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Pioli con Samuel: tutti i segreti del sì!

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di Nina Madonna – Tre gol e 3 punti l’Inter supera il Crotone con un sospirone.
Si è giocato con Pioli nella testa, ed è un miracolo che l’Intre sia riuscita a farne 3 anche se in tremis!

Più che il nome del nuovo tecnico è il modo con cui i hanno deciso: Pioli ha contro-sorpassato Marcelino perchè neutro per la piazza, la squadra – tranne che per Candreva – i media. Ha prevalso la logica mediocre di Ausilio e Gardini, un tecnico già rodato in accompagnato da Samuel un grande nerazzurro nello staff tecnico.
Terribile che dopo tanti acquisti e il cambio allenatore si torni9 sempre al punto di partenza: serve un regista!

RIDICOLO. Tutti quanti si sono scandalizzati per questa sorta di casting, comprensibilmente, perché nel mondo del non si era mai vista una situazione del genere. Tuttavia la contraddizione più evidente è stata un’altra: esonerare de Boer quattro giorni dopo l’assemblea dei soci, durante la quale proprietà e dirigenza avevano confermato di avere totale fiducia nei confronti del tecnico olandese. Evidentemente, come aiamo sempre scritto in questa rubrica, non era proprio così.

AUTOGOL. “C’è un inglese, un cinese e un indonesiano… che vogliono farci tornare ad essere la barzelletta d’Italia”. Per i si l’Inter era già una barzelletta.

VIA TUTTI. La pma mossa di Suning, quella di licenziare l’amministratore delegato Bolingbroke, rappresenta un altro indizio di come i siano molto attenti all’umore dei si. Che non hanno mai visto di buon occhio il dirigente “strappato” al Manchester United da .

Pioli è un ‘normalizzatore’ ma è tutto fuorchè normale. Maniacale negli allenamenti un po’ come Sarri, utilizza con grande costanza sedute di “movimento collettivo” per far capire i movimenti in campo e in fase difensiva.
Lo stesso Pioli negli inizi a Bologna disse: “In entrambe le fasi di gioco vincono il tempo e gli spazi. L’obiettivo è migliorare i due componenti, perché in qualsiasi situazione guadagnare e/o perdere tempo e spazio di gioco determina vincere o perdere”.

LE ‘CATENE’. Il modulo più utilizzato in carriera è il 4-4-2. Nelle giovanili del Bologna, del Verona e nell’esperienza con Parma e con la prima squadra del Bologna ha utilizzato quasi sempre questo schema con le varianti in linea e a rombo. La difesa a tre è una possibilità in emergenza, ma Pioli predilige la linea a 4 perchè, così come descritto nella sua tesi del diploma di allenatore a Coverciano, permette di adeguarsi a qualunque avversario. Inoltre dai terzini, e dalle “catene laterali”, Pioli fa partire gran parte della propria manovra offensiva. Nel gioco palla a terra dell’allenatore emiliano, infatti, c’è sempre un fitto dialogo e scambio di posizioni fra terzino, ala e centrocampista (o mezzala) in appoggio.

REGISTA. Ciò che accomuna ogni formazione messa in campo da Pioli nella sua carriera è però la presenza di un regista, che sia difensivo o a centrocampo, che sappia sempre garantire un appoggio facile ai compagni che possa alternare, l’apertura del gioco in fascia a verticalizzazioni sulle punte o, meglio, sul centravanti boa che, però, non tende mai a rese bloccato all’interno dell’area di rigore. Un regista che all’Inter manca tremendamente, che sarà cercato sul mercato di gennaio, ma che, pensando ad un 4-3-3 in stile Lazio, potree divene fino a gennaio Ever Banega, in difficoltà dal punto di vista atletico, ma anche l’unico capace di spingere il gioco in avanti all’occorrenza.

DUE INTER. 4-3-3: Handanovic; Ansaldi, Miranda, Murillo, Santon; Joao Mario, Banega, Brozovic; Perisic, Icardi, Candreva.
4-4-2: Handanovic; Ansaldi, Miranda, Murllo, Santon; Candreva, Joao Mario, Brozovic, Perisic; Eder, Icardi.

TERZO POSTO. Solo la statistica accogliere Pioli con ottimismo. L’Inter è la terza squadra in sia per tiri effettuati (dietro Roma e Napoli) sia per tiri concessi (dietro Juve e Napoli). Peccato che il terzo posto che conta dista 8 punti.
Dopo la sosta c’è il derby, l’occasione per accorciare. Per far emergere i valori tecnici, servirà essere più squadra del .