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Il Napoli s’adoperi per i più deboli, i giovani, un calcio umano!

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di Paolo Paoletti - Nel giorno di Pasqua, Aurelio De Laurentis scrive un messaggio di auguri e di speranza che tocca il ma non solo.

“Cari tifosi del Napoli, cari napoletani e appassionati di . Sono auguri diversi dal solito quelli che mi appresto a farvi. E’ una Pasqua strana quella che stiamo vivendo. Siamo tutti chiusi nelle proprie case per combattere un nemico terribile e subdolo. Quasi tutte le attività sono sospese. Il è fermo da un mese e mezzo e non sappiamo quando potrà riprendere. Tanti ci hanno lasciato e lo hanno fatto senza poter nemmeno riaracciare per l’ultima volta i loro cari. E tanti sono ancora in difcoltà. Penso a chi è in terapia intensiva, penso al personale medico che sta combattendo una battaglia difcilissima. E penso a tutti quelli che sono stati colpiti economicamente da questa pandemia. Ma penso anche che riusciremo a uscirne, non senza difcoltà, ma ci riusciremo. Non dico che tutto tornerà a essere come prima, perché molte cose, molti nostri atteggiamenti non andavano bene, ma sono sicuro che le nostre vite potranno, un giorno, essere anche migliori. So che il vi manca, ma presto tornerà anche quello. Sto lavorando per una ripresa che sia veloce nella sicurezza della salute di tutti. Dal profondo del cuore vi faccio i più sentiti auguri di Buona Pasqua. Ce la faremo. Aurelio De Laurentiis”.

Caro De Laurentis, proprio nel giorno di Pasqua che nonostante tutto si spera possa essere un giorno di intima riflessione, è giusto commentare alcuni passaggi del tuo messaggio, ma sopratutto del tuo rapporto con Napoli e i napoletani, non solo tifosi.

1. Prima del , in città servirà lavoro, reddito, salute. Bisogna impegnarci tutti per queste priorità prima del che resta mondo a parte, distante e distaccato dalla tà.
2. Molti ci hanno rimesso la vita per questa pandemia; meno a Napoli ed in Campania, risultato che misura il vero valore dei servizi cittadini per il cittadino. Certo, tante cose non vanno come dovreero, ma nel momento della lotta alla , Napoli questa guerra l’ha vinta. E più di mille scudetti! Quindi capirai come tutte le tue esternazioni sulle incapacità, lacune del territorio, dove sei diventato ricco e famoso, appaiono ora strumentali, fuori luogo, false!
3. Il riprenderà, come tutte la altre attività i. Dovree e dovrà cambiare, come è cambiata la nostra vita. Cancellando eccessi, , distonie con la vita di tutti i giorni. Impegnati per questo più che per far riprendere quanto prima una giostra malata in un mondo malato.

E’ vero questa terribile esperienza potree renderci migliori, per alcuni sarà così. Spero accada sopratutto nei rapporti tra datori di lavoro e lavoratori, collettività ed individuo, genitori e gli. Questi sono i pilastri per una società migliore.
Impegnati perchè anche il possa diventare migliore, nella consapevolezza che la ricchezza di pochi, dea essere diversamente distribuita e dedicata al di base, scolastico, le.

Il settore le del Napoli è la pecca più grave, vergognosa, al pari degli ospedali di o in cui sono tante persone per incuria, imperizia, ritardi, cecità. Dimostra che ci si può redimere, fare ammenda dei propri errori, porre riparo.
Nessuno può ridare vita, tutti doiamo prendere responsabilità sui nostri doveri. Senza tentennamenti.

Nonostante tutto, auguro anche a te una Pasqua che orienti alla resurrezione intima e fattuale, ad una nuova vita, nuovi principi, valori, comportamenti. Solo così, con questa conversione, il Napoli potrà tornare a vincere in un che torni ad essere uno , umano, di tutti.

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