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Rivolta esclusi: Cittì scivola su etica e balotellate.

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di Paolo Paoletti nella bufera: comiciano ad essere troppe le proteste per le decisioni del Cittì.
Gilardino, Astori, Criscito, a voce alta…Toni e Florenzi con discrezione.
Da Cagliari Astori fa parlare il suo manager: “c’è un solo mancino tra i difensori di , Astori paga il fatto di giocare a Cagliari. Ha ancora un anno di contratto, merita di migliorare. Tecnicamente la sua esclusione dal Mondiale non si spiega”.

Luca Toni nella convocazione di aveva smesso di crederci da un po’, ma… “Alcune sono davvero inaspettate. La mia assenza era già nell’aria, magari sono rimasti a casa dei calciatori che hanno svolto l’intero biennio con , come Gilardino. Decide l’allenatore, ha fatto le sue scelte”.
“Il c.t. ha puntato su giocatori impiegati meno in campionato – ha aggiunto il centravanti -. L’Italia ai Mondiali? Il bel gioco non basta più, bisogna vincere. Per farlo occorre essere forti ed avere un grande gruppo, come nel 2006 in Germania. Le favorite? Vedo bene Brasile e Uruguay”.

Le stranezze di sono:
1. Due pesi e due misure per De e Destro, esclusi dalla per il codice etico e la convocazione di Chiellini dopo 3 giornate di squalifica.
2. La chiamata di Darmian e Pasqual nei 31 pre-convocati lasciando fuori Criscito.
3. La conferma di , eterno sregolato adolescente, che perfino ha deciso di cacciare dal .

Tre incongruenze che non stanno al profilo equilto di Cesare , erede di Bearzot, ultimo baluardo contro il marcio, le esagerazioni, gli sprechi del calcio italiano.
Ha preteso il codice etico, ma l’applicazione è dubbia: può il Cittì dirigente Federale, sconfessare il giudice ivo Tosel?
dice che Chiellini non è stato violento su Pjanic, allora perchè 3 giornate di squalifica?
, invece, è la nota più dolente: chi fa a cazzotti all’alba pestando una ragazzo uscendo da una discoteca è degno della maglia della ?
No, per come si comporta non può rappresentare l’Italia, i valori del calcio, l’esempio giusto per i giovani.
deve rispondere di questo, proprio perchè è l’ultima immagine utile e pulita del calcio italiano. Un ambasciatore del nostro Paese che non può barattere principi, moralità ed etica alla ricerca del risultato.

La storia di Criscito lancia poi altri dubbi.
E’ chiaro che ne ha diversi su formazione e modulo. Ma la reazione del suo agente, Andrea D’Amico, introducono il tema degli interessi commerciali legati alla e la valorizzazione defli stessi non può che passare attraverso criteri meritocratici.
D’Amico accusa: “Criscito ci è rimasto molto male perché, a lui e ai più, le scelte non sembrano corrispondere a principi oggettivi di meritocrazia, esperienza, forma fisica, qualità morali e tecniche a cui il c.t. di una importante come quella italiana dovrebbero inderogabilmente essere soggette”.

D’Amico si scaglia contro sciogliendo il curriculum del giocatore: “Criscito è titolare di lungo corso in Italia e all’estero, con 2 e una Europa League disputate ed in corsa per la seconda vittoria del campionato russo con lo . Può ricoprire tre ruoli nello schema tattico, risulta quindi incomprensibile ed ingiustificabile la scelta di giocatori senza esperienza inter e utilizzati in questa stagione nei propri s come riserve”.

Cominciato così, il Mondiale brasiliano o sarà un trionfo o il disastro arriverà sopratutto dopo!