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Referendum Crimea, Usa-Russia ai ferri corti. Kerry: non riconosciamo!

ULTIMA CHANCE KERRY-LAVROV A LONDRA,CRIMEA PREPARA REFERENDUM

di Italo Lamela – “Non riconosceremo l’esito del referendum in Crimea. Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha chiuso così il colloquio a Londra col ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov.

“Non c’e’ la stessa visione” tra e Stati Uniti sulla crisi Ucraina e restano disaccordi”, la risposta di Lavrov, che aggiunge: “La rispetterà il risultato del referendum in Crimea. Non è nei piani di Mosca invadere l’Ucraina dell’est”.

giustifica il referendum per sancire la scissione della Crimea dall’Ucraina: “è conforme ai principi del diritto e della Carta dell’Onu”, dice il presidente russo.

Dura posizione di Barack Obama, presidente Usa, il quale spera ancora che la crisi ucraina si possa risolvere per via diplomatica. Se così non fosse saranno inevitabili conseguenze nei confronti di Mosca.

“Anche le altre regioni a maggioranza russa dell’Ucraina indicano un referendum per aderire alla ”: è invece l’appello del della Crimea riferendosi in particolare alle regioni di Donetsk e Kharkiv (ex capitale dell’Ucraina). “Le basi militari di nella Penisola ci appartengono” e la presenza dei militari della Flotta russa “garantisce sicurezza”.

Immediata la reazione dei filorussi di Kharkiv che hanno annunciato di voler organizzare un proprio ‘referendum’ per l’annessione a Mosca domenica pma, quando la russofona Crimea – occupata dai soldati del Cremlino – voterà per decidere se passare o meno sotto il tricolore russo.

Mosca di riserva il diritto di proteggere i propri connazionali: il ministero degli Esteri russo prende posizione sugli scontri a Donetsk, Ucraina orientale, tra filorussi e filo , conclusi con alcuni e diversi .

Intanto gli hacker hanno attaccato il sito del Cremlino – Kremlin.ru – lo ha confermato il portavoce di , Dmitri Peskov, precisando che “l’attacco è cominciato, ed è stato massiccio. In parte prosegue e perciò sono state tutte le misure necessarie per proteggere le risorse net del presidente”.