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Renzi in Senato: fiducia controcorrente, scuola motore sviluppo. Grillotweet: sfiduciamolo!

++ Renzi, avere coraggio di scelte radicali ++

Si è aperta nell’Aula di Palazzo Madama la seduta dedicata al voto di fiducia al . Alle 20 sono previste le dichiarazioni di voto e alle 22 la prima chiama.

“Ci avviciniamo in punta di piedi e con rispetto profondo e non formale che si deve a quest’Aula e alla storia del paese che qui ha un simbolo”. Lo ha detto il premier Matteo durante il discorso per la fiducia aggiungendo di avvicinarsi anche con lo stupore di chi si rende conto della “magnificenza di un luogo” come è il .

“Siamo qui a chiedervi la fiducia che è un gesto controcorrente non tanto nel linguaggio della politica. Noi vogliamo provare ad andare controcorrente”, ha detto aprendo il discorso al .

“Sappiamo perfettamente che viviamo un tempo di grande difficoltà e struggenti responsabilità” e abbiamo la consapevolezza di dover “recuperare il coraggio e il gusto e il piacere di fare sogni più grandi e accompagnarli da una concretezza puntuale”.

“Comunico di voler essere l’ultimo premier a chiedere a questa Aula la fiducia”: ha detto chiedendo la fiducia al .

“Chiedere la fiducia oggi è un gesto” che significa “provare ad andare concorrente: si fa fatica. Chiediamo fiducia a questo perché pensiamo che l’Italia abbia la necessità di recuperare fiducia per uscire dalla crisi, è arrugginita, impantanata da una burocrazia asfissiante. L’idea che le norme succedute negli anni non hanno prodotto il risultato auspicato – ha detto – è sotto occhi di tutti. O si ha il coraggio di scelte radicali” o “perderemo il rapporto con chi da casa continua a pensare alla politica”.

“Io non ho l’ età per sedere al – ha spiegato -. Non vorrei cominciare con la citazione colta di Gigliola Cinquetti ma è così. E fa pensare che oggi davanti a voi siamo qui non per inseguire un record anagrafico, non per allungare il curriculum, siamo qui per parlare un linguaggio di franchezza”.

Sulla legge elettorale e le riforme costituzionali si è raggiunto “un accordo che va oltre la maggioranza di ”. Quell’accordo “lo rispetteremo nei tempi e nelle modalità prestabilite”. Così il premier.

L’Italia è “curiosa e brillante, è un’Italia che si vuole bene e che ci tiene a presentarsi bene. E’ un Paese che non ci segue perché è avanti a noi: siamo noi che dobbiamo inseguire” e faremo “di tutto per raggiungerlo con un pacchetto di riforme”.

Matteo parla di una angoscia nel rapporto tra politica e cittadini che porta alla sensazione di una Italia visto come un paese finito che ha giocato le tutte le sue carte. “Noi abbiamo deciso di cambiare”, ha affermato il premier nel suo discorso programmatico al .

Il presupposto è che eravamo ad un bivio: o si andare alle , noi non abbiamo paura, siamo abituati a candidarci”. Così Matteo che, davanti al rumoreggiare dei ri grillini, ha ribadito che il Pd non teme le “e lo dico a M5s che imparo apprezzare…”. Applauso polemico dei ri M5s quando Matteo dice di non avere paura di andare alle . Il Pd applaude invece sinceramente quando il premier ricorda che il suo partito ha vinto tutte le .

Andare avanti fino al 2018 ha un senso se si avverte la consapevolezza dell’urgenza di misure per il cambiamento: così nel suo intervento programmatico al . I tempi che in politica sembrano dilatati – dice tra l’altro – per le persone che la mattina accompagnano i figli a scuola – diventano stretti per risolvere i problemi. “Il senso dell’urgenza – continua – è un elemento centrale”.

“Avremmo preferito un chiaro mandato elettorale”, ma “propongo che questa sia la legislatura della svolta”, per “indicare una prospettiva di futuro” e dopo aver vissuto “il semestre europeo come l’occasione per sei mesi di guidare le istituzioni dell’Europa”, poter “guidare per vent’anni politicamente l’Europa”. Così il premier Matteo .

“Se vogliamo immaginare un semestre europeo serio dobbiamo pensare a che Europa immaginiamo” ma “non saremo credibili se non riusciremo ad arrivarci senza sistemare ciò che dobbiamo sistemare. So che la tendenza è quella di considerare l’Ue la causa dei nostri problemi. Ma per me non è così e so che nella tradizione europea e europeista sta la parte migliore dell’Italia: mettere le cose a posto a casa nostra non lo si fa per l’Ue o per la Merkel ma per il rispetto dei nostri figli e di chi verrà dopo di noi”.

“Abbiamo nel dna il desiderio di confrontarci. Ma stante la legge elettorale uscita dalla sentenza della Corte si sarebbe andati ancora verso un delle larghe intese, non sarebbe stato possibile per alcuno avere la maggioranza nei due rami del Parlamento. Noi abbiamo proposto che le regole del gioco siano scritte da tutti, farlo insieme e’ il valore fondamentale e costitutivo del rispetto delle istituzioni. E proveremo a farlo”. Lo ha detto Matteo chiedendo la fiducia al .

“L’educazione che si da nelle scuole è motore dello sviluppo, ho in mente di entrare ogni mercoledì nelle scuole da premier se otterrò la fiducia: comincerò da Treviso, dal Nord Est, la pma settimana si sarà il Sud. E’ fondamentale che il non stia solo a Roma”. Lo ha detto il premier Matteo chiedendo la fiducia al .

“Mi piacerebbe che potesse capitare a chi ha la presunzione di avere la in tasca la possibilità di confrontarsi con gli insegnanti, le famiglie perché l’idea che da questa parte c’è la casta e dall’altra i cittadini si è un po’ rovesciata”. Così il premier Matteo che però viene nuovamente interrotto dai ri M5S. E il presidente del consiglio ribatte: “Noi svolgiamo una funzione e nei confronti dei ri M5S…non è facile stare in un partito dove il capo dice ‘non sono democratico’ ma vi vogliamo bene lo stesso”.

“Il primo impegno è lo sblocco totale dei della Pubblica Amministrazione attraverso un diverso utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti”. Così il premier Matteo .

“Mentre qualcuno si divertiva il pil ha perso punti, la disoccupazione giovanile è aumentata, la disoccupazione è passata dal 6,7% al 12,6%. Questi non sono numeri di una crisi, sono numeri di un tracollo”. Lo ha detto il premier Matteo durante il discorso sulla fiducia in .

Domani “scriverò una lettera ai colleghi sindaci, 8 mila, e ai presidenti delle province sopravvissuti” per fare “un punto sulla situazione dell’edilizia scolastica seguendo il ragionamento del re Renzo Piano che qualche giorno fa ha proposto di ‘rammendare’ le periferie”. Lo ha detto il premier Matteo al preannunciando “un programma straordinario nell’edilizia scolastica sui territori, partendo dalle richieste dei sindaci”.

“Chi è entrato in una fabbrica o ha incontrato lavoratori, sa bene che quelli sulla disoccupazione non sono solo ‘numerini’, ma indici di una situazione “impietosa e devastante”, che “richiede un cambio radicale della politiche economiche e provvedimenti concreti che con Padoan abbiamo discusso e approfondiremo nelle pme settimane”. Così .

Negli ultimi anni la capacità di attrazione dell’Italia è diminuita” e nel Paese “c’è un dibattito surreale” perché “sembra che se un soggetto vuole investire da noi debba essere cacciato gridando ‘guai allo straniero’”. Lo ha detto il premier Matteo al spiegando che questi investimenti vanno cercati.

di Romana Collina – Tutta la maggioranza ha applaudito nell’Aula del quando il presidente del Consiglio Matteo ha citato il suo predecessore a palazzo Chigi Enrico Letta. M5s ha fatto commenti che hanno infastidito i colleghi del Pd.

“E’ arrivato il momento di dire con forza che la politica deve affidare tempi certi anche al ruolo dei dirigenti. Non esiste il tempo indeterminato, con i governi che passano e i dirigenti restano e fanno il bello e cattivo tempo”. Così il premier Matteo .

Per il lavoro “non ci saranno parole ma interventi precisi. Nessun decreto crea posti lavoro, ma da marzo partiremo con la discussione parlamentare del cosiddetto piano per il lavoro che interverrà con regole innovative” anche “perché senza nuove assunzioni il problema delle garanzie non si pone nemmeno”. Lo ha detto il premier Matteo durante il discorso sulla fiducia in .

“Dobbiamo avere il coraggio di far emergere in modo netto, chiaro ed evidente che ogni centesimo speso dalla P.A. debba essere visibile online da parte di tutti. Questo significa un meccanismo rivoluzionario per cui ogni cittadino può verificare giorno dopo giorno ogni gesto che fa il proprio rappresentante”. Lo ha detto Matteo al .

A seguire le dichiarazioni programmatiche del presidente del Consiglio, Matteo , siede in tribuna al la moglie del premier, Agnese Landini. Accanto a lei, che indossa un vestito chiaro, sie Carrai.

, non è credibile, sfiduciamolo – “e rappresenta le banche e i poteri forti, è giovane ma allo stesso tempo vecchio. Non è credibile. Sfiduciamoe”. Così in un , il leader M5S Beppe proprio mentre il premier Matteo interviene in Aula al .

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