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Renzi e il calcio che non cambia verso!

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di Paolo Paoletti – L’oppio dei popoli è uno dei motivi per cui l’Italia non può cambiare verso. è al bivio: dice che tra luglio e agosto ci metterà mano per cancellare l’impunità del calcio…dice che serviranno “educazione e coercizione”. “Sarà rottura con le tifoserie organizzate…? Romperemo. Ce l’hanno fatta in Inghilterra, perché noi non dovremmo farcela?”.
E su Mameli fischiato svela: “Qualcuno aveva proposto di lasciare lo o, siamo rimasti perchè a quella gente il calcio non glielo lasciamo. I bambini sono amareggiati dai fischi all’inno, che per loro è una cosa sacra”.

Bene, questa è la vera prova: scardini il Sistema Calcio o vada via. Perchè se cambia il calcio può cambiare l’Italia…
Il dubbio è legittimo: chi lo vuole veramente?

Gli 80 euro nelle buste paga di molti italiani, non tutti sono campagna elettorale con le tasche della gente.
Presente all’Olimpico mi aspetto che venga. Non lo farà per non sarebbe una mossa da campagna elettorale.

Il calcio è lo specchio dell’Italia: corrotto, lobbistico, pericoloso, colluso con la malavita.
Gli apici sono a e Palermo, dove si vedono figli e parenti di cammorristi a capo del tifo organizzato sbarazzare all’no del San Paolo, addirittura mafiosi stessi in tribuna d’onore alla Favorita.

e Zamparini si guardano bene dall’venire. Anzi, alimentano il rapporto. Ma è solo l’andazzo su cui si regge l’Italia.

Per l’ultima trasferta dell’Olimpico, finale di Coppa Italia, molte persone comuni hanno rinunciato senza biglietto per le regole discutibili ma in vigore e inapplicate dalla stesse società. in dispregio delle file di napoletani in cerca di biglietti nelle rivendite autorizzate a cederne solo 1 a testa… ha ‘venduto’ migli di biglietti alle agenzie di viaggio prendendo la percentuale sul che senza biglietti non esiste. Un aggiornamento del bagarinaggio che tutti conoscono, nessuno persegue.

A Roma, molti napoletani raccontano come sono stati derubati del biglietto agli ingressi e malmenati ai tornelli da altri napoletani organizzati.

Niente di nuovo. Tutti sanno, nessuno viene.
Da anni, ogni volta che tifosi stranieri vengono a per le partite di Coppe europee sono picchiati, minacciati, derubati in una caccia all’uomo che tutti testimoniano ma nessuno ferma.

La relazione tra presidenti e malavitosi è cosa antica.
Paolo Mantovani appena diventato presidente della Samp assunse come magazziniere aggiunto il capo tifoso più turbolento. Per un po’ il rapporto con il tifo rimase sedato.

appena divenuto, presidente del Milan fece entrare nei quadri della società il capo degli : lauto stipendio, assidua presenza in società. Compariva in bella posta in ogni foto e ripresa tv delle conferenze stampa alle spalle di Silvio. Potente deterrente o forse più… come il giardiniere di Arcore!

appena diventato presidente del ha fatto la mossa al contrario: ha portato tutto il a Castelvoturno, comune a più alta densità malavitosa d’Italia. Tutto gratis: centro sportivo, albergo a disposizione, offerte di edilizia sportiva. Cosa ha dato in cambio? certamente qualcosa di importanto tanto da meritarsi la cittadinanza onoraria di Castelvolturno. Il Sindaco è stato commissariato per collusione e favoreggiamento camorristici, ma il è saldamente lì.

Cosa vuoi che siano per il cinepresidemte, due colpi di pistola e quattro scalmanati che urlano sui camcelli della curva? Una bella scenografia cinematografica per il suo .
Così come potrebbe Zamparini rifiutarsi di invitare i boss nella tribuna d’onore di Palermo?
Il Presidente mangiallenatori continua a mangiare: tutti sanno che i supermercati sono collettori di riciclaggio, ma nessuno viene.

Dagli Anni Ottanta, l’Italia si è imbottita di oppio: stordire la gente con il calcio per arricchirsi è stato lo sport nazionale. La prima produzione che le tv di misero in palinsesto per aggirare la diretta nazionale, allora proibita fu il Mundialito.

Dopo trent’anni RaiUno ha mandato in diretta l’indegno spettacolo della Polizia agli ordini di quattro tifosi, esponenti di clan del Rione Sanità raccontando bugie e falsità su come una partita di calcio diventa guerra tra bande di malavitosi che usano il calcio per il delle trasferte organizzate, lo spaccio di cocaina, lobbismo delinquenziale.

Domenica 4 maggio, resterà per me una giornata indimenticabile.
Per la prima volta sono stato ‘aggredito’ da un distinto signore di oltre 70 anni che mi rimproverava di leggere La Repubblica per strada. “Spari tra tifosi”, il titolo di prima pagina lo ha fatto esplodere in ingiurie contro l’informazione che nella sua testa nasconde tutto e vessa .
“I napoletani non c’entrano…” la sua rabbia gli impediva di capire anche l’italiano.

Il calcio è colpevole di tutto questo: tutti lo sanno, nessuno viene!
E’ una zona franca in cui tutto è lecito per volere dello stesso Sistema: presidenti, federcalcio, Coni, Governi di ieri e di oggi.

Se porto in giro per strada una bomba carta o un temperino con lama di oltre 4 centimetri mi arrestano.
Se entro in uno o con coltelli, spranghe, pistole, cocaina, ogni tipo di esplosivo diventa coreografia del più subdolo spettacolo del mondo: iL calcio, rappresentazione del potere.
Una rappresentazione premeditata, organizzata, voluta dal Sistema di Potere.

Nel Dopoguerra era l’oppio dei popoli, quasi naif. Servì a riscrivere il profilo degli Eroi. Che proprio il 4 maggio scrissero una delle pagine più alte e popolari con la sciagura di Superga. Il grande che moriva sciantato sulla Collina di un Santuario di dalla celebrazione di un campione che lasciava.
Tutti gli elementi su cui fu costruito il miracolo italiano, finanziando l’impresa privata con soldi pubblici. Trovata del Governo Fanfani.

Il calcio oggi è diventato lo sporco gioco di pochi in cui un paese o è soggiogato: calcioscommesse, giocatori venduti, commercializzazione gestita dalla malavita, clan che comprano società di calcio.
Papa Francesco ci ha provato a ricordare ciò che tutti sanno, ma su cui nessuno viene.

E se neanche il Papa riesce, caro l’Italia non può cambiare verso. Vattene a casa!