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Sabatini spiega Suning… è l’uomo giusto per il Napoli!

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di Paolo Paoletti - Ecco chi serve al e la qualità manageriale che può dare al ciò che manca.
Ovviamente De Laurentis dovree fare un passo di lato come fece Ferlaino quando chiamò Italo Allodi.
Walter è il personaggio giusto per dare a Sarri, i giocatori top per il vero salto di qualità.
Dovree avere mani libere e chiarezza di budget. Esattamente come 33 anni fa quando con ‘portafoglio aperto’ Allodi in 2 anni portò il allo .
Rivoluzionando una rosa che poteva contare su Maradona, il migliore, Bagni e Bruscolotti e tutt’intorno un gruppo di ragazzi molto giovani. In cui c’era già Ciro Ferrara.
Il primo anno fu con un allenatore semiesordiente come Ottavio Bianchi, ed una squadra rinforzata con Garella, Renica, Pecci e Giordano.
Poi il sogno fu realizzato, quello si, risultato storico, che nessuno mai potrà migliorare: il primo !

ha spiegato le sue dimissioni da coordinatore dell’area tecnica di Suning Sports Group, che controlla anche l’.
“Volevo essere all’altezza e, non essendoci presupposti, ho preferito ringraziare Suning per l’opportunità. Dopo qualche settimana di riflessione, Walter rompe il silenzio e torna sulle sue dimissioni dall’incarico di coordinatore dell’area tecnica di Suning Sports Group, che controlla anche l’. “Volevo essere all’altezza e, non essendoci i presupposti, ho preferito ringraziare Suning per l’opportunità. Volevo fare il mio calcio e qui non potevo farlo”.

“In certe condizioni, non potevo essere utile a una squadra che merita un lavoro diverso da quello che avrei potuto sviluppare qui. Nella mia strada ho incontrato tanti isti, anche quando ero a , e ho creduto di non poter assecondare i loro . Ho fatto una scelta dolorosissima perché l’ è il massimo dal punto di vista professionale. Mi devo scusare con i tifosi dell’, quando sono arrivato ho colto da parte loro un grande senso di ducia, ma non potendo contraccambiare no in fondo, per colpa di nessuno, ma per le procedure e per il modo di affrontare la vita del club che non erano afni al mio modo di sviluppare questa attività”.

è comunque ottimista per il futuro del club nerazzurro: “L’ ha la forza e la qualità per venirne fuori. è una garanzia, il calcio senza un pizzico di follia non si gioca. Lui pone attenzione ma lui vive il calcio come un’arte, è un allenatore veramente importante”. Si parla anche dell’altra sua ex squadra, la : “La sento ancora mia, nove undicesimi della squadra li ho acquisiti io. Li seguo con grande affetto e la consapevolezza che potreero produrre un risultato leggendario. Me lo auguro. Il mio futuro? Sarò pronto a qualsiasi nuova possibilità, senza calcio perdo l’orientamento nella vita. E’ la mia priorità”.

L’ormai ex coordinatore dell’area tecnica motiva la sua decisione nel corso di un’vista a : “Non pensavo, a certe condizioni, di poter essere utile a una squadra che merita un lavoro diverso da quello che avrei potuto sviluppare qui. Nella mia strada ho incontrato tanti isti, anche quando ero a , e ho creduto di non poter assecondare i loro . Ho fatto una scelta dolorosissima perché l’ è il massimo dal punto di vista professionale. Mi devo scusare con i tifosi dell’, quando sono arrivato ho colto da parte loro un grande senso di ducia, ma non potendo contraccambiare no in fondo, per colpa di nessuno, ma per le procedure e per il modo di affrontare la vita del club che non erano afni al mio modo di sviluppare questa attività”.

è comunque ottimista per il futuro del club nerazzurro: “L’ ha la forza e la qualità per venirne fuori. è una garanzia, il calcio senza un pizzico di follia non si gioca. Lui pone attenzione ma lui vive il calcio come un’arte, è un allenatore veramente importante”. Si parla anche dell’altra sua ex squadra, la : “La sento ancora mia, nove undicesimi della squadra li ho acquisiti io. Li seguo con grande affetto e la consapevolezza che potreero produrre un risultato leggendario. Me lo auguro. Il mio futuro? Sarò pronto a qualsiasi nuova possibilità, senza calcio perdo l’orientamento nella vita. E’ la mia priorità”.