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Pupone verità: per i 40 anni, Totti dice tutto di sè, la Roma, il calcio!

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di Romana Collina - Hanno parlato tutti di lui. Adesso parla lui, capitano-leggenda della Roma e del calcio mondiale.
Francesco Totti il suo buon lo ha trascorso a Ta come tutti i giorni: lavorando.
Giovedì c’è l’ e a una certa età bisogna impegnarsi il doppio per tenersi pronti e pieni di quell’entusiasmo indispensabile per vivere e fare gruppo. Eccolo…

“Grazie di cuore a tutti. Sinceramente non mi aspettavo così tanti messaggi, da il mondo dello sport, da tanti fenomeni dello sport, icone autentiche. Mi graticano, grazie di cuore. Vuol dire che qualcosa di buono ho fatto”.

Messi, fra gli altri ha detto: gioca altri due anni. E Al De Piero…
“Ringrazio Messi, non so se riuscirò ad acntarlo. L’ho conosciuto ed è davvero quel campione che si conosce: dentro e fuori dal campo. Al è stato un soprat un compagno ed è un amico. Avevamo un obiettivo nel calcio, e lo aiamo raggiunto. Questo è quello che conta”.

Qual è il segreto della longevità, dei 40 anni ancora in campo?
“Non lo so. Ho sempre cercato di fare le cose bene, con serietà, con ottimismo, dando il massimo ogni giorno negli allenamenti, superando infortuni che mi hanno fermato anche per lungo tempo. Ci vuole entusiasmo, bisogna anche saper divertirsi, dividere il calcio e la vita privata, cinquanta e cinquanta, avere tanta passione e guardare sempre al ”.

I momenti difcili, i momenti nei quali hai detto: me ne vado.
“I momenti difcili sì, gli infortuni, il dopo. Andare via dalla Roma? Ci sono andato vicino dopo lo scudetto con Capello, nel 2002-2003. Avevo bisticciato col presidente, c’erano cose che non andavano e il era lì, a un passo, ci sono andato molto vicino. Non sarei mai andato in un’altra squadra italiana, ma a Madrid sì. Poi gli amici, la famiglia, mi hanno consigliato bene, mi hanno consigliato di restare e meno male che ho dato retta a l. Sono felice di aver scelto di restare”.

E poi: “Non ho mai fatto cacciare un allenatore, non ho mai imposto un allenatore. Ho sempre remato nella direzione della società. Ho molti amici, fra i miei compagni ho un rapporto molto stretto con Vincent Candela, gli avversari li ho sempre rispettati, tutti: Qualcuno mi è simpatico, qualcun altro no, ma non cinta. Conta il rispetto”.

Che il mondo gli deve.
Auguri Pupone.