ULTIM'ORA

Ruby, vergogna Italia: Silvio assolto per salvare Renzi! Paga la gente…

>>>ANSA/BERLUSCONI NON PARLA MA SCATTANO NOTE FORZA ITALIA

Paolo Paoletti - Assurdo, vergognoso, inaccettabile. Delle due l’una: i giudici, come dice lo stesso Berlus, sono dei farabutti… fatta salva la deontologia della professione; oppure l’assoluzione in appello di Silvio Berlus è l’ennesimo imbroglio di questo Paese ai danni dei cittadini. Imbroglio perpetrato per salvare il Governo e tutte le fandonie che ci stano raccontando da trent’anni.
Impossibile che una istruttoria costata centinaia di migliaia di euro, con una sentenza di colpa a 7 anni di reclusione in primo grado si strasformi in un fatto mai accaduto.
E’ VERGOGNOSO! L’Italia non è un paese civile, tevi di prendere in giro gli italiani. Ci rubate dalle tasche soldi che servono per mangiare a tanta gente, che vorrebbe costruire ai figli un futuro. Niente, l’Italia è un paese di cialtroni. E da oggi, ufficialmente anche nella magistratura.
Inutile commentare una sentenza di appello ridicola: nessuno potrà mai più credere che in Italia esista una giustizia.

E’ ovvio che ci sia una regia politica alle spalle di questo appello: condannare Berlus in secondo grado anche nel processo Ruby, significava condannare il Governo.
Niente riforme, nuove , caos…
Ma non è così che si salva un Paese civile.
.

ha pattuito con Berlusca una Italia senza futuro. Altro che cambiare verso.
Questa sentenza è la conferma di tutte le maldicenze della stesso Berls sui magistrati. Che adesso ovviamente sono diventati improvvisamente giusti, autonomi, in punta di diritto.
CHI PUO’ SCAPPI DA QUESTO PAESE DA TERZO MONDO.
Qui non si sta cercando una condanna a tutti i costi… nè per Berlus, tantomeno per ogni cittadino italiano comune. Anzi.
Qui si celebra la dissolutezza di uno dei poteri più alti dello Stato, su cui si fonda una Nazione. Non si può distruggere una persona e poi asserire che il fatto non c’è stato.
Chi paga le ingentissime spese di investigazione, istruttoria, stipendi di decine di persone impegnate nella fase inquirente?
Pagano come sempre tutti gli italiani.
E’ uno scandalo di cui Matteo deve RISPONDERE!

Adesso leggetevi questa ridicola notizia battuta dall’ANSA…
I giudici della seconda Corte d’Appello di Milano hanno assolto Silvio Berlus, imputato per concussione e prostituzione minorile nel processo Ruby, per entrambi i capi di imputazione. In primo grado l’ex era stato condannato a 7 anni. I giudici della seconda Corte d’Appello di Milano, nel processo Ruby, hanno assolto Berlus dal reato di concussione “perché il fatto non sussiste” e dal reato di prostituzione minorile “perché il fatto non costituisce reato”. La notizia è “breaking” anche sui media stranieri, Bbc in testa. Emilio Fede: “è finalmente venuta fuori la verità che io ho sempre saputo”.

E’ una sentenza ”che va oltre le più rosee previsioni”. Così l’avvocato e professore Franco Coppi ha commentato coi cronisti la sentenza di assoluzione per il caso Ruby nel processo d’appello a carico di Silvio Berlus. ”Se dovessi fare ora delle lezioni, porterei questo processo come esempio dell’insussistenza dei reati contestati”, ha aggiunto Coppi, uno dei difensori di Silvio Berlus. Il procedimento sul caso Ruby, ha spiegato, ”mi portava a prevedere che dal punto di vista razionale in questo caso non si potesse che arrivare ad un’assoluzione, valutando il procedimento dal punto di vista tecnico”.

Uno dei motivi per cui Silvio Berlus è stato assolto dal reato di prostituzione minorile ”perchè il fatto non costituisce reato” potrebbe essere che l’ex non era a conoscenza che Ruby fosse minorenne, spiega Franco Coppi chiarendo che questa ”era una delle nostre tesi” ma anche che bisognerà attendere le motivazioni. L’assoluzione dalla concussione ”perchè il fatto non sussiste”, invece, secondo il le ”è più semplice, il fatto è inesistente”. Il professore Coppi, parlando coi cronisti, ha spiegato che una delle ipotesi per leggere l’assoluzione dal reato di prostituzione minorile, ossia dall’accusa per Berlus di aver fatto sesso con la minorenne marocchina in cambio di denaro o altre utilità, può essere quella della non consapevolezza che la ragazza fosse minorenne. I giudici, infatti, hanno assolto l’ex con la formula ”perché il fatto non costituisce reato” e si potrebbe dunque pensare alla ”mancanza dell’elemento soggettivo”, ossia la consapevolezza della minore età. In ogni caso, però, ha chiarito Coppi, ”questa è una formula di assoluzione che può essere adottata anche in altri casi e non mi azzardo dunque a dare una certezza, posso solo dire che questa era una delle nostre tesi e non so però se i giudici hanno preso in considerazione proprio questo elemento”. In relazione, invece, all’assoluzione dalla concussione, ossia dall’accusa di aver fatto pressioni sui funzionari della Questura per ottenere il rilascio di Ruby, Coppi ha spiegato che la formula ”perché il fatto non sussiste” è più semplice, perché significa che la condotta non ha integrato alcun reato. Con la recente sentenza delle sezioni unite della che ha fissato i paletti sulle nuove normative del reato di concussione, inoltre, secondo Coppi ”era impossibile anche derubricare la concussione per costrizione in concussione per induzione, perché quest’ultima forma richiede un vantaggio per il concusso”.

Dinacci, finalmente è stato applicato diritto. “Finalmente è stato applicato il diritto, ha vinto la giustizia”. Sono le parole del prof. Filippo Dinacci, uno dei difensori di Silvio Berlus, sulla sentenza di assoluzione in appello dell’ex imputato a Milano per il caso Ruby. Il le ha aggiunto “io penso che il diritto è fatto di equilibrio e buon senso e che questa è stata una vicenda personale che non riguarda il diritto penale”.

Longo e Ghedini, processo non sarebbe dovuto iniziare. “La meritata assoluzione del Presidente Berlus da un processo lungo e diffi, che non sarebbe neppure dovuto iniziare, con l’integrale accogento dei nostri motivi di appello e delle tesi sostenute in udienza dagli eccellenti colleghi Coppi e Dinacci, intervenuti in nostra sostituzione, è momento di vera soddisfazione e riporta serenità dopo un lungo periodo di grande tensione”. E’ quanto affermano gli avvocati Piero Longo e Niccolò Ghedini che, essendo indagati nel ‘Ruby ter’, hanno preferito non essere oggi in aula.

Silvio Berlus ha lasciato la Sacra Famiglia di Cesano Boscone senza parlare. Ha solo fatto fermare l’auto, abbassando il finestrino, per salutare la ‘pasionaria’, la sua sostenitrice cui ha stretto la mano ringraziandola. “Grazie, grazie”: Silvio Berlus ha replicato così alla sostenitrice che si è avvicinata a lui all’uscita dell’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone dicendogli ‘giustizia fatta’ dopo l’assoluzione in appello per il caso Ruby. “Era sorridente – ha spiegato la sostenitrice – gli ho chiesto di scendere dall’auto per abbracciarlo e lui mi ha risposto ‘non mi fanno scendere, telefonami…”’. ”Me lo sentivo che sarebbe stato assolto – ha concluso la donna – e questa notte ho preparato il cartello per festeggiare”.

Ruby, a Cesano Boscone ‘pasionaria’ sfodera cartello gioia. ”Mai si ruba e nessuno ‘Ruby’ la pace di Silvio. Giustizia fatta e dovuta”: una singola sostenitrice di Berlus, nota come la ‘pasionaria’, ha appena innalzato un cartello con questa scritta fuori dall’istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone, per festeggiare la notizia della assoluzione di Berlus. All’ interno della struttura c’è, come ogni venerdì da settimane, Silvio Berlus per i servizi i.

Le repliche prima della camera di consiglio e della sentenza. Questa mattina, prima che i giudici della seconda Corte d’Appello si ritirassero in camera di consiglio, c’è stato spazio per brevi repliche. Repliche che hanno riguardato una sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2006, in base alla quale, per la difesa, i tabulati telefonici agli atti del processo sono inutilizzabili perché non consentono la loro acquisizione in maniera indeterminata. Per gli avvocati Filippo Dinacci e Franco Coppi, li dell’ex , non c’è un bilanciamento tra il loro utilizzo per accertamenti giudiziali e il diritto alla riservatezza. Non così per il sostituto pg Piero De Petris che ha osservato che nel nostro ordinamento “ci sono tutti i presidi che realizzano quel bilanciamento” in quanto sono acquisiti con un provvedimento dell’autorità giudiziaria poi sottoposto a un controllo del giudice. Il pg al termine della sua requisitoria aveva chiesto la conferma dei 7 anni di carcere inflitti a Berlus dal Tribunale il 24 giugno dell’anno scorso. La difesa ha chiesto invece l’annullamento della sentenza di primo grado e l’assoluzione del leader di “perché il fatto non sussiste”.