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Prandelli: dimesso! Lo segue Abete…. Mancini o Spalletti?

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di Ipa del Mar - “Sono responsabile del progetto tecnico e dunque ho annunciato al presidente Figc Abete e a Demetrio Albertini le mie dimissioni”. Cesare Prandelli lascia dopo l’einazione dell’ dal Mondiale.
“Ho convocato il consiglio federale, dove porterò le mie remissioni irrevocabili”. Lo segue il presidente della Figc, Giancarlo Abete.

“Era una decisione presa prima del Mondiale, voglio togliere qualsiasi tipo di problema. Da quando ho firmato il , sono partiti attacchi come fossimo un partito politico: non rubo i soldi dei contribuenti, non ho mai rubato”, stizzito l’addio del Cittì. “Le mie dimissioni sono irrevocabili. E’ fallito il mio progetto tecnico, l’ho costruito attorno a Mario Baloteli e ho sbagliato. Al di là di come è andata la partita con l’. E quando si sbaglia, è giusto fare un passo indietro. Così ho deciso e non ci ripenso. Le mie dimissioni sono irrevocabili”

Al suo fianco, il presidente Giancarlo Abete: “Spero che Prandelli ci ripensi. Deciderà il prossimo Consiglio federale, al quale toccherà decidere in materia. Ma a quel Consiglio io presenterò a mia volta le mie dimissioni. La mia decisione è stata presa prima che cominciassero questi Mondiali, non ha niente a che vedere con l’einazione, dopo sette spedizioni Mondiali alle quali ho partecipato a vario titolo, è l’ora di cambiare: spazio ad altri”.

Finalmente un terremoto. Un falento di cui tutti sono colpevoli: la pochezza della Figc, l’arroganza del club, gli interessi d’area dei media, la che non sa imporre linee guida.
Molto colpe sono anche del , dove solo da poco sono partiti attacchi precisi al calcio dal nuovo presidente Giovanni Malagò!

che va via sul pulman mentre tutti gli altri azzurri sono nello spogliatoio ad attendere il Cittì, è l’immagine di un mondo dove ognuno facome gli pare e non esiste possibilità di correzione. va preso a calci e cacciato via dalla che non merita, per demeriti tecnici e atteggiamenti insopportabili.

L’ per la seconda volta consecutiva è einata dai mondiali nella fase a gironi. A casa, dopo una partita pessima, persa meritatamente 1-0.
L’ non ha fatto niente di trascendentale, eppure è bastato.
C’è una domanda che vuole una risposta: perchè la avrebbe dovuto fare ciò che i club non sanno fare. Se Juventus, e Milan sono state buttate fuori dall’, perchè l’ avrebbe dovuto scalare il Mondo?

Non c’è un eroe e nemmeno un guerrieri del pallone in questa generazione azzurra: e l’appello ai valori di patria fatto da Prandelli è sembrato paradossale vedendo cosa hanno fatto in campo.

Subito dopo la gara, Prandelli aveva detto: “Lavori quattro anni e un cartellino rosso mette tutto in discussione. Il mio futuro? Vedremo… Ci ragioniamo e vi farò sapere”.

Ci ha ragionato poco… Cesare Prandelli fatica a digerire l’einazione dal Mondiale e si togliersi qualche sassolino dalle scarpe: “Era una partita molto equilibrata che l’arbitro ha rovinato. E’ improponibile lasciare una squadra in 10 per quel fallo”.

L’espulsione di Marchisio, a mezz’ora dalla fine, avrebbe ‘indirizzato’ la partita: “Quando lotti su ogni pallone qualche fallo ci può se. Ma non si è trattato di falli cattivi e, visto il valore della competizione, non puoi permetterti di lasciare una squadra in dieci e condizionare la partita”.

Poi il ct traccia un bilancio dell’avventura brasiliana, che termina al primo turno: “Abbiamo fatto una grande gara all’esordio con l’Inghilterra, sbagliato quella con Cosica e oggi ce la siamo giocata. Era un grande , con i due attaccanti più forti al mondo. Ma non li abbiamo fatti tirare in porta. In ogni caso mi assumo tutte le respobsabilità del progetto tecnico”.

“Problema di preparazione? No, quella c’era e si è vista” chiarisce Prandelli. Gli resta un rammarico: “Certo, siamo l’unica squadra ad aver giocato due volte alle 13 ed essere andati a Manaus. Se ci fanno andare in campo in queste condizioni tutto diventa più difficile”.
E finalmente bastona : “Non si riesce a capire quando è calmo e quando è nervoso. L’ho tolto nell’intervallo perché temevo di rimanere in dieci”.

Poi è accaduto lo stesso, tradito da Marchisio.