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Roma allo sbando: tutti contro DiFra!

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di na Collina - Eusebio Di Francesco è solo, scontto anche a Bologna, quinta consecutiva senza vittorie.
Al Dall’Ara, alcuni giocatori sotto il settore ospiti per salutare i tifosi in trasferta, sono stati allontanati dalla Curva con cori e urla pesantissimi…
“la nostra fede non va tradita, mercenari”, “timo solo la maglia” ” e “andate a lavorare”

Nel mirino anche James Pallotta: “Pallotta pezzo di m… vattene” con Alessandro Florenzi, vicecapitano della squadra, che si è avvicinato chiedendo scusa per la prestazione.

DAGLI USA. ​”Sono disgustato”. Ha commentato allotta a Press subito dopo Bologna-. Il presidente aveva seguito la gara in un giallorosso di Boston.

Giancarlo Padovan ipotizza… Ma i giocatori della giocano contro Di Francesco?
La domanda è grave come l’ora in cui ce la poniamo. Perché i giallo, dopo il pareggio casalingo con il Chievo (ha perso pure oggi) e il tracollo di Madrid, sono stati battuti anche a Bologna, da un avversario che nora non aveva mai segnato e aveva raccolto un solo punto (pareggio esterno con il Frosinone) in quattro partite.

Un 2-0 che, oltre a far male, confonde, facendo aforare i pensieri più maliziosi.
La non ha cuore né sentimento, è smarrita e arruffona. E, soprattutto, i suoi calciatori non rispondono più. Certamente non lo fanno a se stessi, forse anche all’allenatore.

Sintomatico l’atteggiamento durante il secondo time-out, che adesso si chiama ‘cooling break’, ovvero quella pausa concessa dall’arbitro, nelle giornate particolarmente calde, per rinfrescarsi e dissetarsi. Mancavano una ventina di minuti alla ne e il risultato era già sul 2-0. Mentre i calciatori del Bologna hanno fatto gruppo intorno al loro allenatore, ascoltando i suoi consigli, quelli della si sono avvicinati in ordine sparso per ricevere una spugnatura e qualche bottiglietta. Con il tecnico (e lui con loro) si sono quasi totalmente ignorati.

Per chi sa di calcio – e anche per chi ne ha visto tanto e di tuti i tipi – questi sono segnali inequivocabili di una lesione se non di frattura. Da settimane a e dintorni si ascolta di tutto sul difcile rap tra Di Francesco e la squadra. Quel che è certo è che i nervi dell’allenatore sono tesi, che in allenamento qualcuno batte la cca, che le reazioni del tecnico sono spesso incontinenti e si trasformano in punizioni (panchina o tribuna per i reprobi).
Saree una situazione ancora gestibile o, per lo meno, rimediabile se ci fosse una società presente. Invece restano dei dirigenti, tra cui Totti, che non si sa cosa dirigano e un padrone (Pallotta) sempre lontano e sempre più insofferente.

Di Francesco era sotto osservazione solo sette giorni fa, guriamoci oggi. Però ci sono due condizioni che, forse, gli daranno ancora un po’ di respiro.
1) Fra tre giorni c’è il turno infrasettimanale e la , all’, affronta il Frosinone, un avversario teoricamente aordabile.
2) Nessuno della ipotetica lista di sostituiti di Di Francesco convince appieno. , oltre ad essere un cavallo di (o minestrina riscaldata), l’anno scorso è stato esonerato due volte (Milan e Valencia); Prandelli, dopo la , ha collezionato una serie di flop; Ventura non è presentabile; Conte costa troppo e chissà mai se vorree cacciarsi nel ginepraio capitolino; Guidolin che, per me, è il più bravo di tutti, non se lo ricorda mai nessuno.
Resta De (padre) per una soluzione d’emergenza sperando che i giocatori la prendano bene.

Alla ne, volenti o nolenti, si torna sempre lì. Chi sta in panchina non ha ancora ritrovato la bussola del gioco che tanto illuminò la stagione scorsa, ma chi va in campo è imbarazzante. Il Bologna – un avversario che lotterà per non retrocedere – ha segnato due gol: Mattiello, al 36’, di sinistro da dentro l’area e Santander, al 59’, in contropiede, di destro. Nel primo caso Olsen ha sbagliato l’uscita (smanacciata leggera) e Perotti si è fatto passare la palla tra le gambe. Nel secondo, sono mancate completamente le marcature preventive sulla ripartenza.
Pensate che Santander ha recuperato palla nella propria metacampo, l’ha ceduta a Dzemaili che l’ha indirizzata al liberissimo Falcinelli, mentre Santander andava a raccogliere il passaggio di quest’ultimo del tutto indisturbato.

La in porta ha tirato. Ma, a parte un paio di eccezioni (Kluivert e Perotti), solo con Fazio e da calcio d’angolo. L’argentino ha impegnato Skorupsky al 9’ e poi, su doppia conclusione, al 41’. Ma il Bologna sia prima (Falcinelli buca la palla da un passo su assist di Mattiello al 18’), sia dopo (tre contropiede vanicati da Okwonkwo, subentrato a Falcinelli, da solo e in parità numerica tra il 71’ e l’80’) ha rischiato di segnare ancora.

Peggio saree andata se ad inizio di ripresa (52’) l’arbitro Massa non avesse graziato Cristante del secondo giallo per un fallo tattico e, dunque, volontario su Svanberg. Di Francesco, che ha capito l’antifona, lo ha tolto, due minuti dopo, a benecio di Pastore, pallido come quasi tutti gli altri. Con cinque punti in classica, quattro meno della Lazio, la crisi della è conclamata. Resta da capire cosa e chi cambia: la società, l’allenatore o la squadra. Nel frattempo, com’è logico, i tifosi ce l’hanno con tutti.

TABELLINO. BOLOGNA- 2-0.
Marcatori: 36’ p.t. Mattiello (B), 14’ s.t. Santander (B).

Bologna (3-5-2): Skorupski; De Maio, Danilo, Calabresi; Mattiello, Svanberg (16’ s.t. Mbaye), Nagy, Dzemaili, Krejci; Falcinelli (23’ s.t. Okwonkwo), Santander (36’ s.t. Destro). All. Inzaghi.

(4-3-3): Olsen; Florenzi, Manolas, Fazio (19’ s.t. Kolarov), Marcano; Pellegrini, De , Cristante (9’ s.t. Pastore); Kluivert (15’ s.t. Under), Dzeko, Perotti. All. Di Francesco.

Arbitro: Massa di Imperia.
Marcatori: 36’ p.t. Mattiello (B), 14’ s.t. Santander (B).
Ammoniti: 30’ p.t. De (R), 33’ p.t. Cristante (R), 18’ s.t. Fazio (R), 34’ s.t. Pellegrini (R), 46’ s.t. Mbaye (B), 48′ s.t. De Maio (B).