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Fallimento Rafa: Juve-Roma sono altro, la Coppetta…

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di Paolo Paoletti – Rafa Benitez fa lo gnorri… La Juve è a 1 punto dal terzo scudetto consecutivo, la Roma in Champion con 5 giornate di anticipo e lo spagnolo se ne esce con una presa per il culo che offende tifosi e sportivi: “La differenza con e Roma non è reale, ne sono convinto. L’anno prossimo lotteremo per vincere, questa squadra ha l’esperienza per farlo”.

Se la classifica non è reale, Benitez spieghi perchè. Spieghi perchè il Napoli, come Fiorentina e sono così indietro. Spieghi perchè dopo 100 milioni spesi il Napoli mangia la polvere giallorossa. Mentre quella bianconera neanche la vede.
La , come tutti i campionati Nazionali si gioca su 38 partite. Non è una Coppa, non è un torneo ad einazione diretta. E’ una corsa dove bisogna vincere sempre, senza crolli psicologici, disattenzioni, rilassamenti…
La mentalità vincente non si compra al supermercato e la crescita di cui tanto parlano Benitez e De Laurentis si ottiene comprando e sopratutto leader. Non con gli omogeneizzati Plasmon o Mellin!

Lo ‘spagnolo’ al Chelsea ha vinto l’ League dopo essere stato buttato fuori dalla ma in Premier era nel dimenticatoio.
I ‘tituli’ che ricorda all’ sono una Supercoppa e l’continentale, in tutto 3 partite!

Questa è la differenza tra vincere lo Scudetto e poche partite indovinate.

A Benitez resta la finale di – partita secca, sua specialità – per dissimulare una stagione deludente. “Vincere la cambierebbe la prospettiva della stagione per tutti i tifosi e per l’opinione pubblica, ma non per noi”.

Qual è la prospettiva sua e della società?
A luglio 2013 Benitez disse che era venuto a Napoli per vincere subito!
Rafa è troppo esperto per essersi giocato una promessa così banalmente. E conosce perfettamente l’italiano, certo più della , per non sapere cosa significhi ‘subito’: senza indugio, immediatamente, prontamente, rapidamente…

“Ed è subito sera”, rilegga Quasimodo per rinfrescarsi la memoria.
Oppure ripassi “Vogliamo tutto e subito” slogan della contestazione ‘sessantottina’ che calza a pennello sui tifosi azzurri tanto stanchi di attendere quanto inclini alla pretesa assoluta!

Benitez ha fallito il primo anno a Napoli, questa è la sola verità. La spiegazione è nella sua incapacità di ottenere i giocatori richiesti. Ma doveva intuirlo subito – appunto – o dimettersi. Non scende dalla Luna…
Ora cambi la sua modalità didattica, oppure vada via. Il a Napoli ha bisogno di temperamento, personalità, carattere diversi.
Come diversamente hanno saputo ben esprimere Vinicio, Bianchi, perfino Bruno Pesaola l’ultimo dei saltimbanchi della panchina, ma primo ed unico a vincere la con una squadra di serie B appena promossa!
Ventuno giugno 1962, di Roma, Napoli-Spal 2-1, di Corelli e Ronzon.
In campo: Pontel, Molino, Gatti; Girardo, Rivellino, Corelli; Mariani, Ronzon, Tomeazzi, Fraschini, Tacchi.

Dopo il Petisso, ‘O Lione (1976) e Ottavio-martello (1987, 13 vittorie su 13 partite!), non c’è stato più nessuno e niente di nuovo sotto il cielo del Vesuvio.
De Laurentis e Benitez smettessero di prenderci in giro e i media di essere loro complici.
Quest’è!