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Poker record, Marchisio entra per alzare la coppa!

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di Antonella Lamole - La Juventus ha conquistato la tredicesima Coppa della sua , la quarta consecutiva, battendo 4-0 in finale il Milan di Gattuso. Dopo un primo tempo equilto, i bianconeri si sono scatenati nella ripresa. In otto minuti, dal 56′ al 64′, sono arrivati tre con la doppietta di Benatia e la rete di Costa, complici anche due errori di Donnarumma. A completare il rossonero l’autorete di Kalinic al 76′ su sviluppi d’ano.

Minuto 42 della ripresa di Juventus-Milan. Sul risultato di 4-0, con la Coppa già ampiamente in bacheca, la Juve effettua il suo terzo cambio: dentro Marchisio, fuori Pjanic.

Il bosniaco riceve la meritata standing ovation, ma (soprattutto) entra il Principino. Spesso ai margini durante la stagione, in campo sabato scorso contro il Bologna a scudetto (quasi) acquisito, Claudio entra in campo per giocare gli ultimi minuti di partita. I rifletttori su di lui, però, si accendono soprattutto mezz’ora più tardi, nel momento più importante: quello della Coppa. Ad alzarla, infatti, è lui, con la maglia numero 8 sulle spalle e un sorriso grande così sul viso.

La sorpresa, in chi osserva dal campo e dalla tv, è molta. Pochi istanti prima di salire sul palco della premiazione, infatti, Gigi Buffon aveva rallentato il passo per cedere il suo posto a Massimiliano Allegri: “Mister, avanza, chiudo io la fila, da capitano prenderò per ultimo la medaglia”. Giusto, è la prassi. Persino l’allenatore deve lasciare il posto al capitano quando si respira aria di trofei da alzare al cielo.

La grande sorpresa, però, deve arrivare. E arriva pochi istanti dopo. Gigi Buffon prende la medaglia e si unisce ai compagni di squadra già aracciati. Con lui, il vice capitano, Giorgio Chiellini. Di nco alla presidente del , Maria Elisabetta Alberti Casellati, restano Andrea Barzagli (il quarto in graduatoria, in campo tutti e 90 i minuti della finale) e Claudio Marchisio (il vice del vice capitano, se così si può dire).

Ed è proprio il Principino a ricevere dalle mani della Casellati la Coppa che l’amico Gigi Buffon, in attesa di quella per lo scudetto che verrà alzata domenica 20 allo um al termine di Juve-Verona, gli ha “donato”. Un segnale importante: di amicizia, certo, espressa nei confronti di un campione che negli ultimi due anni ha potuto giocare poco soprattutto a causa del brutto infortunio al ginocchio; ma anche un segnale che anticipa il futuro, che (salvo sorprese) vedrà Marchisio lasciare la Juventus a fine stagione. Lo juventino più juventino che c’è, diventato bianconero già a 7 anni, è al passo d’addio. Se lascerà, come davvero tutto fa intendere, lascerà vincendo. L’ennesimo trofeo conquistato con al nco degli amici prima ancora che dei compagni. Gigi Buffon in testa.

TABELLINO. JUVENTUS-MILAN 4-0
Juventus (4-3-2-1): Buffon; Cuadrado, Barzagli, Benatia, Asamoah; Khedira, Pjanic (42′ st Marchisio), Matuidi; Douglas Costa (28′ st Bernardeschi), Dybala (38′ st Higuain); Mandzukic. A disp.: Szczesny, Pinsoglio, De Sciglio, Howedes, Rugani, Lichtsteiner, Al Sandro, Sturaro, Bentancur. All.: Allegri.
Milan (4-3-3): G. Donnarumma; Calabria, Bonucci, Romagnoli, Rodriguez; Kessie, Locatelli (35′ st ), Bonaventura; Suso (22′ st Borini), Cutrone (16′ st Kalinic), Calhanoglu. A disp.: A. Donnarumma, Storari, Musacchio, Abate, Antonelli, Zapata, Biglia, Mauri, Kalinic, André Silva. All.: Gattuso.
Arbitro: Damato
Marcatori: 11′ st Benatia, 16′ st Costa, 19′ st Benatia, 31′ st aut. Kalinic
Ammoniti: Costa (J); Calabria (M)