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Riapre il Bataclan: Sting, la Marsigliese.

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di Cocò Parisienne - Suonerà la Marsigliese? Questa sera a Parigi, voce e musica di Sting, tornerà a vivere il luogo che per un anno ha rappresentato il simbolo della assassina di un distorto senso religioso. Riapre il ‘Bataclan’, tempio del rock e del jazz dove nella notte del 13 novembre di dodici mesi fa venne consumata a colpi di mitra e di a mano la mattanza di giovani innocenti.

Riproporre, oggi, quel tempio e donarlo nuovamente alla gente rappresenta infatti un grande atto di coraggio oltreché uno schiaffo potente sul viso della morte e del disprezzo della vita altrui. L’ennesimo e definitivo urlo di protesta contro ciò che è bare e inciviltà. La testimonianza che sempre e comunque possibile sopravvivere e poi tornare a vivere per rendere giustizia al Bene contro il Male.

I morti sono morti. E gli stessi sopravvissuti sono egualmente un poco morti dentro. Nel locale parigino faranno con grande coraggio alcuni di erano presenti la notte del massacro e che per loro fortuna sono usciti vivi. Ascolteranno la musica bellissima di Sting, ma sentiranno anche e in qualche modo le voci dei loro amici che, proprio in quel luogo, divenono loro malgrado angeli. Le pareti stesse del locale, ancorchè riverniciate di fresco, saranno impregnate dalla leggerezza di anime fragili e invisibili.

Come Omar Omoughi, un giovane mano scampato alla morte non al Bataclan ma davanti ad un tornello della Stade de France. Lui al cui coraggio deono la vita un numero imprecisato di persone che riuscirono a scappare perché avvisati dalle urla disperate dell’uomo che aveva visto il pazzo kamikaze islamico trafficare sulla cintura esplosiva con la quale avree dovuto uccidere e uccidersi. Omar svenne dopo la deflagrazione e addosso porta i segni di quella . E’ vivo e, dicono, è anche un eroe. Ma spesso, troppo spesso, guarda nel vuoto e pare assente. E quando torna allo o guarda la partita con distrazione. Più che altro sente voci.