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Salvini a Catania: “buffone, buffone…”. Renzi: folle votare!

Salvini giunto in municipio Catania,manifestanti pro-contro

di Lea Massimino – Scontro sulla crisi di governo sempre più serrato. Salvini pressa per elezioni subito e chiede che il Parlamento si esprima prima di Ferr: ‘Niente inciuci – afferma il leader della – gli italiani vogliono un governo forte e libero’.

Salvini annuncia poi che la manovra della è già pronta ed entra nel dettaglio: ‘Tasse ridotte al 15% per milioni di lavoratori italiani, pace fiscale con Equitalia per milioni di Italiani, nessun aumento dell’Iva ma riduzione delle tasse sulla casa. La nostra manovra economica è già pronta – insiste – a interessa solo perder tempo per salvare la poltrona”.

“Conto di vedere gli alleati del centrodestra – dice Salvini – perché ci sono elezioni regionali: in Umbria il 27 ottobre, in Emilia Romagna a dicembre e poi ci saranno Calabria, Marche, Toscana. Sicuramente l’alleanza che ha vinto tutte le elezioni negli ultimi mesi deve ritrovarsi e proporre candidati comuni prima possibile. Penso che già la settimana pma ci ritroveremo con gli alleati per le regionali, si parlerà anche di altro”.

Ad attendere il viceer della a Catania, in piazza duomo, anche una cinquantina di manifestanti che urlano “buffone buffone” ed espongono cartelli con scritto “vergogna” e “traditore”. E stazioni ci sono state anche all’uscita dal municipio. Qualche centinaio di manifestanti gli ha gridato “buffone”, lanciando bottiglie di plastica vuote contro la sua auto. Tra il portone del municipio e la folla un cordone di polizia.

Appello dall’ex er : ‘voe subito sarebbe folle, ora un governo istituzionale per il taglio dei parlameni, fermare l’aumento dell’Iva, elezioni senza strumentalizzazioni’. E il senatore Leu, Grasso, propone alle opposizioni di non partecipare al voto sulla mozione della di sfiducia a : ‘così la crisi passa dalle mani di Salvini a quelle di Matella’, spiega.

“Inciuci, giochetti di palazzo, governi tecnici o ‘di scopo’(?) non fermeranno la voglia degli Italiani di un governo finalmente forte, chiaro, libero, per tornare a correre, per l’Italia dei Sì. Ci stai???”. Lo scrive il vice-er e ministro dell’Interno Matteo Salvini nel suo primo tweet della giornata.

Andare a voe subito sarebbe ‘folle’. Perché adesso ci vuole un governo istituzionale, che permetta agli italiani di voe il referendum sul taglio dei parlameni, che eviti l’aumento dell’Iva, e che gestisca le pme elezioni senza strumentalizzazioni. Intervistato dal Corriere della Sera, Matteo rivolge questo appello a tutte le forze . E spiega che il presidente Matella potrà value l’incarico a un er autorevole: ‘A lui toccheranno le scelte: noi dobbiamo consegnargli una ipotesi concreta’.

“Governo tecnico per qualche mese, votato da Pd, M5s e Forza Italia, per fare cosa? La manovra più dura degli ultimi anni? Prendere qualche mese per fare un partito? Bisogna fermare Salvini ora e farlo insieme, mobilitando il paese. È il momento del coraggio non dei tatticismi”. Così su Twitter Carlo Calenda commenta l’intervista di Matteo al Corriere della Sera.

E Luigi Di Maio rilancia l’appello, su facebook, ad approvare in Aula alla Camera il taglio dei parlameni per poi andare a vedere in Parlamento se si vuole veramente sfiduciare Giuseppe .

E nuova tappa di Matteo Salvini al Lido Caparena di Taormina del Beach Tour nel sud Italia: “L’Italia verrà salvata da 60 milioni di abitanti che voteranno, a meno che qualcuno non pensi che sia popolata da barbari, in democrazia la parola spetta al popolo”, ha risposto alle affermazioni di Beppe Grillo. “Un governo -Grillo-Boschi-Fico? Ma dai, siamo seri, ogni giorno che si perde è un danno per l’Italia. Prima si fissa la data delle elezioni più si fa il bene dell’Italia. Prima il popolo decide, prima c’è il nuovo Parlamento, prima si fa la manovra economica e prima l’Italia riparte. Chi perde tempo tifa per l’aumento delle tasse e per il caos. Chi perde tempo è perché vuole conservare la poltrona, da me lo aspettavo, da Grillo un po’ meno…”. “In questo momento mi sembra molto più coerente Zingaretti – ha aggiunto Salvini -: tutto il Pd ha insultato per un anno Di Maio, , Fico, è coerente dire che dopo questo governo c’è il voto. Se comanda sempre nel Pd? L’intervista oggi l’ha fatta lui, però c’è un segreio di partito che conto rispetti la democrazia”. Poi ancora: “Non c’è assolutamente all’ordine del giorno alcuna uscita dall’euro”. “Ho totale fiducia e rispetto del presidente Matella, che mi sembra abbia ben chiaro il bene dell’Italia”, ha detto Salvini.

IL PUNTO

Matteo Salvini ha sempre più fretta. Ha aperto una crisi nella stagione più inaspettata, l’estate, e ora chiede che il Parlamento la sfiducia al governo nei giorni di vacanza per eccellenza, se possibile prima di Ferr. Ma in serata il presidente della Camera, Roberto Fico, gli ricorda che solo “i Presidenti di Camera e Senato convocano le Camere. Nessun altro”. Il viceer vuole accelerare la corsa al voto, perché teme la nascita di nuove alleanze che possano allontanare le urne. Grida all’ “inciucio” fra Pd e M5S. Dal blog, Beppe Grillo gli risponde a modo suo, dandogli del “tamarro”. E per voce della vicesegreia Paola De Micheli, il Pd ripete: “Non esistono le condizioni per un altro governo, siamo pronti alle elezioni”. Ma i sospetti di Salvini sono tutti per l’area ana, anche se l’ex er nega: “Non faccio accordicchi segreti”. Malgrado le smentite ufficiali, qualche rumore di movimenti sotterranei c’è. Nel suo stile surreale, sul blog Grillo lascia cadere qualche frase sibillina. “Mi eleverò per salvare l’Italia dai nuovi barbari”. E poi, “Dobbiamo fare dei cambiamenti? – scrive – Facciamoli subito, altro che elezioni, salviamo il Paese dal restyling in grigioverde dell’establishment”. Il riferimento è alla riforma per il taglio dei parlameni. Che, se venisse approvata, porterebbe con sé anche una serie di passaggi tecnici che determinerebbero l’allontanamento delle elezioni. Lo ricorda il Pd, che parla di “trucchetto” dei Cinque Stelle “per non andare al voto e prolungare l’agonia”. Fra sfiducia e voto, infatti, qualcuno deve pur governare. Di Maio non vuole rinunciare alla bandiera antisistema. Annuncia l’avvio della raccolta di firme fra i parlameni per mettere all’ordine del giorno dell’Aula il taglio dei parlameni, e sottolinea che l’importante è farlo. Se poi ad appoggiarlo saranno “la , il Pd, Forza Italia o chiunque altro” ai cinque stelle non importa. In Parlamento i giochi non sembrano tutti chiusi, quindi. In questo magma di alleanze in sedicesimo, i pentastellati cercano di guadagnare terreno sull’ex alleato.

Di Maio attacca Salvini accusandolo di aver “buttato giù l’unico governo che in un anno ha resistito a lobbies e poteri forti”. Non a caso, si legge sul Blog delle Stelle, in questi ultimi giorni “Autostrade ha guadagnato milioni e milioni di euro in borsa”. Segue il lancio della campagna ‘Citofonare ’, con l’elenco delle cose che i gialloverdi avrebbero fatto se la non avesse staccato la spina: dalla riforma sulla giustizia alla commissione parlamene sulle banche, al salario minimo. Lunedì si riuniranno i capigruppo al Senato per stabilire la data del voto di fiducia. “Mi sembra di aver capito che voglia andare a una conta in aula e questa è una rottura traumatica – ha detto il leghista Giancarlo Giorgetti – Una separazione consensuale era la cosa più ragionevole”. Lunedì sarà un giorno della verità, un momento di svolta per definire il percorso della crisi. Intanto, nel Pd si apre già il dibattito sul dopo. “Nicola Zingaretti ha vinto il congresso ed è il candidato di tutto il Pd alla guida del governo – dice il senatore Francesco Verducci, della direzione del partito – ma se decidesse di non volersi candidare a questo ruolo per dedicarsi mente al Pd, allora penso che le primarie di coalizione siano assolutamente irrinunciabili e indispensabili”. Anche Salvini fa qualche riflessione. Lascia quasi intendere di voler fare un passo indietro dal Viminale. Sarebbe una riposta a chi lo attacca, ritenendo quantomeno inopportuno che il ministro degli Interni, quello che dovrà gestire le fasi del voto, sia anche uno dei candidati er. “L’importante è che le elezioni ci siano – dice il leader della – Poi se le gestisce qualcun altro sono pure più nto perché avrò più tempo” per la campagna elettorale.

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