lo avrebbe ribadito anche nell’incontro con la senatrice a palazzo Grazioli a cui però avrebbe detto di non poter sostenere la sua corsa: “Non possiamo accete candidature scelte da altri ma non posso accete diktat. Bernini, sempre a quanto raccontano fonti di Forza Italia, avrebbe offerto al la disponibilità a ritirarsi”. Infatti, poco dopo, fonti di Forza Italia fanno sapere che èo “certa già nelle pme ore la rinuncia da parte della senatrice Bernini alla candidatura alla presidenza del Senato fatta da altri partiti come atto ostile nei confronti di e non concordata in alcun modo con la coalizione”. Pochi minuti dopo infatti la stessa Bernini rilascia una dichiarazione: “Sono indisponibile ad essere candidato di altri”

Si spacca il centrodestra con l’annuncio di Matteo Salvini: ‘amo Bernini per senso di responsabilità verso il centrodestra ed il paese’. ‘Abbiamo dato la disponibilità di voe un esponente di Forza Italia, speriamo che anche altri abbiano lo stesso senso di responsabilità’, ha detto ancora Salvini parlando al Senato con i sti. ‘Per uscire dal pantano la Lega fa un gesto di responsabilità all’interno del centrodestra, non abbiamo chiesto nulla per noi, ma qui si fa notte e quindi abbiamo scelto di voe un candidato di centrodestra, di Forza Italia. Un atto di amore verso il parlamento e verso il centrodestra: abbiamo votato Anna Maria Bernini’ in Aula ora.

“Abbiamo deciso di voe scheda bianca e stiamo votando scheda bianca”. Della scelta della Lega di voe Bernini “abbiamo appreso in Aula e ne prendiamo atto ma non era concordata né attesa”, ha detto Renato Schifani, di . “Valuterà Berlus ma allo stato attuale c’è un candidato di Forza Italia che è Paolo Romani: si era anche fatto il nome della Bernini, ma il nostro candidato no a prova contraria è Romani”. E dopo l’annuncio del leader della Lega, Berlus ha deciso di convocare a palazzo Grazioli lo stato maggiore del partito per fare il punto della situazione. La notizia che la Lega avesse deciso di voe l’esponente di , a quanto si apprende, ha lasciato senza parole gli azzurri che al Senato hanno capito solo dentro l’emiciclo che il Carroccio aveva deciso di voe la Bernini.

“Non amo neanche la Bernini. Rimaniamo sulla stessa posizione”, risponde Ettore Rosato (Pd) commentando l’annuncio dato da Salvini in favore di Bernini per la presidenza del Senato. Alla Camera, dove oggi si terrà la terza votazione il Pd continuerà a voe scheda bianca, dice sempre Rosato.

“Il sbaglia a porre veti, ma sbaglia anche chi si arrocca su un solo nome: ognuno di noi, in questo momento deve parlare con tutti e mettersi di lato di qualche centimetro, noi della Lega ci siamo messi di lato di un chilometro…”, aveva già detto Matteo Salvini.

Alla Camera la terza votazione è segreta e per schede. Ciascun deputato riceve una scheda e esprime il proprio voto nelle quattro cabine allestite tra il banco della presidenza e quello del . Anche per il terzo scrutinio il regolamento di Montecitorio prescrive che il quorum sia dei due terzi dei votanti, contando anche le schede bianche.