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Pogboom “non sappiamo attaccare”, Mou lo distrugge: chi via prima?

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di Edoardo Manna – Pogboom ai microfoni: “doiamo attaccare di più!”
Mou-Pogba: divergenze tattiche, è confusione totale in casa United. Dopo il pareggio casalingo
contro la neopromossa Wolverhampton per 1-1, Paul Pogba ha sfogato ai microfoni criticando
indirettamente il gioco offensivo del suo allenatore, Josè .

I due non si sopportano più ed entrambi non fanno nulla per nasconderlo: dopo l’eliminazione dello United dalla Coppa di Lega Inglese subita dal Derby County e la conferenza stampa del tecnico ghese, il nuovo capitolo dello scontro è andato in scena al campo d’allenamento del Manchester; sguardi truci e paroloni.

Immagini di tensione molto chiare con il volto di Pogba che tradisce prima stupore, poi disappunto e infine raia di fronte alle rimostranze di .

Cosa si siano detti non è chiaro, di certo però non apprezzamenti.
Una aperta destinata a concludersi solo con l’addio di uno dei due: vero è che il centrocampista francese potree lasciare la Premier a gennaio (Juve favorita) ma prima ancora potree essere ad andarsene, o meglio, cacciato.
L’esonero di Special One, scrivono in Inghilterra, è quanto mai probabile.

Si ferma dunque la breve striscia di vittorie consecutive dei Red Evils, dopo i trionfi contro Burnley,
Watford e Young Boys in League, e tornano nuovamente le confusioni e i disordini che
erano stati solo temporaneamente silenziati. Già, perché lo United ora si ritrova con appena 10
punti in 6 giornate, troppo pochi, soprattutto per Mou, che vede praticamente già sfumare per il
terzo anno di fila l’unico trofeo che gli manca ancora da quando è a Manchester: la Premier
League.

Si dice che il ghese sia ‘come il latte’, uno di quegli allenatori con la data di scadenza,
che in genere è di tre anni al massimo.
Al primo anno porta praticamente sempre un trofeo in bacheca, ha lo spogliatoio in mano.
Al secondo anno iniziano a sorgere i primi dui per i giocatori, ma continuano a seguirlo per continuare a vincere.
Ma al terzo anno, spesso si perdono e iniziano le prime colluttazioni fra giocatori e allenatore.
È il caso cui stiamo assistendo giorno dopo giorno, fra le mille battaglie ne fra Paul Pogba e appunto, Josè
.
Dopo la scorsa stagione per il centrocampista francese, passata fra angeli e demoni dopo le
numerose panchine allo United e un vinto in estate con la , gli è stata affidata
inaspettatamente la fascia di capitano. Un gesto da parte di Mou che sembrava porre la fine delle
mille polemiche e dei disagi di Pogba, ma in realtà rappresentava soltanto l’inizio della definitiva
fra i due. Perché ad alimene ancor di più le divergenze fra i due protagonisti, è l’assenza
di risultati che sta tormentando l’inizio di stagione dello United. Pogba dunque, ha risposto così ai
microfoni, dopo l’ennesima delusione casalinga contro il Wolverhampton: “Contro gli Wolves avremmo dovuto giocare meglio.

A Old Trafford, siamo qui per attaccare, penso che le squadre si spaventino vedendo il Mancheste United attaccare continuamente. Questo è stato il nostro errore oggi, aiamo avuto 3 partite in casa e aiamo fatto soltanto 4 punti. Non è aastanza. Perché
succede? Non lo so, io sono un giocatore, non dipende da me”.

Un diretto a Mou, definendo innocuo e insufficiente il gioco offensivo, soprattutto in casa.

Il duio ora è: a parlare è solamente il francese, o è l’inizio di un movimento anarchico che sta prendendo forma
nello spogliatoio?
Fosse quest’ultima ipotesi, Mou avree solo un modo per riprendere le redini della rosa: tornare a vincere un trofeo, per prolungare la sua ‘data di scadenza’.