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Renzi, sos inutili: Marenostrum è fallito, Triton è ridicolo!

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L’ chiede di non essere lasciata sola. Di fronte all’ennesima tragedia del mare, un naufragio dai contorni ancora ‘nebulosi’ che potrebbe arrivare a cone no a 700 vittime, Matteo Renzi rivolge il suo appello alla comunità inter e innanzitutto l’Unione europea. Il premier no, in asse con il presidente francese Francois Hollande, chiede che si convochi in settimana un Consiglio Ue straordinario perché “l’Ue rafforzi la sua azione contro gli schiavisti del mare e la smetta di considerare l’immigrazione un problema di serie B”.

La Commissione Ue, esprimendo “profonda frustrazione”, sostiene la necessità di “un’azione decisa”.

Ma l’, anche con il presidente della Reblica Sergio Matella, un “impegno” dei partner europei lo invoca con urgenza. Ed è “accorato” l’appello di Papa Francesco alla comunità inter, perché simili tragedie (che colpiscono persone che “cercavano la felicità”) non si ripetano. E’ notte fonda quando un mercantile ghese risponde alla richiesta di soccorso di un barcone carico di migranti che si trova a 60 miglia dalla Libia. Sono le 9 del mattino quando si fa largo la notizia di una vera tragedia: quel barcone si è capovolto, i potrebbero essere 700. Alle 10 Matteo Renzi apre a Mantova la campagna elettorale del Pd: “Nel Mediterraneo ogni giorno assistiamo a una strage, come facciamo a rimanere insensibili?”, dice.

Sceso dal palco, però, il premier decide che non può proseguire oltre: annulla gli altri due appuntamenti della giornata e torna a Palazzo Chigi. Convoca un vertice con i ministri e i vertici delle forze armate per le 17 e intanto si attacca al telefono con i soccorritori e con i colleghi europei, perché ci sia nalmente una risposta adeguata. Il primo contatto è con Hollande, che assicura all’ un impegno forte rispetto a un problema che incontra resistenze tra alcuni colleghi europei. “L’Ue deve rafforzare il numero di navi nell’operazione Triton”, dice Hollande ai Paesi più recalcitranti. E come Renzi sollecita un vertice Ue. “Al più presto, entro giovedì”, chiede il premier no nei colloqui con i colleghi, da Angela Merkel a David Cameron. “E’ inaccettabile” quanto successo, dichiara la responsabile della estera Ue, Federica Mogherini, che nel pomeriggio è a Palazzo Chigi. Il tema, annuncia, sarà discusso domani dai ministri degli Esteri Ue e in settimana anche dai ministri degli Interni. Il commissario all’immigrazione sarà in giovedì, domani Renzi vedrà a Palazzo Chigi il premier maltese. Ma è una risposta uniia dei capi di Stato e di governo dell’Ue che l’ chiede. L’immigrazione, afferma Mogherini, “per troppo tempo è stata lasciata solo ai Paesi del sud”.

“La morte di centin di profughi manifesta la totale insufcienza delle iniziative assunte n qui dalla comunità inter”, dichiara il presidente Matella, che invoca “un’iniziativa umaniia straordinaria di Ue e Onu”. “Il problema – spiega Renzi – non è il controllo del mare, perché la tragedia non è derivata da mancanza di soccorsi, ma distruggere i trafcanti di uomini, i nuovi schiavisti”. Come? Non con un blocco navale, perché se fatto in acque sarebbe come un “servizio di taxi” agli scasti. O con i respingimenti, che “sono impossibili” in Libia. E non è una soluzione neanche il ripristino di Mare nostrum, “operazione tampone”. Perché, dice il premier, il problema va risolto “alla radice”: “Siamo pronti a fare tutto ciò che è necessario perché non partano. L’idea di un coinvolgimento delle Nazioni Unite e delle istituzioni europee è sul tavolo. Ma il problema è risolvere il problema in Libia”, un Paese in guerra e senza un governo stabile dal quale parte il 91% dei migranti. E’ la Libia la priorità, ribadisce Renzi. E fonti di governo spiegano che l’ chiede all’Ue un impegno su due piani. Da un lato sulle ree di ingaggio contro gli scasti per non lasciare a loro la gestione della disperazione dei migranti, “creando – spiega una fonte – dei canali sicuri”.

Dall’altro lato, con un intervento per la sicurezza in Libia. Renzi di Libia ha parlato venerdì anche con Barack Obama, con il quale assicura esserci “totale condivisione” sulla necessità di combattere innanzitutto “il trafco degli umani”. In un giorno di “grande dolore”, il premier batte anche sul tasto di una risposta sul piano politico e culturale, che si traduce nel considerare le vittime “esseri umani”, cui l’ si impegna a restituire dignità, dopo l’ingente impegno nel soccorso, anche recuperando il relitto del barcone. Anche per questo il premier bolla come “inqualicabili” le parole di chi, come Matteo Salvini, alza i toni contro il governo. La tragedia non può essere usata per scontri ideologico-politici, afferma. “Mi auguro – concorda Matella – che la sensibilità ai diritti prevalga sull’indifferenza che spesso sconna nel cinismo”.

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