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Sacchi svela: scudetti politici! Quanti al Milan?

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di Paolo Paoletti - É molto più di un ‘episodio’, ed è per questo che a distanza di 27 anni fa ancora scalpore. La monetica che ‘colpi’ Alemano in Atalanta-Napoli campionato 1989-90, consenti agli azzurri di vincere il secondo sul Milan. Il diede al Napoli la a tavolino.

Il ricordo è di Arrigo Sacchi, all’epoca tecnico del Milan, nel giorno dei suoi 70 anni: “Provo ancora . Ma quella volta ci furono cose poco chiare. Poi ho saputo, però sto zitto sennò mi mettono in galera. Diciamo che la politica non fu estranea a quella vicenda”, ha svelato Sacchi a La Gazzetta dello Sport.

Ma la partita decisiva per quello fu Verona-Milan che Sacchi perse moetificato da Lo Bello che decise il titolo.
Va ricordata.
Domenica 22 aprile 1990, o Bentegodi. Il Milan va a Verona nella penultima giornata di campionato, e si gioca il tutto per tutto nella sfida a distanza con il Napoli, impegnato a Bologna.

Anno difficile politicamente:
1. Si completa la riunificazione della Germania che torna ad essere un’unica nazione.
2. Si tengono le prime elezioni libere in Unione Sovietica e Gorbajëv è confermato presidente a larga maggioranza.
3. Il 2 agosto l’Iraq invade il Kuwait e qualche mese dopo si scatenerà la Guerra del Golfo.

Nel Milan assenti Ancelotti e Borgonovo, a centrocampo gioca il jolly Massaro, in avanti spazio a Simone, Gullit è reduce da un infortunio e parte in panchina.
Rossoneri in vantaggio al 39′ dominando: punizione di Simone non impossibile da parare che inganna Peruzzi.
Il Verona si sveglia e impegna Pazzagli almeno in due occasioni.

Nel secondo tempo il protagonista diventa l’arbitro Lo Bello: dopo due interventi molto brutti su Massaro e Van Basten, Sacchi si infuria per le decisioni dell’arbitro e viene cacciato.
Sotomayor pareggia clamorosamente.
Finale vergognoso: prima viene cacciato Rijkaard per doppia ammonizione discutibile, poi Van Basten che all’ennesimo fallo non fischiato, butta la maglia a terra. Rosso.
Infine tocca a Costacurta ‘uscire’. Il Milan in 8, subisce il secondo gol da Pellegrini nel finale.

Fu uno ingiustamente strappato al Milan di Sacchi, la squadra più forte.
Invece per la sconfitta di Verona e la a tavolino assegnata al Napoli per una monetina lanciata dal campo ma che nessuno ha mai provato che colpi Alemao, lo lo vinse il Napoli.

Il ricordo dei fatti vale per dire anche a Sacchi che il calcio è certamente condizionato da troppi fattori: politica, finanza, banche, consenso e, oggi sopratutto la televisione.
quell’anno mise in campo ciò che aveva: una forte amicizia con Ciriaco De Mita che lo aveva oligato ad entrare nella Green Sport, socio con Tanzi per salvare l’Avellino dal e da Sibilia.

Gussoni, designatore arbitrale e Biagio Agnes altro avellinese, sostennero la campagna pro-Napoli, che era sopratutto anti nella lotta Rai-Fininvest che aveva appena dato l’assalto ai diritti tv del campionato.
Sacchi ha ragione: quel campionato fu falsato. Ma quanti ne hanno vinti Milan, Juventus, Inter con le stesse armi di influenza?

Auguri Arrigo!