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Ruffo, ultimo avviso: nessuno vuole verità!

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di Paolo Paoletti - L’assalto alla libertà di stampa è in atto da tempo. Con forme diverse ma fin dagli ANNI OTTANTA! Mai però con così tanta ,
e sfrontatezza, come le dichiarazioni di Di Maio e Di Battista attestano. Facendo peraltro di tutt’erba un fascio…

Il calcio è stato sempre una zona a rischio nella diffusione della verità, perchè anche i giornalisti sono tifosi – sarebbe assurdo negarlo – ma la situazione è precipitata con l’avvento delle pay-tv ed in particolare di Sky che versando ogni anno circa 1 mld di euro alle Lega, tiene a galla il calcio che conta, ormai fallito!

Di contro, la libertà di esprimersi sulle vicende del Pallone è finita!
Potrebbero mai Sky o Mediaset sputtanare un prodotto pagato a peso d’oro?
Neanche Cenerentola potrebbe crederci.
Quindi tutti zitti, concentrati sulle tette di Diletta o le gambe di Ilaria…
E guai a dire qualcosa, solo qualcosa, contro Juve, , , Milan, Roma: le 5 che da sole detengono l’85% dell’ascolto della e delle Coppe europee!
finto, studiato, assurdo!!!

Imbarazzante silenzio, anche quando, come ha fatto ‘Report’, il giornalismo d’inchiesta che pochissimi ancora hanno il coraggio di fare, denuncia l’ultimo cancro del calcio: l’esse e le infiltrazioni malavitose nel Sistema.

Possibile che l’omertà imposta dagli essi editoriali arrivi a silenziare anche agguati come l’ultimo subito da Federico Ruffo?
“Ero tornato tardissimo – ricorda in un video blicato sulla pagina Facebook della trasmissione Report – Passo gran parte della settimana a , dovevano sapere che ero a casa. Stavo dormendo quando ho sentito un rumore da fuori, era la ciotola del cane. Il mio cane ha iniziato ad abbaiare tantissimo. Sono uscito a piedi nudi e sono scivolato su un lago di benzina. Sono caduto a terra riempendomi di benzina sulla schiena e le gambe. Poi sono uscito in giardino, sono arrivato al cancello per vedere se stessero scappando ed era pieno di benzina”. Il giornalista ipotizza che i responsabili abbiano scavalcato il muro del giardino per entrare. Quando è rientrato a casa per chiamare i carabinieri ha visto la croce sul muro accanto alla porta.

Il giornalista ha denunciato l’accaduto ai carabinieri che ora indagano sulla vicenda.
L’attenzione durerà qualche giorno. Poi tornerà lo ‘status quo’ che sta bene a tutti. Omertoso, studiato, voluto.

Una omertà imperante sia a livello nazionale sia regionale o cittadino: da Milano a , da e Roma! Che ha fatto dei giornalisti, soprat i , soldatini al soldo del Potere. D’altronde chi si metterebbe a fare la guerra, quando un articolo oggi viene pagato 5 euro, anche da testate nazionali?

Suvvia, almeno smettiamola di fingere. Anche perchè ciò che è accaduto a Ruffo è pericolo dietro l’angolo per chiunque! E per molto meno di una inchiesta con finalità eclatanti come mettere il naso nel dossier ‘Alto Piemonte’.

Il terribile episodio è accaduto l’altra notte ad Ostia dove i ‘soliti ignoti’ prima hanno disegnato una croce con la vernice rossa davanti la porta dell’abitazione in cui vive Federico, poi hanno versato un bel po’ di benzina oltre il cancello nel tentativo di incendiare la casa.

Fortunatamente il cane di Ruffo si è messo ad abbaiare richiamando l’attenzione del suo padrone il quale ha provveduto a domare le fiamme.

Ruffo lavora per Report che da un mese indaga sull’inchiesta Alto Piemonte e le collusioni tra società sportive – focus Juventus, ma non solo – e le mafie!

‘Report’ ha sollevato dubbi sulla morte di Raffaello Bucci ex ultrà dei Drughi. Collaboratore della Digos e dei servizi segreti. Mondi che si intrecciano, in panorama ampio e intricato. Schifoso!

La morte di Bucci, catalogata come suicidio, lascia ampi dubbi nell’inchiesta viste le parti coinvolte e gli enormi essi che tocca questo processo. Un suicidio, inspiegabile, avvenuto guarda caso, il giorno dopo la sua deposizione come testimone davanti al blico Ministero.

Le ricostruzioni di ‘Report’ hanno scosso il mondo del calcio e la Juve, considerato l’intreccio che vede in causa servizi segreti, ‘ndrangheta e società di calcio.

Una inchiesta che ha messo nel mirino la Juventus, ma abbraccia l’o mondo del pallone e potrebbe svelare ulteriori legami tra società-curve-mafie in altre società ne di primo livello. La curva del Milan, i rapporti tra e i tifosi!

Chi mette fine a questo scempio?
Come si può combattere la battaglia per la verità se per primi gli editori sono chiamati a rinunciare ad essi personali per difendere un mestiere che è alla base della democrazia: il dovere di cercare e raccontare la verità!

Gli insulti e le minacce di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista non sono soltanto l’assalto ad una categoria, ma rappresentano anche e soprat il tentativo di scardinare l’articolo 21 della Costituzione e i valori fondamentali della democrazia na.

Una prima risposta blica agli attacchi del vicepremier Di Maio e di quanti pensano di poter ridurre al silenzio l’informazione na è stata data martedì 13 novembre 2018.

La Federazione nazionale della Stampa na organizzando il flash mob #GiùLeManiDallInformazione, aperto non soltanto ai giornalisti, ma anche a cittadini e associazioni che considerano l’informazione un bene essenziale per la democrazia, ha tracciato il solco: chi sta con chi e dove è finito il nostro Paese!

All’iniziativa ha aderito il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti.
Il flash mob si è tenuto in contemporanea, dalle 12 alle 13, nelle piazze dei capoluoghi di regione.

A l’appuntamento è stato davanti la Prefettura, in piazza del Plebiscito alle 12

“Ritrovarsi in piazza contemporaneamente spiega Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, significa respingere attacchi volgari e inaccettabili contro l’informazione e i giornalisti. Ormai non si tratta più di episodi isolati, ma di azioni mirate a screditare una categoria con lo scopo di disorientare l’opinione blica.

Una forza politica, il Movimento 5 Stelle, che teorizza il superamento del Parlamento e della democrazia liberale ha messo nel mirino i giornalisti e gli editori perché per realizzare questo progetto bisogna togliere di mezzo tutti gli organismi medi e impedire ai cittadini di conoscere.

Soltanto un’informazione debole, docile o assente può consentire alla disinformazione di massa, veicolata attraverso gli algoritmi e le piattaforme digitali, di prendere il sopravvento e di manipolare il consenso e le coscienze dei cittadini. È un disegno al quale bisogna opporsi con forza”.

Certo caro Lorusso, è così ma non solo nella politica.
Liberiamo il giornalismo da qualsiasi bavaglio. Quello che mette il calcio è il più pericoloso, perchè orienta le emozioni di il popolo del Pallone. Arricchendo solo i . Svegliamoci!

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