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Record presenze, crisi verso la fine?

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C’è un nuovo record di spettatori per la . Dopo i numeri positivi del campionato scorso (miglior incremento dal 2010), la 13ª giornata del i andata ha registrato nelle tribune oltre 300mila tifosi, con una media di 30.295 a gara.

Prima di questo turno, non era mai stata superata la soglia di 30mila spettatori medi a partita, non solo in questo campionato, ma anche negli ultimi tre anni. È la settima volta, nelle ultime 10 stagioni, che viene oltrepassata quella cifra.
Con questi numeri, sale anche la media gara di tutto il campionato attuale e tocca 25.448 spettatori.
È un altro miglioramento rispetto alla media delle ultime due stagioni di , media che si era attestata a 24.634 spettatori nel 2017-18 e a 21.415 nel 2016-17.

Se si pensa che decine di migli di tifosi pagano per entrare in stadi a dir poco fatiscenti – per il è un eufemismo – stadi in cui la maggior parte degli spettatori si bagna se piove – come al Franchi di Firenze – se si aggiunge che per acquise un biglietto bisogna superare decine di paletti, quei dati sopra riportati diventano sensazionali.

ORO ITALIANO. Ma tutta questa passione stavolta non è tradita, o almeno per il momento, né dalle squadre di , né dalle Nazionali azzurre.
Sta trovando uno sbocco naturale. Juventus e delle quattro squadre impegnate in Champions League si sono qualificate agli ottavi con un turno d’anticipo, altre due (Inter e Napoli) potrebbero aggiungersi già fra qualche ora e in ogni caso resteranno in corsa fino all’ultima giornata. In Europa League, la Lazio è arrivata ai sedicesimi con due gare d’anticipo e il Milan ha buone possibilità di seguirla. Potremmo fare 6 su 6 in Europa. Non solo. Pensiamo alla . È vero che questo problema del gol comincia ad assillare, ma da quanto tempo la squadra non giocava quattro partite di fila con la brillantezza, la qualità, la tecnica di questo periodo? A nostra memoria, non ricordiamo un periodo così lungo e così convincente sul piano del gioco. Compenti a Mancini, che sta scoprendo anche nuovi talenti, ragazzi che pensavamo di non avere più, come Chiesa, Zaniolo, Tonali, Kean. Pensiamo infine alla Under 21 che a giugno si batterà nelle finali dell’Europeo e per un posto alle di Tokyo. Insomma, se con la mente torniamo indietro di 14-15 mesi, stiamo vivendo un nuovo periodo di rinascimento calcistico. Senza illudersi, ma la fine della crisi sembra davvero vi.

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