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Sabatini, i segreti dell’addio: 4° posto in pericolo.

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di Nina Madonna - Se l’Inter non dovesse centrare il quarto posto, di chi sarà la colpa?

Dopo le voci e le dichiarazioni di ieri, nella prima mattinata di oggi è arrivata l’ufficialità: Walter non è più il direttore tecnico di Suning Sports. Logica conseguenza anche l’addio all’Inter. Ecco il comunicato: “Suning Sports e hanno raggiunto un accordo per la chiusura anticipata del contratto che li . non ricoprirà più il ruolo di direttore tecnico di Suning Sports. Il gli augura successo nella sua prossima esperienza lavorativa”.

I dui, dopo l’addio di , sono molti.
Cosa fa adesso Suning? Dove vogliono andare i cinesi?
Chi gestirà l’area tecnica al posto di ?
Con il portafoglio mezzo chiuso Walter aveva comunque preso Lauo Martinez, bloccato De Vrij e opzionato Asamoah. Tutto il potere torna a Piero Ausilio o c’è già il sostituto?

Ma la domanda regina resta: quale èil futuro dell’Inter con la famiglia Zhang?

Agli albori dell’avventura orientale, fu l’era dei consulenti esterni (Kia Joorabchian) e dei ‘colpi’ Gabigol e Joao Mario. bruciati, confusione in società, nessuna chiarezza operativa.
Con Gagliardini si va in direzione di un progetto no, con mano libera a Piero Ausilio.
Strada subito accantonata con e la sbandierata sinergia tra Inter e Jiangsu.

Strategie, una dopo l’altra, ridimensionate, bocciate, aandonate.
Con la scure del Fair Play Finanziario a spezzare speranze di grandezza e le ristrettezze imposte dal Partito Comunista Cinese.

Ora tutti in silenzio. I cinesi non parlano. Qualche banale dichiarazione del giovane Steven Zhang su social network e stop. Eppure qualcosa bisogna dire. Perché in gioco c’è il quarto posto in campionato che vale la .

Il bivio è: tornare grandi o rese mediocrità?
Interrogativo pesantissimo cui Suning deve dare risposta, come attendono milioni di si nerazzurri nel Mondo.

è durato meno di un anno e non tanto per le ristrettezze imposte dal Fair Play.
Abituato a muoversi in autonomia e con assoluta rapidità, si è dovuto via via scontrare con una catena decisionale lenta, complessa, contraddittoria che ha fiaccato la sua fiducia e compromesso il suo lavoro.

Arrivato per costruire una squadra per tornare in e capace di lote per lo , ha dapprima passato un’estate a ridimensionare pretese e obiettivi e poi ancora una sessione di mercato invernale in cui si è visto clamorosamente bocciare due operazioni perfettamente orchestrate come res e Pastore.

Segnali che hanno portato alla rottura, a questa separazione consensuale ma oligata, e soprattutto improcastinabile.
Anche dopo le voci circa i presunti dui di Suning sul rinnovo di contratto dello stesso in scadenza a dicembre.
Un ribaltamento, un’inversione non gradita dall’interessato che, come da suo carattere, ha agito senza tentennamenti. Salutando!

Se l’Inter non dovesse centrare il quarto posto, di chi sarà la colpa?