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Quaglia-Ogbonna a Copenhagen: chi sulla strada Champions?

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di Antonella Lamole - Ricomincia la Champions, tutti si chiedono cosa hanno fatto le avversarie delle italiane.
Il Copenhagen non se la passa bene, nonostante sia campione di Danimarca. Domani sera, la deve vincere bene, impacchettare e portare a casa.
Il Borussia capoclassifica della Bundesliga ha stravinto col pallottoliere. Giocherà a Napoli mercoledi sera.
Non è tanto il Celtic a preoccupare quanto Allkegri e questo : senza gioco, pieno di infortunati e una dufesa da ridere.

Non volendo accreditare il Napoli di una impresa impossibile, solo la ntus ha qualche speranza di raggiungere le semifinali, dove poi accade di tutto.

A giurano che l’obiettivo è il terzo scudetto consecutivo… lo ha ribadito dopo l’, ma la non può snobbare la Champions League ed è volata in Danimarca con un giorno di anticipo.
Mini turnover a Copenaghen: pronti Ogbonna e Quagliarella per Barzagli e Vucinic. La nuova bocciatura di comincia a pesare.
Oggi doppia seduta d’allenamento, rifinitura al Parken Stadium alle 19.

Alla vigilia dell’esordio chi su questo cammino?
Ecco pregi e difetti, qualità e limiti: delle altre candidate alla Champions perché possono vincerla e perché, invece, no!

ARSENAL. È la squadra che l’anno scorso ha fatto soffrire di più il Bayern, nel ritorno degli ottavi. Özil, miglior assistman d’Europa nelle ultime 3 stagioni, completa un centrocampo di gran classe con Ramsey-Wilshere-Oxlade Chamberlain. non vince un trofeo da 8 anni e la difesa rimane vulnerabile. Continuare a dare fiducia a Koscielny è un atto di incomprensibile masmo.

BARCELLONA. Ha Messi e Neymar, il Top, per vendicare l’umiliazione dell’anno scorso col Bayern e dedicare la Champions a un amico speciale, Tito Vilanova. Tata Martino è molto lontano dalla visone del club. Il processo di rottura col tiki-taka nasconde delle insidie e se gli acciacchi di Messi e Xavi azzoppano la ‘Santisima Trinidad’ Iniesta soffre di solitudine.

BAYERN MONACO. La Supercoppa Europea è stata una spaventosa dimostrazione di forza e di empatia squadra-allenatore. Rispetto al suo Barça, Guardiola ha anche alternative per un calcio più fisico e non solo palla a terra, fondamentali contro difese chiuse o per recuperare un risultato. Va abbattuta la storia: nessuno ha mai vinto 2 Champions di fila.

BORUSSIA DORTMUND. Un anno di esperienza in più, un allenatore fenomenale e 2 eccellenti, Mkhitaryan e Aubameyang. Götze è già un ricordo. Serviva un difensore centrale: è arrivato l’ex ista Papastathopoulos per 9,5 milioni dal Werder, seconda peggior difesa dell’ultima Bundes. Continua a mancare un’alternativa a Lewandowski nei casi di emergenza.

CHELSEA. Contro il Bayern, Mourinho ha dimostrato di aver già compiuto un grande lavoro. Ha giovani brillanti (Schürrle, De Bruyne), talenti maestosi (Hazard, Oscar, Willian) e big ancora sulla breccia… Lampard, Cech, Terry, Eto’o. Sia al primo Chelsea che al Real di Mou è mancato l’ultimo salto di qualità nei momenti chiave del torneo.

MANCHESTER CITY. Con Pellegrini è City-taka, più palleggio rispetto alla gestione Mancini. Fernandinho (ex Shakhtar) è l’organizzatore di gioco che mancava, Touré è unico per forza e tempo degli inserimenti, Agüero è ormai al top della carriera. Non sarà facile recuperare autostima in Europa dopo le ultime fallimentari annate di Champions. In più, Hart non dà garanzie di continuità, né tra i pali né in uscita.

MANCHESTER UNITED. Rooney-Van Persie-Welbeck: un trio esplosivo. Fellaini porta qualità e forza a centrocampo: nell’ultima Premier, da solo ha segnato più gol di testa (5) di tutti gli attaccanti dello United e ha vinto più contrasti del miglior mediano in rosa, Carrick (60 a 58). Tutta la pressione è su David Moyes: deve gestire il dopo-Ferguson e in Europa ha poca esperienza. Il miglior risultato in 11 anni all’Everton sono gli ottavi di Coppa Uefa 2007/08.

PARIS SAINT GERMAIN. Cavani rende spaventoso un attacco già micidiale ma il vero salto di qualità è dietro con i super talenti Marquinhos al centro e Digne (ex Lille, campione mondiale under 20) a sinistra. Blanc è stato “scelto” dopo tanti rifiuti di altri allenatori e non ha mai dovuto gestire uno spogliatoio con così tanti . Ibra è all’ennesimo bivio della sua carriera in Europa: forte anche coi forti o solo coi deboli?

REAL MADRID. Ancelotti non porta solo la pace dopo la tempesta mourinhana ma anche nuove soluzioni offensive. Isco sembra al Real da una vita, Bale ha doti esplosive e con Carvajal c’è la qualità che serviva a destra in difesa. Il dualismo Casillas-Lopez rischia di logorare i duellanti e l’ambiente. Con Pepe e Ramos c’è sempre una variabile di imprevedibilità e Bale deve inserirsi in una squadra che non gioca solo per lui come al Tottenham. Ma soprattutto la Decima Champions, alla Casa Blanca, è da tempo un’inafferrabile ossessione.

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