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Prandelli, il Ct che esporta valori Italia!

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di Bianca Latte - L’Italia ea uomini e marchi di qualità. E il motivo perchè siamo italiani, più del ca, la cucina, la cultura, le bellezze naturali.
, Del Vecchio, Valentino, oggi Cesare . Tecnico e uomo stimato dai colleghi e dall’ambiente come sempre sopratutto all’estero.
Il Ct nella tradizione di Pozzo e Bearzot è un esempio, vero e raro.

“Volevo fare l’architetto – confessa Cesare a ‘FIFA Weekly’ – ma mia madre disse ‘prendi il diploma, Cesare’. E mi diplomai geometra. Avevo conosciuto mia moglie a Brescia a 18 anni, lei ne aveva 15: da allora siamo stati sempre assieme fino a quando è scomparsa sette anni fa. Mia moglie ha sempre confortato me e i figli anche se sapeva che stava morendo. Se n’è andata di lunedì, il giorno in cui i calciatori e allenatori riposano. Nei suoi ultimi istanti ci siamo seduti sul letto parlandole: perché i medici ci hanno spiegato che l’ultima cosa che perdono i malati terminali è l’udito. Ci ha permesso di darle quel triste addio con compostezza. Fantastica. Non lo dimenticherò mai”.

privato è una cosa, quello pubblico, sul campo, un’altra: “Voglio giocatori che sentano l’onore di vestire la maglia azzurra – prosegue – perchè devi conquistarla non solo con la tecnica ma anche col comportamento. Uno che sputi in faccia al rivale o simuli ripetutamente non merita di essere convocato, a prescindere da come gioca. ? Non credo che per questo perderà il suo carattere. Nessuno ha protestato, neanche Daniele, solo un paio di allenatori. Non mi piace l’arroganza e il fatto che tanti si prendano troppo sul serio. Ai miei tempi non era così e, se perdevamo, il giorno dopo non uscivamo da casa per la . Ci sentivamo fortunati di avere così tanto a 20 anni. Avevamo vite più semplici”.

Il ct della pesa le forza in campo al prossimo Mondiale: “Non siamo tra i più forti – ammette – ma possiamo battere tutte le più forti, ma sarei già contento di superare la fase a gruppi. Sarei felice di superare il primo turno. Non avrebbe senso caricare di responsabilità una squadra giovane come la nostra, è più intelligente porsi obiettivi realistici. I favoriti sono i soliti: il Brasile. La Spagna che ha dominato negli ultimi anni. La Germania perché ha dato ai giocatori una mentalità vincente. E l’ per la ricchezza di talenti. Colombia e Belgio le possibili sorprese. Noi possiamo creare problemi a tutti”.

entra nel dettaglio tecnico-tattico: “La velocità del europeo – spiega il ct – non è la stessa che in Italia. Storicamente a marzo siamo in buone condizioni, quest’anno no. Come restare in silenzio? Ma non sto criticando nessuno, non conosco le cause. L’obiettivo sarà migliorare la condizione: ho imparato in Confederations che è decisiva. Nelle prime 2 partite 8 giocatori mi chiesero di essere sostituiti, dopo 35’ erano senza fiato”.

L’intervista al mensile della FIFA si chiude così: “Trapattoni è sempre stato un modello. Ha dato autostima ai suoi giocatori, anche a quelli meno impiegati. E mantenuto l’entusiasmo in ogni situazione. Io all’estero? Ci ho pensato, anche quando Ancelotti mi ha detto che in due anni al non ha mai questionato con ”.