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Revolution: Malone, rivale di Murdoch, compra la Formula 1!

Allen & Co. Media And Technology Conference

Svolta nel circus della Formula Uno, con l’accordo per l’acquisto del gruppo da parte del colosso americano della comunicazione Liberty Media del magnate John Malone, il ‘ri’ di Rupert . Quel che a sua volta aveva tentato il ‘colpo’ ma si era dovuto arrendere di fronte al ‘no’ di Bernie Ecclestone. L’ottantacinquenne patron inglese del circuito restera’ comunque ancora in sella per alcuni anni come amministratore deto. Mentre la presidenza andra’ all’ex numero due della 21st Century Fox Chase Carey.

L’operazione prevede in particolare un acquisto iniziale da parte di Liberty Media di una quota del 18,7% del gruppo Formula Uno, per un valore di 4,4 miliardi di dollari. La piena acquisizione avverra’ quando l’accordo sara’ denitivamente chiuso, per un valore complessivo che – secondo i media – potree aggirarsi su un valore tra i 6 e gli 8 miliardi di dollari. Il – si prevede – entro il primo trimestre del 2017. Ancora nel dettaglio Libertry Media – riporta la Cnbc – dovree pagare 1,1 miliardi di dollari in , 131 milioni di dollari in azioni del gruppo di comunicazione e 351 milioni sotto forma di debito emanato dalla stessa Formula Uno. A spiegare il cambio di proprieta’ lo stesso Ecclestone che da 40 anni guida il circus e che non pare intenzionato ancora a farsi da parte: “Restero’ ancora per almeno altri due, tre anni – spiega in una vista alla Associated Press – prima di cominciare a tirare i remi in barca”.

Eppure la svolta arriva dopo anni di critiche sulla gestione proprio di Ecclestone, ritenuto da molti responsabile di un continuo calo di ascolti e di una mancata modernizzazione del circus attraverso l’uso dei media. Ma anche accusato di aver fatto sbarcare la Formula Uno in Paesi sulla ‘lista nera’ del mancato rispetto dei diritti umani e di distribuire i fondi in maniera ingiusta e sa tra i vari team. Gli estimatori sottolineano invece come sotto la guida dell’ex venditore di automobili la Formula Uno da una piccola ta’ negli anni ’70 si e’ trasformata in un business globale da quasi 2 miliardi di dollari l’anno, con un seguito di 400 milioni di appassionati.