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Dal Parlamento al calcio: razzismo comodo a tutti!

++ Kyenge, Calderoli non offende me ma immagine Italia ++

di Paolo Paoletti - Fuori dal ci sono voluti vergognosi 5 anni e mezzo ma alfin è arrivata la condanna in primo grado: 1 anno e 6 mesi per Roberto Calderoli ministro della Lega!
Il Tribunale di Bergamo ha riconosciuto l’aggravante razziale, per aver dato dell’orango all’ ministro del governo Enrico Letta, Cecile Kyenge, nel luglio 2013 alla festa della Lega Nord di Treviglio.

L’ ministro non si è costituita parte civile e non sono previsti risarcimenti di natura economica.
“Abbiamo vinto un’altra volta – scrive Kyenge sul suo profilo Facebook – Evviva evviva evviva. Il razzismo la paga cara. Anche se si tratta del primo grado di giudizio, e anche se la pena è sospesa, è una sentenza incoraggiante per tutti quelli che si battono contro il razzismo. Perciò esprimo la mia soddisne per questa vicenda: non solo per questioni personali, ma anche perché la decisione del Tribunale di Bergamo conferma che il razzismo si può e si deve combattere per vie legali, oltre che civili, civiche e politiche”.

Il come sempre è mondo a parte e nessuno fa niente perchè smetta di esserlo!
San Siro ha ricevuto quanto doveva: porte chiuse fino a marzo, non si capisce perchè devono farla franca bolognesi (bhuuu razzisti a Kean in Bologna-Juve), laziali che fanno un tutt’uno tra razzismo e antisemitismo durante la sfida contro il Novara, romanisti in Roma-Entella, ancora contro i napoletani… Vesuvio lavali con il fuoco!

In Coppa nessuna partita sospesa, nessun provvedimento disciplinare, niente di cui scandalizzarsi.
Allora ammettiamo che la farsa continua e che l’inferno di o è scoppiato ‘sol’ perchè c’è scappato il morto. Consci che la guerra di Via Novara era organizzata da bande di deliquenti di entrambe le parti – seppur
in risposta ad un agguato – nell’assurda ricerca di esperienze estreme bombardati di droghe e fuori di testa!

La è che il costume no è degenerato e irrecuperabile!
Molto di ciò che definiamo razzismo è purtroppo uso improprio di lessico di cui non si conosce neanche il significato.
Nei pessimi esempi che la quotidianità di propina a cominciare da politici e istituzioni.

Degenerazione cominciata e alimentata dalla televisione, dall’esasperata e esasperante ricerca del business, dagli essi individuali a discapito della collettività, dalla contrapposizione strumentale e populista ai danni dei cittadini ni e non solo!

Diversamente da altri Paesi, in non c’è nessuno capace e nell’esse di porre un freno a tutto ciò: il è la terza industria na, la televisione impera perchè lo tiene a galla, l’indotto è passato dal commercio di bandiere t-shirt e fuochi d’artificio, alle droghe e la ricerca di un vissuto oltre ogni limite, voluto e organizzato!

“La vicenda di Koulibaly è fuori dall’ordinario, ecco perché ci sarà anche il giocatore davanti al giudice. Il ragazzo vuole spiegare a parole sue come si è sentito durante tutta la partita e perché ha reagito in quel modo”.
Mattia Grassani, avvocato del , alimenta pressione mediatica prima dell’udienza per il ricorso del club azzurro: richiesta riduzione squalifica da 2 a 1 giornate per l’espulsione durante -.
Per giocare contro la . Tutto qui…

Domanderemo alla corte: Mazzoleni ha percepito che Koulibaly non stava protestando per quel giallo, ma per quei cori che lo stavano perseguitando da inizio partita?
S’illude che l’arbitro possa essere sentito ammettendo un peso nella reazione di Koulibaly.
Ridicolo!
Bisognerebbe prendere posizione su tutto lo scempio che il mondo del propone diseducando i giovani, bruciando i miti del passato, alimentando la zona franca – gli – dove tutto può succedere.

Nel rapporto tra e ciò che accade fuori dal mondo dorato, da ricordare che l’allora ministro Kyenge non aveva sporto denuncia, ma in procura a Bergamo era partito d’ufficio il procedimento, sostenuto dai pm Maria Cristina Rota e Gianluigi Dettori: nel 2015 un primo stop, con la difesa che s’appellava all’articolo 68 della Costituzione, secondo cui i membri del Parlamento, nell’esercizio delle loro funzioni, non possono essere chiamati a rispondere delle loro affermazioni.

Nel non solo non si denuncia nulla, ma l’vento d’ufficio delle istituzioni sportive è politicizzato, schierato, di parte. Dal giudice sportivo di turno, alla Procura federale.
Uno schifo! Che siano tifosi dichiarati del – come Pecoraro – o negli anni di Juve, , , Roma, eccetera…

Non lamentiamoci quindi se il movimento di base è diventato da anni luogo insano, i campionati ed i club minori ricettacolo di filibustieri pronti a riciclare sporchi, la Serie A un grande Truman Show, dove si recita a soggetto un solo dramma popolare… cambiare tutto per non cambiare niente!

Il è morto!
Almeno facciamogli un funerale degno…

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